Sulla querela /2

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Eccoci qui con la seconda parte della chiacchierata con Michele Marziani (nella foto, al centro) riguardo al fatto che siamo stati querelati da questo qui. E visto che mal comune mal comune, come dice il proverbio, vi lascio anche il link del blog (ora “carbonaro”) di Michele e della prima parte di questo intervento.
Buona settimana, in compagnia del Satiro Saggio.

Q: Mmm…ottima obiezione, ottima davvero. Possiamo dire quindi che ? come se ci fosse una falla nel sistema giudiziario italiano, una falla “conveniente” per chi usa la querela a scopo intimidatorio.
Ma alla fine a cosa serve una querela? Cosa tutela?
Sembra quasi che il diritto all’integrit? dell’immagine abbia sostituito il diritto all’onore, e che il regolamento passi per il tribunale invece che per le strade…

Premessa: sono un anarchico e quindi in generale non credo nell’ordine costituito e tanto meno nella giustizia. Non penso che il diritto contenga le formule perch? i rapporti umani siano davvero civili e tutelati da prevaricazioni. Detto questo, secondo me, querelare qualcuno per diffamazione o anche solo minacciarlo ? un gesto prevaricatore e fascista. Un sistema per esercitare comunque una forma di censura. La diffamazione non ? infatti un reato contro la “verit?”, ma contro l’onore. Quindi uno se ne avvale non per far cancellare bugie sul suo conto, ma per lavare le offese, non col sangue, come al tempo dei duelli, ma in tribunale. Questa ? la legge italiana: reato contro l’onore. Non a caso si procede per querela di parte, se fosse un reato “vero” lo stato procederebbe da solo, senza querela, come si fa con il furto, la rapina, l’omicidio, la truffa. L’onore, l’onorabilit?, sono concetti soggettivi e, per me, sono concetti fascisti. Denunciare qualcuno per diffamazione significa sostenere, seppure indirettamente, il primato dell’onorabilit? e dell’onore. Erano gli anni Cinquanta che ancora non si puniva il delitto d’onore e l’onore salvo – ovvero il matrimonio – cancellava, per legge, il reato di violenza carnale. E l’onore non ha niente a che fare col diritto, ma pi? facilmente col medioevo.

Q: Ritorniamo quindi al vecchio dilemma che non pu? la legge risolvere la pochezza umana, in un certo senso.
Ma al momento viviamo in un sistema di leggi, ed in tutto questo groviglio di sistema il “querelato” non ottiene alcuna tutela, nemmeno in caso di vittoria laddove si toglie solo un peso dal petto ed uno dal portafogli (la parcella dell’avvocato).
Luttazzi, in una battuta che tanto battuta non era, proponeva l’inserimento di un comma, chiamato appunto comma Luttazzi, il quale disponesse che in caso di vittoria da parte del querelato, il querelante doveva risarcirlo della somma che gli aveva chiesto. Potrebbe non essere male, come inizio, se consideriamo poi che il pagamento dell’avvocato ? proporzionale alla richiesta dell’accusa.
Una cosa che non ho mai capito ? da dove spuntano fuori tutti quei soldi che possono chiederti…

Ecco, hai toccato il nodo, il motivo per cui ho chiuso il mio blog: “al momento viviamo in un sistema di leggi” e quindi dobbiamo occuparci di faccende stupide e minori come questa. E’ il dovermene occupare che mi infastidisce. Nel senso che a me non importa di trovare soluzioni, quella dell’amico Daniele Luttazzi (sai che ho dei fumetti, dove sono il protagonista, disegnati da lui? Abbiamo lavorato allo stesso giornale da ragazzi, lui disegnava) pu? esserlo, ma per me ? stupido comunque che esista il reato di diffamazione, inteso come reato contro l’onorabilit?. Anche con le leggi attuali se si ha ragione, poi, ? possibile controquerelare o querelare per calunnia o semplicemente richiedere i danni per il tempo perso. Personalmente sono cose che non mi interessano, io non querelerei mai nessuno, neppure se avessi dei motivi per farlo perch? non vedo l’utilit? di una giustizia come questa. Ovviamente poi ci vogliono i soldi per poter alimentare questo sistema.
L’ultima cosa che mi chiedi ? molto semplice: uno chiede un sacco di soldi in base al danno che ha presunto di aver avuto, mettiamo 300mila euro. Normalmente la cifra ? alta perch? deve fare paura e perch?, come dice il vecchio adagio, chiedere ? la met? dell’avere. Sono poi i giudici a decidere se il tuo onore vale 300mila euro o ne bastano 10mila.

Q: Da qualunque angolazione lo si veda, sembra abbondantemente assurdo come sistema.
A parte chiederti di dividere con noi e col mondo intero i fumetti del di-nuovo-neo-epurato Luttazzi (a proposito, che ne pensi anche di questo?), mi viene la curiosit? di domandarti cosa significa essere un anarchico, a cosa si ambisce, cosa si cambierebbe, come si ci vive dentro.

Passi alle domande difficili vedo. Non mi addentro sulla storia del movimento anarchico, chi vuole pu? informarsi in abbondanza. Credo che essere anarchici oggi, almeno per me, passi attraverso scelte quotidiane, anche difficili. Te lo spiego con le parole di Luigi Veronelli: “Sono anarchico dell’unica anarchia possibile, quella cio? che prevede l’assunzione di responsabilit? nel rispetto di se stessi e degli altri. Chi dice che l’anarchia ? disordine, commette un falso grossolano”. Questo significa, nella banalit? delle cose, che io che non credo alla giustizia e alle regole del diritto non querelo nessuno, per tornare al nostro discorso. Che siccome penso che la propriet? privata sia, se non un furto, almeno un errore non possiedo niente: n? case, n? auto, n? altro. Questo non vuol dire che non le uso, ci mancherebbe, ma non sono mie. Quello che faccio, che scrivo, non ? mio, non lo tutelo, lo metto a disposizione di chi lo vuole. Il testo del mio romanzo ‘La trota ai tempi di Zorro’ si pu? scaricare liberamente dalla rete. Sono piccole cose che guardano a una grande utopia. Cos?, per rimanere in tema, non ho la televisione e neppure la guardo, quindi non so nulla di Luttazzi in tv. Da quello che leggo credo che sia stato stupido censurare il suo lavoro: la censura ? sempre stupida.
Quanto ai fumetti di Daniele vedo di andarli a cercare tra i mucchi di carte e quando li trovo li metto online. Promesso.

Q

La mente dietro Il Satiro Saggio. Laureando in Scienze della Comunicazione, sul Satiro si occupa di politica, satira, interviste ed un pò di tutto il resto. Seguilo su Twitter o esplora il suo Flickr.