
Quando ho conosciuto i blog il mio essere in Rete ha cominciato ad avere senso e direzione. Ancor prima del Satiro Saggio, mia ultima creatura, ho scoperto il piacere di condividere il mio pensiero al di fuori della ristretta cerchia di conoscenze che posseggo. Ristretta perch? non con tutti puoi parlare di tutto, cerchia perch? -che cazzo ne so perch?.
Il mio agire comunicativo si ? notevolmente potenziato: non avendo pi? dialogo solo con le persone a me vicine ho affinato il linguaggio, parlando su una pubblica piazza globale ho imparato cosa dire e come, commentando i fatti del mondo e della vita ho appreso l’arte di informarmi. E’ facile associare al nome di un politico una parolaccia, ma ? un’arte costruire un critica reale basata su fatti tangibili -anche se alla fine abbiamo detto la stessa cosa. ?Andreotti ? un mafioso?, oltre che un’accusa che potrebbe essere infondata, ? anche un’offesa bella e buona (che qui riportiamo esclusivamente a fini esemplificativi). Dire invece che ?Andreotti, secondo la sentenza della Corte d’appello del 2003, si ? macchiato del reato di associazione a delinquere fino al 1980, da cui ? risultato assolto per prescrizione? ? ben diverso. Facendo cos? ho costruito una critica, ho comunicato informazioni invece che sentimenti. Questa ? una bella differenza. Io studio giornalismo, ma questo aspetto dell’informazione me lo ha insegnato il blogging.
Quindi in un certo senso gli sono anche debitore, alla blogosfera. Se un giorno dovessi divenire giornalista effettivo, sar? un professionista migliore anche grazie al Satiro Saggio e a tutto il percorso che ho fatto per arrivarci. Il nuovo ddl del Governo sminuisce d? per s? il fatto che io un giorno possa essere un professionista. Si sopravvaluta la mia posizione attuale, quella di semplice blogger, e si svilisce quella che potr? avere un giorno, e che tanti professionisti hanno oggi. Fossi gi? iscritto all’Albo mi incazzerei non poco. Ma come, mi sbatto tanto per fare la gavetta, e poi uno qualunque del Satiro Saggio mi ? equiparato? Ma va l? (con meno vantaggi. A me non mi paga nessuno, e non posso andare ai concerti gratis).
E questo ? un fatto.
E poi, qualora fossi anche leader d’opinione, per chi lo sarei? Per chi mi legge. Ed ? un male? Solo perch? diffondere le proprie idee in Rete ? pi? semplice che nella realt? questo non vuol dire che sia necessario limitarne l’accesso con decreti legge che puzzano di repressione da un kilometro (Prodi non troppo tempo fa ? stato in Cina. A prendere ripetizioni, evidentemente). Ma si sa, i governi ?democratici? tendono a conoscere solo la repressione. Ci lamentiamo che la Cina non rispetti i diritti umani (sic) mentre noi ce li dimentichiamo, cerchiamo di imporre alla Turchia quello che dovrebbe fare per entrare in Ue mentre noi siamo i primi a doverne uscire per motivi simili. Ok, non lapidiamo le adultere, ma date tempo al tempo.
Solo perch? virtualmente chiunque pu? leggere ci? che scrivo in Rete non ? necessario fare una selezione all’ingresso di chi pu? starci e chi no (la Legge non pu? essere virtuale fino a questo punto). Sarebbe inutile. Potrebbero starci solo quelli che hanno gi? voce in capitolo al di fuori della Rete. Per questo spaventa. Perch? la Rete ci ricorda (e nei blog troviamo la forma pi? alta per fare ci?) che possiamo dire la nostra, e se lo facciamo con impegno ci insegna anche come dirla, e questo forse spaventa di pi?. Perch? un’opinione in contrasto con la nostra pu? darci noie, ma una con delle fondamenta ben salde ? una vera grana.
La soluzione? Fare bene il proprio mestiere, quando si ? esposti al pubblico ludibrio. Mastella non vuole che i blog parlino male di lui? Perfetto. Non gliene dia motivo, invece di impedirgli di farlo.
E’ nella Costituzione. A sinistra ci ricordiamo della Costituzione quando ci pare? Dove sono i padri della patria adesso? Eh? Eh?
Guardiamoci in faccia: siamo di fronte ad un governo squisitamente di destra. La differenza ormai vacilla. Il metodo per tutelarsi ce lo avevano gi?, e le denunce intimidatorie ormai non si contano. La vigilanza c’era, mancava proprio la repressione. La Rete ? il grande livellatore: in Rete siamo tutti uguali. Per questo certe persone cercano di portare il potere che hanno fuori da essa al suo interno, per dominare e controllare. Ma visto che non si pu? dominare un fenomeno cos? libero e straordinario, n? tantomeno controllarlo, ci si ?limita? a renderne l’accesso incredibilmente difficoltoso. Il ddl non vieta di avere un blog (questa sarebbe dittatura tout court), ma semplicemente rende pi? difficile averne uno: laddove bastavano pochi semplici click adesso servono una societ? editrice, un giornalista iscritto all’Albo (fossi il presidente dell’Albo mi dissocerei da questo, me ne laverei le mani e direi a Prodi ?noi non ci pieghiamo a queste vilt??), un’iscrizione a registro ed un bollo da pagare. S?, e m? so Ludovico Einaudi.
Siamo ai limiti dell’incostituzionalit?, se guardiamo alla Legge, e ci siamo pienamente, se guardiamo al buonsenso. Ho sempre creduto che un Governo dovesse legiferare per migliorare la vita dei propri cittadini, non continuare a coprire nefandezze su nefandezze e nascondersi vigliaccamente dietro il dito della Legge. Questi sono i gemiti di un sistema moribondo, che non ? in grado nemmeno di controbattere alle opinioni di un semplice cittadino che, una sera qualunque, con una tazza di t? sul tavolo si apre il suo bel blogghino per dire ciao al mondo e sentirsi pi? libero.
PS. il server dove ? hostato il Satiro Saggio ? negli Stati Uniti, dove i blogger hanno anche il diritto al segreto fino ad ora esclusiva assoluta dei giornalisti. Ditemi quello che vi pare, ma sotto questo aspetto non vi ? Paese pi? democratico e libero. C’ho l’occhio lungo c’ho.
Mentre invece in Italia io non ho la libert? di dire cosa penso del Governo, ma ho pienamente quella di diffondere ideali squisitamente fascisti e magari di finirci pure, al Governo, con quegli ideali.
Ricardo Franco, ma perch? nun te Levi?
Si vuole limitare in Italia l’utilizzo di una intera tecnologia, come ai tempi del P2P. Invece di educare, proibire proibire proibire. Posso avere un’arma in poco tempo, e mi devo ammazzare per aprire un blog. Ah gi?! L’arma ce l’avevo tanto.


Stiamo veramente al delirio… e la libert? di espressione?
Una pia illusione.
E infatti, per entrare subito in tema, ti denuncio (non ? vero).
Ho letto qualche giorno fa il pezzo dell’amico Q.
Non entro nei particolari della vicenda che sta suscitando moltissime parole, mi ? sembrata bellissima la definizione di “giornalismo” che Q ci ha dato.
Una chiave di lettura, una riflessione, un p? di incazzo.
Mi complimento.
danis