Oh, ma io non sono mica uno che va tanto per il sottile. Nossignori.
(rumore di macchina da scrivere)
Da qualche parte
Max esce a gettare l?immondizia. E? una serata fresca, spira un vento deciso, ma lui sentenzia che si sta bene e si sofferma un altro po? all?esterno, prima di rientrare. Si caccia le mani nei tasconi della felpa, dopo aver alzato il cappuccio. Le nuvole sopra di lui scorrono pi? veloci del solito, la vista della luna viene spesso oscurata e restituita. Intorno a lui un rumore strano, come se qualcosa stesse strisciando a fatica. Per nulla allarmato, Max si volta per rientrare. Comincia ad accusare il freddo. Un tonfo. Max si ferma, ascolta. Tira fuori le mani dalla tasca, abbassa il cappuccio. Tap tap tap -qualcosa si ? mosso velocemente in giardino. Max si lancia spedito verso la porta di casa?tap tap tap ?buio.
Il risveglio ? faticoso. Max si sente indolenzito dappertutto. Fa per toccarsi la faccia, e si rende conto di non potersi muovere. Una scarica di adrenalina lo fa tornare lucido e si guarda attorno: ? in una stanzetta piccola, anonima, di un grigio opprimente. Il pavimento ? sporco, in fondo un topo cammina lungo la parete a piccoli tratti. Davanti a lui ci sono un televisore, collegato con una prolunga ad una presa lontana, poggiato su un tavolinetto con sopra anche un lettore dvd. Accanto una sedia, uguale a quella dove ? legato lui. Ha la bocca libera, grida. Alcuni passi partono da dietro di lui, una sagoma gli passa davanti, si frappone fra lui e lo schermo, armeggia con gli oggetti. Max fa domande, lancia insulti, non riceve risposte. La sagoma si volta: ? l?uomo pi? bello e attraente che Max abbia mai visto. ?Adesso guardiamo un film? dice l?uomo ?e tu poi lo recensirai per me?. L?uomo si siede sulla sedia libera, e con un telecomando aziona il lettore dvd.
Massimiliano Chiari, dottore in cinema e spettacolo, si ? prestato per fornire una recensione ?alternativa? del film ?Il vangelo secondo Precario? su mia cortese richiesta. Ed ha accettato subito. Oh, s?.
Il montaggio particolare, in gergo detto ?sporco?, frammenta molto l?azione del film ed ? costellato di primi e primissimi piani, con un?attenzione particolare agli occhi dei protagonisti. Gli sfondi su cui si muovono i protagonisti sono sempre molto luminosi, una chicca simpatica ? stato il riferimento a ?Il mago di Oz? di Baum per quanto riguarda il personaggio di Dora (le scarpette). Il difetto principale del girato ? che Sandro Precario, che avrebbe dovuto avere la funzione di ?amalgamare? le quattro storie, in realt? resta con una funzione di cornice, un espediente narrativo che non incide significativamente sulle vicende, se non in maniera grossolana (tranne che nella parte di Mario, dove il fatto che tenga il coltello stravolge la storia del personaggio senza essere troppo opprimente). Inoltre non ci sono riferimenti, nelle varie storie, agli altri personaggi ?avrebbe amalgamato meglio il film. Marta che passa col cane mentre Mario fissa la ragazza andare via in auto, ad esempio, sarebbe stata una buona scelta. Ben scritti i dialoghi, il film presenta un ottimo montaggio con delle belle intuizioni nel passaggio da una storia all?altra, che non ?spezzano? eccessivamente. Il risultato ? una commedia grottesco/fantastica, dove le recitazioni ?caricate? e le situazioni assurde danno quel tanto che basta a svolgere la funzione di denuncia che il film si pone nella lotta tra aziendalismo e creativit?, che trova la sua massima espressione nella storia di Dora.
Ecco, adesso ho dato parola pure all?esperto, perci? non venitevi a lamentare dicendo che non mi impegno abbastanza, schiavisti.

