Pedopensieri sparsi

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Io vivo in una piccola citt?, dove di fatti di cronaca ne accadono ben pochi, e mai nulla di grave. Ma ultimamente questa tendenza si ? invertita, ed il territorio provinciale si ? trovato a macchiarsi di un crimine orribile, la pedofilia appunto. Non sono mancati in pochi mesi appena trascorsi numerose uscite giornalistiche su fatti di cronaca che riguardassero violenze e abusi su minori, spesso molto piccoli. Un sommario identikit del ?pedofilo medio?, in queste zone, non ? difficile a farsi. Stando ai giornali e alle voci, la maggior parte delle volte (anzi, sempre) a subire violenza sono giovani ragazzine e bambine, vittime di persone che conoscono. In primis, nonni o vecchi zii. Anziani, insomma. Vivo in una citt? dove, almeno una volta al mese, un nonno viene meno ai suoi impegni pi? che paterni per dare sfogo nella pi? abietta delle maniere alla propria stanca libido.

Mi chiedo io come sia mai possibile che un uomo, con svariati decenni trascorsi su questa terra, improvvisamente muti e si faccia artefice di questi atti indicibili? Come pu? smettere di guardare la propria nipotina, la figlia dei suoi figli, con lo sguardo cristallino d?un amore sincero e sentirsi attratto sessualmente da una piccola palletta di carne che, ignara delle mostruosit? covate nei recessi di questa mente malata, continua imperterrita a sorridere con ingenuit? e tenerezza corrisposta da un digrignare di denti che tutto offre tranne che affetto? Lo ha sempre fatto, desiderato, e noi non lo sapevamo? Oppure ? un processo naturale a cui tutti saremo sottoposti?

Nonno: (lasciando cadere il cucchiaio nella zuppa) ?I bambini! Cazzo Adele, i bambini!?
Nonna: ?Cosa? Mangia la tua zuppa, Egisto, che ti si raffredda?.
Nonno: ?Ma quale zuppa, fanculo te e la tua zuppa! I bambini, cristo!?

Non voglio pensarci.

Inoltre la pedofilia non ? cos? inaccessibile come pu? sembrare. Il giro, mediamente, ? cosa complessa il cui accesso non ? semplice da ottenere, ma la pedofilia gratuita ? tutt?altro discorso. Parlo della rete, ovviamente. La pornografia gratuita in rete ? presente ovunque, numerose societ? online offrono guadagni esponendo banner di siti vietati ai minori, che hanno giri miliardari. Questo non ? un problema, se si tiene accanto al pc un rotolo di carta igienica. Ma lo diventa quando cominciano ad essere coinvolti i bambini. Ripeto, la pedofilia gratuita ? di dominio pubblico, con tanto di siti alla luce del sole ma, cosa pi? preoccupante, ? la tanto temuta tecnologia p2p. Io stesso, scaricando un semplicissimo programma di p2p, Limewire, sono riuscito a scaricare diverso materiale a contenuto ?neologisticamente parlando- pedopornografico. Come? Ovvio: ho aperto il programma e digitato ?pedo? nel campo di ricerca. Il risultato ? stato impressionante. Il numero di files con la parola ?pedo? nel nome si contano a centinaia. Per obblighi santommasini sono andato avanti, ed ho scaricato qualcosa. Devo ammettere che la maggior parte delle foto e dei video erano tutt?altra roba, solitamente pornografia ?normale?, ma il resto?il resto non saprei come definirlo. Non sono nemmeno riuscito ad inorridire, mi faceva troppo schifo. Non ho guardato nemmeno tutti i files, mi facevano troppo schifo. Il punto non ? questo, ? naturale che la pedofilia non sia amabile a guardarsi (e dovrebbe essere cos? per tutti), ma la facilit? con cui reperire queste nefandezze, il fatto che il nome, il nick di chi le spaccia dalla sua cartella condivisa in rete ? l?, sotto gli occhi di tutti. Capisco che controllare la rete pu? essere impossibile, ma vigilare saltuariamente e rintracciare questi utenti o, meglio ancora, bloccare gli accessi da questi programmi a certe categorie sarebbe quantomeno auspicabile. Ma non ? il piccolo utente la minaccia. Non ? il pesce piccolo. Non ? la foto o il video in s?, ma chi li crea. Allora si devono fare distinzioni, di coinvolgimento e d?intervento. Certo ?, che se li trovo tutti appesi per le palle, certe distinzioni vengono meno.

