
“..quello che volevo dire, ? che questo libro, se uno lo legge, cambia il suo modo di parlare?.
La frase conclusiva della prefazione di Paolo Nori al volume di Giuseppe Faso ?Lessico del razzismo democratico. Le parole che escludono? (DeriveApprodi 2008) ? quella che migliormente rispecchia l’animo del libro. Non nella volont? di imporre al lettore di parlare pi? ?pulito? (cosa che al lettore sensibile verr? spontanea gi? dalle prime pagine), ma di mostrare come termini da noi spesso usati ed abusati abbiano non solo una etimologia linguistica, come di consueto, ma anche un’ etimologia ?sociale? che si affianca ed accompagna a quest’ultima, e che spesso si trova a generare mostri.
Mostri contro cui l’autore muove in accusa gi? dal titolo: ?Le parole che escludono?. E’ questa infatti la riflessione su cui si ferma Giuseppe Faso, lemma dopo lemma, nel suo volumetto: quanto parole ordinarie sparate all’impazzata dai media che ci circondano in realt? siano discriminanti tanto quanto alcuni odiosi comportamenti che in gran parte ci troviamo a condannare, spesso senza comprendere quanto la sfaccettata ideologia del razzismo sia invece radicata nelle nostre abitudini, quantomeno, comunicative.
L’analisi di Faso dimostra quanto dietro al famoso ?Non sono razzista per?…?, soprattutto da parte dei politici e del politichese, ci sia in realt? un intero labirinto di atti, fatti e pensieri che sono in realt? solo ossimori della particella negazionale con cui di solito si mettono le mani avanti in materia di razzismo.
E, documenti alla mano, Faso esplora uno per uno tutti i termini pi? diffusi dai media quando hanno a che fare con gli stranieri o, pi? ampiamente, col ?diverso? o preferibilmente con ?l’altro?. Da ?Albanesi? a ?Vu cumpr??, passando per paroloni come ?Civilt??, ?Democrazia?, ?Integrazione?, ?Valori? il libro abbatte uno per uno i significati classici di questi termini introdotti nell’area semantica del dialogo col non-italiano. Cos? si arriva a pensare che dietro alla ?spinta democratica? ci sia una necessit? di non presentare altri possibili mondi ai cittadini, e che i ?valori? non sono altro che le maglie della rete di una societ? meno civile di quelle da cui si difende, e che non riesce a rispettare perch? si rifiuta di comprendere e di mettersi in discussione.
Spiegare questo libro ? pi? complicato che leggerlo, non c’? una scala di giudizio a cui lo si possa avvicinare. E’ sicuramente uno strumento prezioso in mano a tutti, soprattutto a chi con le parole lavora, da parte di un professionista con anni di volontariato e di politiche interazionistiche con gruppi di immigrati alle spalle…beh, non ? facile dire neanche chi sia Giuseppe Faso perch?, come lui stesso ci insegna, le parole non sono solo quello che sembrano.
Allora, per non correre il rischio, ci salutiamo qui.

