
Chi si rivede, l?artista maledetto. Dopo una generazione di rockstar salutiste, atleticamente orientate alla cyclette e al succo di carota, cinicamente dedite al ricambio del sangue e alla camera iperbarica, proletariamente impegnate a metter su famiglia e santificare la patria, e dunque destinate a durare, anche artisticamente, fino alla vecchiaia, con l?insano exploit di Kurt Cobain, torna alla ribalta il musicista disperato e autolesionista, candidato a fine prematura. Nella foga di scrivere, mi sono reso conto dell?errore che ho commesso e che voi lettori ancora non sapete. L?errore ? chiamare, definire, ritenere Keith Richards (chitarrista storico dei Rolling) un soggetto dedito a metter su famiglia. In un?intervista recente ammette, con fare di attore consumato (confida il giornalista autore dell?intervista), che non si ? saputo trattenere dal mescolare dosi di cocaina alle ceneri di suo padre defunto e tirare la miscela spuria su per le narici. Salvo poi il giorno dopo rivelare alle principali agenzie del mondo che era tutto uno scherzo. E gi?, su queste cose, il malvagio Richards, ? secondo a pochi. Una cultura, quella dell?annichilimento operoso del rock, a tutto vantaggio della case discografiche e dell?industria dello show-business, per la quale non poche carriere musicali si sono dimostrate, alla lunga, pi? redditizie ?da morto? che ?da vivo?.
Lo sapeva gi? Jimi Hendrix: ?Devi morire prima che si convincano che forse valevi qualcosa. Cos?, ti assicuri l?immortalit??. Lui ce la fece a 27 anni (et?, come si vedr?, fatidica). Overdose di barbiturici, il 18 settembre del 1970 in un albergo a Londra. Ancora oggi ? un mito. E lo sapeva anche Jim Morrison, leader dei Doors, fragile esibizionista con un progetto di vita (?Break on through to the other side?, irrompi dall?altra parte) ripetuto fino all?ossessione e infine onorato, guarda un po? anche lui a 27 anni, nella vasca da bagno del suo appartamento di Parigi, dove fu trovato morto all?alba del 3 luglio del 1971. La sua tomba al Pere Lachaise, non lontana da quelle di Chopin e Oscar Wilde, Balzac e Bizet, ? ancora oggi il macabro feticcio d?un culto che non accenna a sbiadire, l?oggetto di un pellegrinaggio macabro cominciato ben prima che Oliver Stone girasse il suo film.
E Janis Joplin? ?L?esistenza?, diceva ?? una bruciatura?. Lei se ne lasci? bruciare a morte tra whisky ed eroina, sesso e risse. Al cospetto di quella ragazzaccia, il talvolta inutile Vasco Rossi, teorico del nostrano e altrettanto inutile ?Andare al massimo?, sarebbe inorridito in quanto pallido ragazzetto. Anche Janis, detta ?Perla?, se ne and? a 27 anni, iniettandosi una dose di eroina. Era il 1970. Ancora, tra i romantici maledetti, un posto d?onore spetta a Syd Barrett, leader dei primi acidi Pink Floyd, diventato pazzo a vent?anni per una micro punta berlinese e morto poco tempo fa. Ispiratore, tra l?altro, d?un bel film di Alan Parker e della visionaria e megalomane opera ?The Wall? musicata e composta da Roger Waters. E Nico, voce dei ?Velvet Underground?, musa di Andy Warhol, ultima ?femme fatale? morta cadendo dalla bicicletta, quando pochi tra i suoi vecchi fans la pensavano ancora in vita? Che possiamo dire? Niente, direi.
Prima di loro, una generazione pi? indietro, si erano bruciati la vita i grandi del jazz. Il maestro, Charlie Parker, morto nel 1955 nell?appartamento newyorkese della baronessa Nica Rothschild, stroncato da droghe e superalcolici, con l?ulcera e la cirrosi epatica in piena attivit?. Il medico legale che stil? il referto indice un?et? presunta di 53 anni. Ne aveva 35. E gli altri? Dexter Gordon, Fats Navarro, Wardell Grey, Billie Holiday, fino a Chet Baker, eterno ragazzo con la tromba, che forse un fegato non ce l?aveva neanche pi? da tanto tempo, quando cadde dalla finestra d?un albergo di Amsterdam nel 1988, cogliendo di sorpresa gli amici che, ormai, lo credevano indistruttibile. Kurt Cobain, purtroppo, non manc? all?appuntamento. Anche lui nel pieno dei suoi 27 anni, la stessa et? che avevano Janis, Jimi e Jim quando ?irruppero all?altra parte?, tir? gi? la saracinesca.
foto: www.united-mutations.com


@matteo
grazie della visita sul mio blog,
ma cosa ci azzecca il chitarrista dei rolling stone con benvegn????
cmq bel blog!!
ciao!
Prima di tutto ti ringrazio anche io per aver visitato il mio Blog.
Ti devo smentire per?, il mio non ? un blog di musica in quanto io non ne so praticamente nulla (o quasi) nonostante devo dire mi piaccia un sacco *.*
Son venuta comunque a vedere il tu e a finire di leggere questo Post che devo dire ? stata una rivelazione.
Se supero i 2 anni sono a cavallo XD
Torner? a trovarti.
Ciao ciao.
p.s.: fa niente se ti linko cos? non ti perdo?! ^.*
?Devi morire prima che si convincano che forse valevi qualcosa. Cos?, ti assicuri l?immortalit??
in parte valeva anche per i compositori classici: quanti ne sono morti prima che venisse riconosciuta la loro arte o prima di diventare eterni? un mucchio…
grazie del passaggio, blog interessantissimo il tuo
a presto
L.
