La Genesi del terrore

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In genere non mi piace ‘copincollare’ i lavori di qualcun altro, ma ho letto un interessantissimo editoriale di Luca Enoch (a sua volta copincollato) nel penultimo numero del suo “Gea” (“Gea” n.15, “Verr? un’orda straniera”) che si riallaccia magnificamente al mio post della settimana scorsa sul terrore come forma di controllo, governo e anche oppressione. Essendomi questo argomento molto a cuore, vi ripropongo l’editoriale nella sua interezza:

Giulio Busi, in un articolo scritto nel 2001 per un convegno internazionale sul messianismo ebraico, scriveva: “L’idea di un nemico lontano, la cui forza distruttiva vive della distanza e di una radicale alterit? geografica, ? elemento primario di apocalisse letteraria. Forse pi? terribile del nemico diretto, che si sperimenta per vicinanza nella realt?, l’antagonista irraggiungibile impersona sin dall’antichit? il modello della paura collettiva. Gi? nel VI secolo a.C. compare la raffigurazione di un esercito minaccioso che si ammassa ‘nelle estreme regioni del settentrione’, pronto a portare la distruzione.


E’ in una profezia di Ezechiele, durante il primo esilio, che il Signore suscita questo popolo straniero, ‘una truppa immensa con scudi grandi e piccoli’, affinch? si armi e si rovesci su Israele ‘come un uragano (…) come un nembo che avvolge la terra’. Il vaticinio riguarda ‘Gog nel paese di Magog’, secondo una connotazione geografica che sembra priva di concretezza, una sorta di ordine divino indirizzato a un nemico al di fuori del comprensibile. L’Apocalisse di Giovanni testimonia uno sviluppo del motivo di Gog e Magog in chiave fortemente drammatica, che vede la comparsa di Satana come suscitatore dell’esercito del male. Dopo essere stato liberato da una prigionia durata mille anni, egli aduner? infatti Gog e Magog per ‘cingere d’assedio (…) la citt? diletta’ ovvero una Gerusalemme idealizzata sospesa tra cielo e terra. La tradizione rabbinica ha spesso affidato a queste schiere straniere il compito di preparare e affrettare l’et? messianica: l’esercito di Gog e Magog verr? affrontato e sconfitto dal Messia figlio di Davide, il re vittorioso che, prevalendo su questi avversari terribili, potr? dimostrare il proprio valore. La pace recata dal Messia ? preparata da un lungo periodo di disordine sociale e politico.
Sono le cosiddette
‘doglie messianiche’, spesso misurate in un intervallo simbolico di sette anni, che culminano in uno scontro finale e la vittoria definitiva. Pi? il nemico ? distante e pi? il suo accanimento giunge da una regione inconoscibile, maggiore risulta il prodigio della vittoria militare ottenuta dal re messianico. In altre parole, si trasforma la simbologia dell’aggressione in un fondamento d’identit? politica, in cui anche la paura del remoto e del diverso divengono preparazione e promessa per il futuro. Nella descrizione di Ezechiele, le schiere di Gog sono individuate come elemento radicalmente contrario al vivere sociale, giunto per saccheggiare il popolo ebraico ‘dedito agli armenti e ai propri affari, che abita al centro della terra’“.

Quindi la paura non solo come strumento di oppressione mentale, ma anche come diffusione di un’ideologia che ‘ingabbi’ i timori di un popolo rendendolo coeso e xenofobo al tempo stesso. Quando ci? va a servire una guerra, ci ricorda Virilio si fa un uso spaventoso del nemico invisibile e inconoscibile, che riporta il popolo ad un livello infantile in cui ci si abbandona alla figura (paterna) che d? sicurezza contro il pericolo, in possesso di metodi per combatterlo a noi incomprensibili, che finiamo per legittimare anche a scapito, magari, della nostra libert? e della nostra privacy.

Ps. Luca Enoch ? autore del fumetto “Sprayliz”, di una quindicina d’anni fa, ed attualmente cura il semestrale “Gea” per la Sergio Bonelli Editore. La sua cultura appare smisurata.

Pps. S?, mi leggo i fumetti. E allora? Se Pippo Franco ? un deputato, io posso fare questo e altro. Anche diventare deputato. O Pippo Franco.

Q

La mente dietro Il Satiro Saggio. Laureando in Scienze della Comunicazione, sul Satiro si occupa di politica, satira, interviste ed un pò di tutto il resto. Seguilo su Twitter o esplora il suo Flickr.