
Ne parlano tutti e allora, visto che la cosa mi tocca pure da vicino (dalle 22.00 alle 3.00 sono Angy, potete trovarmi in localit? Alberone, sull’Appia Nuova), ne parliamo anche noi.
Pare che la nuova trovata del governo Prod- Berlusc- Veltr- insomma di chi sta assiepato in Parlamento a disquisire del nostro futuro, fresca fresca di tensione sociale, sia quest’idea della ministra per le Pari Opportunit? (di finire in galera) Mara Carfagna che, dismessi i -pochi- panni da calendarista per elettrauto ed indossato il tailleur da donna importante, ha deciso di punto in bianco che un suo limite intellettivo (?Non riesco a capire chi vende il proprio corpo?) debba diventare reato.
La storia la sappiamo tutti: multe da 300 a 3mila ? per prostitute e clienti che contrattano in strada, e carcere da 5 a 15 giorni per i suddetti. La trovata ha scatenato le opinioni di tutto il mondo politico e non, che si ? diviso fra oppositori (PD), possibilisti (IdV) e nostalgici-preoccupati (Silvio Sircana). Per gli oppositori il problema fondamentale ? che la soluzione contro il problema della prostituzione non sia questa, con l’aggravante accessoria che, se tolte dalle strade, le prostitute non potranno essere assistite come adesso (?) e finiranno nel sommerso di appartamenti affittati ad hoc (ed in questo mi trovo d’accordo), rendendone pi? difficile identificazione e sostegno. Per i possibilisti c’? solo da rivedere qualcosina (ed in questo Antonio Di Pietro dimostra di saperne meno del suo pupillo Travaglio), mentre per i nostalgici ? una congrua fonte di rogne.
E mentre dubbi individui spacciatisi per giornalisti ne approfittano per indagare sul fenomeno della prostituzione (?Ma se correrete il rischio di finire in galera comincerete a succhiarmelo meglio??), quello che continua a non saltare agli occhi ? l’impossibilit? fattuale di mettere in atto un provvedimento del genere, e per un pugno di pochi, semplici, motivi.
Il primo anzitutto ? la responsabilit? etica. Anche se sarebbe giusto che pendesse a sfavore di chi commette il reato di favoreggiamento, guardiamoci in faccia: quanti agenti di fronte ai piagnistei di chi cos? perderebbe famiglia-lavoro-poker se la sentirebbero di trascinare il soggetto in questione in carcere? Suvvia, siamo sinceri: pochi, molto pochi, forse nessuno.
Il secondo motivo, pi? di ordine tecnico, ? quello che questa mole spropositata di arresti comporterebbe: dato che si stimano almeno 70mila prostitute in Italia, e le carceri italiane hanno gi? 20mila esuberi, ? facile prevedere come il sistema carcerario possa esplodere di fronte ad un totale di arresti di ?almeno? 140mila unit? (supposto che ogni prostituta abbia un solo cliente, e che sia quello col quale vengono pizzicate a contrattare). E poi in Italia pene fino a 2 anni sono coperte dalla condizionale, e fino a 3 dai servizi sociali, quindi anche ipotizzando che per ogni arresto venga comminato il massimo della pena, ad un tipo qualunque per finirsi a fare i suoi primi 15 giorni di carcere effettivo servirebbero almeno…73 arresti, per poi scontare il 74esimo! (365ggx3 anni= 1065gg/15= 73).
A questo aggiungiamo la durata media di un processo in Italia (7-8 anni) e l’insorgenza della prescrizione per questi reati (in media sui 3 anni) ed ecco che otteniamo, in sostanza, delle assoluzioni per prescrizione.
Ma non serve nemmeno scomodare la prescrizione, poich? la novit? della Carfagna ? quella di considerare reato non il rapporto sessuale all’aperto (atti osceni in luogo pubblico, gi? punito) o quello di ?comprare? prestazioni sessuali (favoreggiamento della prostituzione, gi? punito), ma quello di contrattare la prestazione. Cio?, se ti fermi per strada a parlare con una prostituta finite in galera entrambi. Ma ? ovvio che chi venga trattenuto per una cosa del genere si sostenga innocente (come tutti in un primo istante, del resto) e che semplicemente affermi di essersi fermato a chiedere indicazioni stradali. Per la prostituta, poi, non ? assolutamente fatto divieto di fermarsi a scambiare due chiacchiere sull’Inter vestita in maniera abbastanza succinta. Spero di no, perch? la ministra stessa ha fatto di peggio diffondendo le sue nudit? per tutta la penisola!
Ci siamo capiti no? Io non me la bevo…
Edit: potete leggere questo post anche su www.nonsolorieti.it


Il teorema principale ?: esiste la prostituzione? si, ok, allora legaliziamola in certi limiti. Anche perch? tanto ci sar? sempre. Invece ? preoccupante che non si innalzi le pene per gli sfruttatori, non pecuniarie, ma bens? carcerarie.
Ma tanto sappiamo tutti qual’? il problema dell’italia, non la pena, ma la certezza della pena in tempi equi
Beh, che ci sar? sempre non lo si pu? dire. Se si estingue il genere umano, ecco che non c’? pi?.
Comunque, se la si vede da un’ottica legalista/legalitaria allora la soluzione migliore ?, appunto, la legalizzazione. Maggior controllo, tassazione, assistenza sanitaria…lo Stato potrebbe persino controllare i flussi di prostitute ed evitare la tratta umana.
Ma non sarebbe, lo stesso, una tratta?
Il problema non ? la legalizzazione, ma la legittimazione: non si pu? legittimare l’acquisto di un essere umano da parte di un altro, n? considerare la pratica sessuale un lavoro come un altro perch? coinvolge sfere personali che ne risentono per tutta la vita (e non ? l’unico mestiere del genere).
Premetto che per come si presentano oggi al sottoscritto non sconfinferano nessuno dei lavori esistenti, poich? non permettono un affrancamento da essi e diventano una variabile escludente di tipo sociale.
Premesso questo, quale per me la soluzione? Del problema prostituzione in s? la legalizzazione controllata per evitare i traffici, ma un ripensamento generale dei rapporti societari che esistono oggi, soprattutto fra i generi.
Ma questa, ahim?, ? proprio un’altra storia!