
Apoteosi dark. ?Rocky Horror Picture Show? ha portato in trance il popolo della notte (ma non solo). Azzurri e rossi gli occhi, tacchi a spillo, giarrettiere, ombelico in vista, unghie affilate e grandi cappelli e pelle, tanta pelle su cui assaporare pori altrui. Una fisarmonica stordente e contagiosa, febbricitante. Questo ? il ?Rocky Horror Picture Show? che tutti voi sicuramente conoscete da secoli, con la sua carrellata di brani-cult, da ?Time Warp? a ?Sweet transvestite?, da ?I?m going home? a ?Double feauture?. Il musical di Richard O?Brein ? un inno alla bisessualit? e alla trasgressione. Un?opera teatrale dal ritmo mulatto, meticcio, scene gonfiate da un?inesauribile vitalit? gargantuesca, raffiche di doppi sensi e doppi sessi come se piovesse. E infatti piove quando Brad e Janet, due sposini impacciati e candidi che, causa un guasto alla macchina, finiscono a ?Frankestein Place?. Metafora, immagino io, del ?battello ebbro?.
Frank, creatura onirica, famelica e gran puttanone su cui si depositano tutte le ambiguit? del mondo, gioca a chi ? bravissimo a scacchi, ma poi si ritrova un disastro nella vita. Ha con lui uno stuolo di servi, Riff-Raff, Magenta, Colombia e fantasmi vari, tutti iniziati alla poetica del ‘non sognatelo, fatelo!’ O meglio ‘non sognatelo, siatelo!’, pare suggerire sibillinamente la commedia gotico noir. La gente, in tal caso, si trastulla con seghe elettriche e vive di ossessioni e di un?ossessione in particolare: la creatura bionda dagli occhi azzurri e pettinata a caschetto. Dal suo laboratorio nasce Rocky, un omo sostanzialmente decerebrato, acefalo, insomma, un corpo da usare. E siccome Frank, il magnifico travestito non ? mai sazio, decider? di spassarsela anche con i fatati sposini, seducendo di notte prima Janet e poi Brad. Frank per? non resister? a lungo, essendo un alieno, come lo sono Magenta e Riff-Raff i quali, esausti, decideranno alla fine di neutralizzarlo, tornando nel ?Pianeta Transilvania?. Un risveglio traumatico e desolante, su cui neanche l?imperturbabile narratore potr? pi? pronunciarsi.
Il ?Rocky Horror? ? un monumento alla psichedelica, al travestitismo issato come emblema di una rivoluzione sessuale ?sorridente? e cinica. Opera museale e grottesca. Un tocco di teatro nero mai scritto prima, escludendo ovviamente William Shakespeare, ? riuscito laddove neppure Truman Capote. Ma i picchi di spettacolarit? a cui ? arrivato il ?Rocky Horror? negli anni non hanno permesso che si infiltrasse nessun dubbio. Semmai una certezza. Le reazioni di chiunque l?abbia visto hanno ribadito la melodrammaticit? della nostra contemporaneit?. Un fenomeno popolare come il musical, semplice, ritmico e melodico. Afferra dal basso, per dirla in punk-rock. Fa parlare di s?. Contagia. Scalza la parola. Dando cos? ragione a Levi-Strauss: ?Solo la musica ? un linguaggio primario. La parola viene dopo?, e a George Steiner, che ritrova nei fenomeni musicali un residuo dell?antico rito, un?occasione di grande socievolezza, una spinta verso una generosa condivisione delle emozioni.


Che dire…l’uomo ? fenomenale…riesce a fare ingoiare pillole di verit? attraverso la farsa, lo spettacolo, l’esagerazione…
Per me il Rocky Horror ? la verit? e nient’altro che la verit? su come, sotto sotto, vorremmo il sesso…
Semplicemente grande!
Bisessualit?,trasgressione…cos’ha a che fare tutto ci? con il senso comune di orrore? Poco…forse addirittura niente. Per un’etero convinta come me tutto ci? potrebbe scatenare un profondo ribrezzo…ma io non sono gli altri…e mi basta sapere che in ogni diversit? c’? un mondo infinito che pu? arricchirmi l’anima per adorare profondamente la pi? grottesca ed affascinante delle creature.
io, dopo aver visto e rivisto il film, vorrei proprio vedere una versione “live” come si deve, ma purtroppo non ne ho mai avuto l’occasione.
Hey! Arrivo in ritardo? Son tornato oggi dalle ferie…
Allora… bella presentazione di uno dei primi musical che conobbi pi? di vent’anni fa… ah, che tempi!
Concordo su quasi tutti. Solo un piccolo appunto sulla “presa” dello spettacolo, che nella seconda met? perde un po’ (rispetto alla prima met?, in cui non c’? un attimo di cedimento). Per dire, io non mi stanco mai di vedere il primo tempo, mentre nel secondo tempo salto direttamente ad “I’m Going Home” (soprattutto per il cambio melodico/ritmico di quando rientrano in scena Riff Raff e Magenta nei loro vestiti “alieni”, scoprendo le carte con il loro “padrone” Frank).
Ah, le labbra all’inizio del film sono, se non ricordo male, quelle di Magenta, non di Frank…
Ah, un’altra cosa: in uno spettacolo che ho interpretato fino all’anno scorso (un medley di brani tratti da musical famosi) ho interpretato anche Riff Raff in “Over at The Frankenstein Place” e in “Time Warp”.
E concluderei con un “Bel Collegament!”. Se qualcuno azzecca la citazione vincer? la mia stima…
Complimenti! Sfido altri a dire di pi?.
Baci
[commento moderato (art.27)]