
Non che mi piaccia particolarmente farlo, ma ogni tanto lo faccio. Copincollo.
Cos? ? per il post di oggi.
Stavo leggendo “Schiavi Moderni”, un libro -volendo gratuito- che potete trovare sul blog di Beppe Grillo, il quale raccoglie centinaia di testimonianze di lavoratori precari. Ve lo consiglio per questo: zero propositivit?, ? solo un conglomerato di lettere atto a farvi incazzare che, per come stanno le cose, non ? poi cos? male.
Una, in particolare, mi ? sembrata assolutamente esemplare, ed ? quella che riporto oggi.
?Mi presento:mi chiamo Emanuele D., sono pugliese, ho 32 anni, laureato in Economia e Commercio e vivo a Bologna da quando ho un anno. Adesso ho un problema: hai mai sentito parlare della Lidl? E’ una societ? tedesca che si occupa della grande distribuzione di prodotti quasi esclusivamente alimentari, in Italia ? famosa per i suoi discount ma non solo…
A dicembre 2005 vengo contattato dai dirigenti della societ? per fare un colloquio “di sicuro interesse”, cos? comincia tutto: mi offrono 29000 euro l’anno, automobile aziendale, buoni pasto e tutti i benefits del caso per diventare quello che chiamano il Capo Settore, ossia, un quadro intermedio con le stesse mansioni di un capo area ma responsabile di una area provinciale non regionale. Il 15 dicembre lascio il mio vecchio lavoro “responsabile di reparto” in una catena di distribuzione di elettronica, a tempo indeterminato, ed il 2 gennaio approdo da questi tedeschi! Da quel giorno la mia vita viene stravolta!
Tutte le mattine in piedi alle 5.00, la mia giornata inizia con lo scarico di camion pieni di merce, naturalmente da solo e con la forza delle braccia, poi sistemo il banco della frutta, del pane e le vasche della carne ed anche qui sollevo chili e chili di merce. Alle 9 apre il negozio al pubblico e solo allora iniziano ad arrivare i primi dipendenti (naturalmente tutti in formazione, con mille dubbi e domande alle quali devo rispondere io)e fino alle 21 il mio impegno ? rivolto ad ogni singola mansione presente all’interno di un supermercato. Ovviamente se ho un po? di tempo mi offrono di andare a pulire il parcheggio scoperto del negozio, perch? d’inverno con la neve ? difficile per i clienti parcheggiare. Se rimane del tempo posso anche mangiare qualcosa, chiaramente dopo le 15.30 perch? a pranzo arriva un altro camion da scaricare.
Dopo la chiusura mi occupo di risistemare tutto il negozio (1286 mq) affinch? sia perfetto per l’apertura del giorno successivo. Il negozio che mi viene affidato ha anche la fortuna di essere sotto personale a causa del forte turnover e cos? dopo le 21 sono sempre da solo a lavorare. Se tutto va bene, finisco per le 22.30, se tutto non va bene alle 22.30, quando credo di aver finito la mia giornata, arriva il controllo notturno, ossia un collega che ha il compito di valutare il tuo operato, che non ? mai soddisfacente e cos? te ne rimani fino a notte inoltrata nel tentativo di fare qualcosa di soddisfacente, ricordandoti che il motivo della tua permanenza ? solo la tua negligenza.
Ci sono anche le giornate di inventario notturno in cui dalle 5 della mattina si va letto alle 3.30 per ricominciare tutto dopo 1 ora e mezza.
Il giorno di riposo che mi spetta in realt? ? bene non utilizzarlo per risparmiare qualche nottata lavorativa, la domenica non ? il giorno di Dio, ma il giorno di chiusura della filiale e non si va a messa ma si approfitta dell’assenza dei clienti per fare altri inventari o rifacimenti.
In questo frangente mi capita un lutto in famiglia, per il quale mi spettano 5 giorni visto il viaggio a Brindisi che devo fare, ma i miei superiori hanno pensato che 3 giorni potessero essere pi? che sufficienti e al mio ritorno mi accusano di aver abbandonato il posto di lavoro senza essermi assicurato che tutto fosse programmato e “a posto” per i 3 giorni successivi.
Mi capita anche un infortunio, e devo chiedere il permesso di assentarmi dal negozio per andare al pronto soccorso a mettere qualche punto alla mia mano, permesso che mi viene accordato dopo 2 ore e, al mio ritorno dall’infortunio, vengo accusato di aver abbandonato il posto di lavoro senza essermi assicurato che tutto fosse programmato e “a posto” per tutto il periodo di degenza.
Questa non ? solo la mia esperienza, infatti abbiamo iniziato la formazione in 83 in tutta Italia (13 in Emilia Romagna) ed a oggi ci sono solo 24 persone (3, me compreso in Emilia Romagna)che continuano ad aver la forza di fare tutto questo ogni mattina.