Dall?altra parte del filo c?? anche chi, fortunatamente, usa la rete per lo scopo opposto. Uno di questi ? Massimiliano Frassi, fondatore della Associazione Prometeo Onlus (www.associazioneprometeo.org), che da anni si occupa della lotta alla pedofilia, dal sito appena indicato ma soprattutto dal suo blog, esteticamente discutibile ma contenutivamente ineccepibile, della serie chissenefrega della forma, l?importante ? la sostanza. Tutti questi indirizzi li trovate, ovviamente, linkati a lato. Ma non c?? bisogno di parlare di Frassi ora, lo far? lui stesso nell?intervista che pubblicher? a breve. E non l?ho nemmeno dovuto sedurre, per fargli delle domande. Peccato.

La diffusione di passatempo discutibili come pedofilia e pornografia online ha generato la contrapposta ondata della sensibilit?. In verit? di sensibilit? si parla da sempre, ci si adegua solo ai nuovi mezzi. Mi ricordo le riviste pornografiche di qualche anno fa (erano?ehm?di un mio amico?), sul cui retro campeggiava la scritta cubitale ?no alla violenza, no alla pedofilia!?, con la precisazione che quella rivista, seppur imbastita di pornografia violenta e malsana (rapporti anali, fisting, foto di Borghezio), rispettava i diritti dei minori. Aspettava i 18 anni, per l?umiliazione corporale. Lodevole. Ma il binomio pedofilia/violenza mi piace. Si pu? essere violenti senza essere pedofili, ma non trovo possibile essere pedofili senza violenza. Parlo di violenza psicologica, naturalmente. Certo, poi ci sono quelli che alzano le mani, che legano, quelli spietati, quelli a cui piace il sangue: e questi sono quelli con cui la legge dovrebbe divertirsi di pi?. Oooh, s?. L?ondata di sensibilit?, tanto per evitare di sfoderare troppo presto il mio lato sadico, ? tangibile in tutta la rete, soprattutto in quegli spazi aperti (forum, blog, spazi web) dove sia possibile inserire materiale personale od opinionistico. ?E? proibito inserire materiale a contenuto pornografico o pedopornografico, pena l?espulsione dal servizio e bla bla bla?? lo trovate in tutte le registrazioni che avrete modo di effettuare. Ovviamente, ho sperimentato, e funziona. Splinder e Ebay, ad esempio, a loro tempo cancellarono rispettivamente blog e inserzioni. Mi ero limitato alla pornografia, sia chiaro. Nemmeno spinta, ma il sistema funziona lo stesso. E menomale. Peccato che la Canalis nuda non sia considerata al pari di una sconosciuta nuda, per cui non ho sub?to censura. Ma questa, ? un?altra cosa. Quindi, evitate di inserire queste oscenit? nei vostri spazi, principalmente se toccano i bambini. Se proprio avete delle foto da voler diffondere, stampatevele su una maglietta e andateci in giro. Le vedranno lo stesso molte persone. Non fate caso a quelli che vi fissano in divisa: sono solo dei curiosoni. Avvicinatevi.

Ps. Peccato, avrei voluto postare le foto di Piersilvio da piccolo, quando il pap? lo molestava costringendolo a mettersi la maglia del Milan. Pazienza, le terr? nel cassetto. Non si sa mai.

foto: www.romaone.it

Q

La mente dietro Il Satiro Saggio. Laureando in Scienze della Comunicazione, sul Satiro si occupa di politica, satira, interviste ed un pò di tutto il resto. Seguilo su Twitter o esplora il suo Flickr.