
Dopo i gravi pestaggi avvenuti qualche settimana fa presso la facolt? di Scienze Politiche dell’universit? di Roma Tre, l’organizzazione universitaria neofascista denominata ?Blocco studentesco? ? tornata nuovamente in azione.
Intorno a mezzogiorno un nutrito gruppo di giovani ha ?cinto d’assedio? la facolt? di Lettere e Filosofia tappezzandone i corridoi interni con manifesti e volantini.
Fin qui nulla di anomalo, eccezion fatta forse per l’alto numero di motorini e scooter parcheggiati all’ingresso della facolt?.
Queste organizzazioni studentesche di estrema destra, nonostante protestino contro le recenti linee di governo sui tagli alle universit?, mirano a dissociarsi dalle recenti manifestazioni studentesche (definite dai media come l’Onda), riconoscendo queste unicamente come una fallimentare espressione della sinistra giovanile.
Il movimento di protesta che ha scosso gli atenei e le piazze di tutta Italia, coinvolgendo trasversalmente dai docenti universitari agli alunni delle elementari, viene letto quindi come mero operato di una minoranza politica del nostro paese.
Tuttavia ci? che ? accaduto oggi al n? 234 di via Ostiense, va ben oltre la semplice protesta politica.
Infatti alcuni attivisti (circa una trentina tra ragazzi e ragazze), muniti di una videocamera digitale, si sono introdotti dentro alcuni locali della facolt? di Lettere e Filosofia.
Fatto ci? si sono ripresi mentre asportavano rozzamente un ampio striscione sorto come pacifica risposta alla recente aggressione del 16 marzo da parte di organizzazioni neofasciste e che ha condotto all’ospedale ben due studenti della facolt? di Scienze Politiche.
Nulla pi? di un lenzuolo bianco sul quale campeggiava la scritta: ?L’universit? di Roma Tre ? anti-fascista?.
Tale frase compariva anche su di un manifesto posto al centro della bacheca di facolt?, quest’ultimo per? ? stato difeso da un coraggioso gruppo di tre studentesse che, presa coscienza di ci? che stava accadendo sotto i loro occhi, hanno impedito a questi vandali di mettere le mani sulla bacheca schermandola con il loro corpo.
In poco tempo un nutrito numero di ragazzi, un paio di docenti ed una guardia di vigilanza, sono accorsi sul luogo dove nel frattempo si era accesa un’animata discussione che vedeva coinvolti due schieramenti: da un lato i giovani del Blocco Studentesco, ?armati? di una buona dose di spavalderia e decisi a rivendicare la legittimit? delle loro azioni, dall’altra parte alcuni rappresentanti dei Colletivi Studenteschi, determinati a proteggere la bacheca.
Il dibattito, nonostante sia salito nei toni in alcuni momenti, ha mantenuto un contegno civile seppure non siano mancate accuse reciproche suggerite perlopi? dall’eredit? storica dei due schieramenti politici.
Fortunatamente dopo circa un’ora , grazie anche all’intervento moderatore di un docente, il gruppo di neofascisti ha finalmente abbandonato l’universit? facendo cos? trarre alle povere tre ragazze protagoniste della vicenda un profondo sospiro di sollievo.
Riflettendo su quanto accaduto non posso fare a meno di constatare la frequenza con la quale si ripetono questi episodi e soprattutto la superficialit? con la quale sono considerati da parte delle istituzioni, a partire da quelle universitarie.
Oggi nessuno si ? fatto male, la violenza ? rimasta confinata nelle parole, eppure non posso fare a meno di chiedermi, cosa sarebbe successo se al posto di tre ragazze si fossero opposti tre ragazzi?
Sebbene sia consapevole che la storia non ? fatta dai se e dai ma, eppure la si pu? analizzare studiando le probabili conseguenze di determinati avvenimenti.
Con questo atto oggi ? stata ferita l’identit? di un’universit? che si riconosce come anti-fascista.
Spero che questo episodio risvegli, nella coscienza delle istituzioni preposte, la consapevolezza del crescente disagio di molti studenti che, recandosi in facolt? quotidianamente, iniziano a temere il ripetersi di queste incursioni.


Solo per completezza indico che i fatti sono avvenuti il 31 marzo u.s.