I costi dei prodotti riescono ad essere contenuti perch? l’azienda non ? disposta a pagare straordinari (perch? se lavori di pi? ? solo per colpa tua), festivit? non godute(perch? sei in formazione e pi? lavori pi? impari)…
La loro politica ? quella del terrore, i dipendenti devono essere impauriti in modo da evitare ogni genere di rivendicazione o richiesta, infatti i sindacati non riescono ad avere una rappresentanza all’interno dei punti vendita.
Cercando in internet ho scoperto decine di testimonianze vicine alle mie, ed addirittura ? stato pubblicato un libro “nero” lo Schwarzbuch, del quale ? possibile trovare notizia anche su Wikipedia, che racconta gli innumerevoli soprusi della Lidl nei confronti dei propri dipendenti.
Io all’ennesimo insulto ingiustificato, stanco di ricevere chiamate ad ogni ora del giorno, di non avere nemmeno il tempo per recuperare le mie energie, a quattro giorni dal termine del fatidico periodo di prova, ho provato a contestare i loro comportamenti e cos? sono stato obbligato a presentare la lettera di dimissioni, cosa che sono riuscito a non fare solo grazie all’aiuto di chi ha vissuto con me questi orribili mesi, e che mi ha permesso di non cadere sotto i loro colpi.
Sono in malattia da quel giorno, ho bisogno di ritrovare l’equilibrio che loro mi hanno tolto, e sto affrontando la situazione con l’appoggio di un sindacato, che mi aiuta anche a contestare qualcosa che non mi aspettavo, il licenziamento arrivatomi via telegramma durante la malattia.
La loro politica va al di fuori di ogni logica di mercato,sfruttano le persone fino all’esaurimento e poi le buttano via, tanto per contratti cos? appetitosi trovano qualche altro ragazzo che pensa finalmente di poter costruire qualcosa per il suo futuro.
Quello che ora sto cercando ? sicuramente di riprendermi da questa esperienza, ma vorrei far conoscere alla gente, ovviamente contenta di aver trovato il risparmio sotto casa, da dove questo risparmio viene; non cuciamo i palloni e siamo tutti maggiorenni, ma sopportiamo soprusi e condizioni di lavoro non certo degni di un paese che ha la pretesa di far parte dell’unione europea (il monte ore mensile, 16 ore al giorno per 28 giorni, ? di 448 per una base oraria di 3,48 euro, con un contratto da 42 ore settimanali elastiche e l’inquadramento da quadro).
Vorrei scrivere un milione di altre cose, far parlare insieme con me decine di colleghi costretti alle situazioni pi? impensabili, ma spero almeno di aver aperto una strada per riuscire a far conoscere tutto questo, in modo che nessuno pi? si trovi nelle condizioni di dover sposare la societ? per cui lavora e doverLe riconoscere anche i “doveri coniugali”…passivi chiaramente…”


Questa l’avevo gi? letta… quello che ? inquietante, leggendo i libri di Rampini, ? che in Cina ad esempio queste prassi sono considerate ‘naturali’, e nessuno si lamenta… Vedrai che col tempo ci verr? sempre pi? detto che bisogna ‘adeguarsi’ (di cosa altro parlano quando citano la famosa ‘produttivit?’?) a quanto avviene da quelle parti…
crimson74,
quella dell’adeguamento e della flessibilit? ? ormai una scusa che stenta a rimanere in piedi.
Anche in Cina, ? notizia recente, stanno adeguando il diritto lavorativo in previsione dell’inserimento dell’indeterminato, tante che moltissime aziende estere hanno gi? sguinzagliato avvocati ed esperti per arginare il “danno” che ne riceverebbero (ne parleremo a breve, comunque).
Sembra che nel resto del mondo ci sia anche una volont? di andare avanti, noi invece siamo peggio dei gamberi…
non l’avevo mai sentita ma purtroppo la ‘politica del terrore lavorativo’ ha sempre funzionato, e continuer? a funzionare finch? la gente non si unisce un p? e comprende che le Gerarchie sono inutili ruoli, non acumi personali.
Phantastica,
bentornata anzitutto.
Per come la vedo io il problema ? che tanti -soprattutto giovani, tipo i miei coetanei- oggi non si rendono conto di quelli che sono i loro diritti, e preferiscono avere il soldo rapido in tasca a scopo finta emancipazione e soddisfacimento delle proprie necessit? consumistiche.
La cosa pi? grave ? che spesso non si capisce che entrare a far parte di un giro vizioso come questo danneggia non solo noi, ma l’intero sistema lavorativo italiano, perch? permette il perpetrarsi di questa forma di schiavit? legalizzata.
Bisognerebbe essere un p? meno flessibili, ed un p? meno incazzati.
Il tutto rigorosamente IMHO.
Un po PIU’ incazzati, pardon.
grazie…spero vivamente aderiate anche voi all’iniziativa di Comicomix…in quanto a disegno direi proprio di si!!!!!
Fioredicollina,
il Satiro ci sar?. C’ho gi? una mezza idea c’ho ^_^