
Era da quando giocavamo da ragazzini nei campi polverosi di Haiti che glielo dicevo. Ricordo che lui mi faceva ?Dai, giochiamo al latifondista ed al contadino nero. Tu fai il latifon-? ?No, Barack? gli ripetevo sempre io ?devi uscire da questa mentalit?. Tu devi diventare presidente degli Stati Uniti?. Gi? da piccolo Obama dimostrava la stoffa per essere un buon presidente. E quarant’anni dopo finalmente ha realizzato il mio sogno, ha dimostrato che avevo ragione. E, adesso come allora, a Mc Cain toccher? giocare da solo.
Non analizzer? i motivi della vittoria di Obama, ci sono gi? abbastanza editoriali per quello. A dire la verit? non analizzer? un bel nulla, voglio solo dire quello che penso di questo momento.
La vittoria di Obama dimostra largamente -largamente tanto quanto si ? distaccato dal rivale- quanto coraggio abbia dimostrato l’America, quanto ci fosse realmente la voglia di cambiare al di fuori dei proclami elettorali e quanto potente ? stata l’onda d’urto delle cazzate di Mr. Bush. La barriera razziale sostanzialmente non ? esistita, anche se i giornali ne hanno discusso molto, ma era pi? che prevedibile per un Paese che non brilla certo per politiche integrazioniste ma ? in cima al mondo per le mescolanze etniche al suo interno. Davvero i ?bianchi? avrebbero avuto la meglio sulla sterminata massa di statunitensi non-nativi? Andiamo. Non c’era partita. Gli Usa avevano bisogno di rinnovarsi e ritrovarsi, hanno lanciato un segnale al mondo democratico, un segnale che ? unanime accoglierlo come positivo, se non altro affiancandolo all’orribile alternativa. La carta della razza non ? stata dunque giocata, l’affluenza record alle urne ? dovuta pi? che ad un riconoscimento etnico al desiderio di vedere curati i mali del proprio Paese. L’etnia dei candidati non fa pi? molta presa nelle democrazie pi? avanzate, noi stessi ci facciamo continuamente governare da un hobbit senza lamentarci delle sue origini. Roba da Il Signore degli Anelli.
La disfatta di Mc Cain ha radici profonde ed innegabili. Anche nelle teorie pi? disfattiste, che superasse Obama rasentava l’impossibile. Una sua probabile vittoria era pi? frutto di una volont? di vedere distortamente ci? che stava accadendo in America, piuttosto che un’analisi fattivamente possibilista. Per quanto si sia distaccato da Bush, la loro amicizia dura da oltre venticinque anni. Abbracci e strette di mano si sono sprecate. La gente non dimentica, non si pu? cambiare da un momento all’altro. Bush si ? inciso troppo profondamente e negativamente nel cuore degli americani per permettere a qualcuno a lui vicino di non essere considerato parimenti. I Repubblicani in questa campagna sono stati spaventati dall’inizio alla fine, Obama era l’uomo nuovo e pulito, il self-made man del sogno americano di minoranze e maggioranze, il cosmopolita, il faith-crosser. La campagna repubblicana ? stata volta a tamponare il danno, ad arginare la fiumana di voti che avrebbero cambiato colore nella giornata di ieri. Si sono chiusi nella gabbia delle tematiche care al loro elettorato, con qualche timida apertura ai gay che ha lasciato il tempo che trova, soprattutto dopo le bordate di Sarah Palin sulle cliniche per il recupero degli omosessuali.
Ah, la Palin. Credeva veramente Mc Cain di recuperare qualche voto con questo Big Jim in tailleur? La Palin spaventa le donne perch? non ? una donna, e spaventa gli uomini perch? non ? un uomo. In un futuro parallelo, avrebbe forse ottenuto il voto degli androidi dopo una rivolta alla Terminator. Ma questo ? di l? da venire. La campagna di quest’anno ? stata anche una lotta fra donne, e non parlo di Hillary che dopo la sconfitta alle primarie ? sostanzialmente uscita di scena. Parlo della Palin e della signora Obama, Michelle. Da un lato Obama ha presentato una donna con carattere e carisma non inferiori ai suoi, dall’altro Mc Cain ha schierato uno stereotipo, nel futile tentativo di mantenere qualche voto.
Sarah Palin col fucile in mano, quando Obama vuole ridurre drasticamente le armi da fuoco in circolazione negli States. Giornali alla mano, la popolazione avrebbe dato rilievo a chi avesse arginato quell’ondata di violenza, spesso minorile, che si manifesta non raramente nelle cronache americane, associata al possesso ed all’uso delle armi da fuoco.
Non ? difficile dire perch? ha vinto Obama, non servono complesse analisi.
Di fronte alla crisi economica ha fatto proposte concrete, ha parlato di aliquote e di redistribuzione, di servizio sanitario pubblico e ritardi negli sfratti, mentre Mc Cain si ? lasciato andare solo ad un generico ?Meno tasse per tutti?. Da quella parte dell’Atlantico certi slogan non funzionano, fortunatamente. Magari l’hanno capito che il denaro ? quello che c’?, che per darne un po’ a qualcuno lo devi togliere a qualcun altro, che non ci sono sconti in toto para todos. Solo noi ce potevamo casc?.
Questo mi porta a formulare due assiomi semplici semplici: il primo ? che l’americano medio ? pi? intelligente -e pi? fortunato- dell’italiano medio. Il secondo ? che Mc Cain ha votato Obama.


Accidenti… era consolante pensare che gli americani, che avevano votato per il cespuglio per ben due volte, che diffondono sitcom spazzatura, che si sparano a vicenda, superciccioni, fossero per questi motivi pi? stupidi di noi italiani. Il fatto che abbiano votato per Obama mi toglie pure questa ultima illusione.
E l’hanno pure votato di brutto! ^^