Sulla querela

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Dunque.
Il Satiro Saggio compie un anno, quindi tanti auguri a noi lalal?. Grazie a tutti voi che ci leggete, invece, perch? se siamo qui a festeggiare il nostro primo compleanno ? grazie ai vostri click, che fanno schizzare il contatore visite almeno cento volte al giorno, e ai vostri commenti…in verit? pochi, ma non si pu? avere sempre qualcosa da dire. A me, come padrone(?) di casa, basta davvero che siate qui.
Ma cosa sono quelle facce commosse! Suvvia, scartiamo i regali!
Vediamo un p? di chi ? questo…ah, Gigi Moncalvo! Cosa mi avr? mai regalato un uomo cos? importante?
Magnifico! Una querela!
Eh gi?, amici e amiche. Son stato querelato da questo qui.
Ma non mi sento solo: ci sono un sacco di blogger con me, ed uno di questi ? Michele Marziani. Ci siamo fatti una bella chiacchierata in proposito. Ve la posto qui, come buon augurio, met? oggi e met? luned? prossimo.
Come finir? questa storia? Il bene trionfer? sul male? Moncalvo passer? al lato oscuro?
C’? un solo modo per scoprirlo…restare a bordo con noi!

Q: Ciao Michele, hai visto la novit?? Mastella ha querelato Beppe Grillo!
No, non ci ho fatto caso. Appena sento la parola querela mi giro dall’altra parte. Battute a parte credo che la querela identifichi perfettamente chi la fa: uno che non ha altri mezzi per interagire con quelli che considera degli avversari. Allora si affida alla giustizia con tutti i suoi malfunzionamenti che la rendono ferraginosa e quindi automaticamente ingiusta. Comunque se sono personaggi pubblici come Mastella e Grillo a querelarsi in fondo fanno del circo ed entrambi sono in grado di sostenere il peso delle azioni giudiziarie. Il problema ? per chi subisce la sproporzione del gesto.
Chess?, penso al caso del blog di Luca Bravi: una persona che guadagna 1.500 euro al mese ed ? costretto a spendere tutto il suo stipendio per difendersi da uno che 1.500 euro li guadagna in mezz’ora. Gi?, perch? quello che non si dice ? che in Italia la difesa ? obbligatoria e il patrocinio gratuito ? solo per quelli che sono davvero poveracci. Anche l’avvocato d’ufficio va pagato, non si scappa. E i soldi li hai spesi anche se ti danno ragione. Mi spiace metterla sul terreno dei conti della serva, ma ? sul quel terreno che la prevaricazione ? pi? forte: chi ha mezzi alza la voce e querela, chi non ? sta zitto immediatamente e se ne va con la coda fra le gambe. Anche il pensiero ha un prezzo.
Questo oggi vale persino per i giornalisti: sempre meno contrattualizzati, sempre pi? free lance, si beccano una querela e il giornale li lascia in balia del querelante. Arrivare ad avere ragione, per molti, ? un costo insostenibile.

Q: E l’Ordine dei Giornalisti?
Gi?, e l’ordine dei giornalisti? Bella domanda:-)
Battute a parte, dire che l’ordine dei giornalisti dovrebbe fare qualcosa potrebbe significare riconoscere il diritto di critica e di cronaca solo agli iscritti all’ordine. Ma questo ? un discorso pericoloso che ci porterebbe lontano. Il problema riguarda chiunque esprima un’opinione, commenti un fatto, racconti un avvenimento.
Insisto, la questione ? l’uso distorto della giustizia. L’uso della querela per diffamazione come mezzo di impedire la libera espressione dei soggetti pi? deboli. Si parte dal fatto che per sapere di cosa sei accusato devi andare nel tribunale della citt? dove ? avvenuta la querela, e non ? detto che te lo facciano vedere: soldi agli avvocati, ma soprattutto anni di attese, prima che venga stabilita un’eventuale udienza. E intanto tu taci, perch? chi ti querela magari ha chiesto 300.000 euro di danni, e tu ne guadagni, quando sei fortunato, 30 o 40.000 lordi in un anno (e sei fortunato!) e vivi appena decentemente.
Per essere pi? chiari, la querela per diffamazione, per motivi che non otterrebbero il rinvio a giudizio, viene usata da soggetti forti (in genere con un ufficio legale dietro o comunque maggiori risorse finanziarie, o con interessi professionali e economici da difendere) allo scopo di mettere a tacere soggetti pi? deboli (i blogger, ma oggi anche quasi tutti i giornalisti, specie in provincia, sono precari sottopagati privi di assicurazione legale) sfruttando la lentezza della giustizia. Questo ? un uso prevaricatore delle disfunzioni della giustizia a scopo di privare le persone di quella libert? di espressione che sarebbe sancito dall’articolo 21 della Costituzione.

foto: www.dawmedia.it

Q

La mente dietro Il Satiro Saggio. Laureando in Scienze della Comunicazione, sul Satiro si occupa di politica, satira, interviste ed un pò di tutto il resto. Seguilo su Twitter o esplora il suo Flickr.