E comunque: cos’? questa storia che nessuno ti ha pagato per dirmi che ti piaceva il mio blog? e allora il mio ufficio stampa che ci sta a fare?
Torna pure quando vuoi, e io far? lo stesso…!
Ciao, grazie prego scusi torner?.
Articolo denso e ovviamente funereo, visto il soggetto…Una carrellata di miti andati in pezzi, spesso nel periodo migliore e pi? creativo della loro esistenza.
Quando rileggo certe verit?, mi viene sempre in mente che personaggi cos? diversi (nel senso migliore del termine) sono risorse che andrebbero apprezzate anche prima di lasciarci le penne: le lacrime di coccodrillo sono il segno di una societ? sempre pi? distratta e indifferente.
Bello questo blog, per variet? dei temi e spessore dei post. Complimenti.
Ciao.
Navarro tutt’oggi mostra torace piatto e depilato. Jagger e adesso anche Richards sfoggiano chiome corvine fuori tempo…
Direi che il rock attuale, sempre pi? impresa commerciale, non disprezza n? il salutismo e il buonismo n? il ribellismo.
Facce della stessa medaglia che sfodera a suo uso e consumo, se voglia apparire impeccabile oppure deprecabile e demoniaco.
Ciao..ma guarda che io nn gestisco un blog d musica..!
Metto i testi delle canzoni che in quel momento mi sono piu’ “vicine”.. ^^
Cmq grazie.
C si legge.
Giulia
Ragazzi, grazie a tutti per essere passati, e tanti complimenti a Matteo!
Non dimenticateciii…
Ciao Matteo, innanzitutto grazie per la visita, ricambio i complimenti. Personalmente ritengo che il rock maledetto, nel vero senso della parola, sia un qualcosa che ormai appartiene al passato. Voglio dire, siamo ormai in un’era dominata dai dj (che spesso vengono definiti musicisti), dalle teen band, dalle operazioni commerciali, mentre sempre pi? spesso le band pi? affermate sono impegnate nel sociale o a costruirsi una serena vecchiaia, lontano dagli eccessi. Gli unici echi maledetti sono perlopi? operazioni pubblicitarie di nostalgici di quel rock maledetto che un tempo rappresentavano, ma con cui non hanno pi? niente da spartire. E’ il caso di Keith Richards, tra l’altro prossimo attore (il che la dice lunga). Non li biasimo, anche loro devono pur vendere i dischi, n? rimpiango quel rock maledetto, cos? affascinante ed intrigante per noi spettatori, ma cos? tragico per tutti i grandi musicisti che (ahim?) ci hanno lasciato la pelle. Il rock maledetto ? morto con i suoi personaggi pi? emblematici, non torner? mai pi? e dopotutto credo sia meglio cos?. Meglio non scomodare pi? fastidiosi paragoni con questi eroi del passato che per sempre popoleranno le nostre notti, le nostre emozioni, i nostri ricordi musicali pi? intensi. This is the end (beautiful friend).
Non entro nel merito delle vostre considerazioni, in quanto mi pare che ognuno di noi debba sentirsi libero di esprimere ci? che pensa, soprattutto all’interno di una dibattito, molto acceso e interessante, come questo. Per? una cosa vorrei scriverla. Il Satiro Saggio, in realt?, non ? solo un blog di musica, anche se la musica ? uno dei nostri “padroni”. Lo voglio scrivere perch? sicuramente, fra chi ? intervenuto, c’? chi gestisce blog davvero interamente musicali e lo fa egregiamente (lo dico perch? li ho visti) e per di pi? scrive musica, lo si evince da quanto avete commentato. Questo per non appropriarci di complimenti non aderenti al nostro blog che ? un insieme di facezie e cose molto serie, talvolta. Se non altro, questo post ? servito a mettere in contatto diversi musicisti e mi pare di capire tutti con un bel passato alle spalle, perch? conoscitori di cose che sono accadute 30 o 40 anni fa. Che vi posso dire: G-R-A-Z-I-E a tutt*.
MaTt
Signore e signori, Matteo Tassinari!
SE MI PERMETTETE, QUESTO 1-3 ALL’iNTER MI RIPAGA DELLA PARTITA DI MANCHESTER. (GODO, ALTROCHE’!)
roberto,
mio fratello ? interista. Se ti prendeva ieri te lo dava lui il godimento! ;-P
grazie dei complimenti.
qualche anno fa sono stato al pere lachaise e ho potuto capire cosa significa essere eterni guardando la tomba di jim morrison.
A volte non ? solo una prerogativa di chi ? portato all’eccesso, forse la morte prematura ? necessaria per chi vuol lasciare una traccia chiara, netta, concisa ma fondamentale a tutto il mondo della musica, chi la fa e chi ne vive… Non era portato all’eccesso, non era uno “sballone”, quando appena dopo i 30 anni Jeff Buckley giunse al capolinea nelle acque del Mississipi… Un unico album in studio ? sufficiente per essere ricordati 10 anni dopo? Si, ed ? pure sufficiente per emozionare una generazione che ? venuta immediatamente dopo…
Non ho mai pensato a queste coincidenze, alla morte degli artisti in particolare…cio?, mi ? sempre saltato un unico pensiero alla testa: PECCATO! Pensando a quello che avevano fatto e a quello soprattutto che avrebbero ancora potuto fare…e poi mi sento dentro un po’ di rabbia, per il loro “egoismo” (o forse mio?)…perch? buttare via cos? la loro vita e un dono del genere come la capacit? innata di regalare emozioni? Non so..non so esattamente come esprimermi a riguardo..