
Non lo so. Faccio difficolt? a definire Welby un eroe. Sar? perch? come termine ? rimasto un po’ inflazionato dalla cronaca recente, sar? perch? cinicamente credo che la figura ‘dell’eroe’ sia un po’ diversa. L’eroe si vota al sacrificio, a discapito della sua persona. Quello di Welby non ? stato un sacrificio nella sua condizione forzata. Quella di Welby ? una testimonianza.
Sento di vederla solo cos?, nulla pi?. Nono so nemmeno se ci sia il coraggio nella sua storia. E’ coraggio vivere cos?? S? e no. Perch? non ? una scelta. C’? coraggio nel voler morire? In questo caso? Credo che rispondere non sia difficile. Ci sono situazioni in cui la vita e la morte si fermano, faccia a faccia: qui non esiste nient’altro. La morte ? la via pi? rapida, forse la pi? facile, ma ? cosi biasimevole rassegnarsi quando, probabilmente, non si pu? fare altro? E a chi spetta decidere quando si finisce nel limbo? Al medico, sicuramente. Non star? qui a discutere dell’eutanasia, di proposte di legge, di morte assistita, di risorse ospedaliere o altro. Per me l’eutanasia volontaria ? libert?. Punto e basta. Uno stato che non legifera sulle possibilit? non ? di democrazia che parla, ma di altro. La morale non esiste. Ci sono solo le libert?. La mia finisce dove comincia la tua. Ma io devo avere, quantomeno, la possibilit? di scegliere su ogni singolo aspetto della mia vita, solo nei limiti della libert? altrui.
Non parler? nemmeno di circo mediatico, non mi piace che si critichi troppo la strumentazione dei Radicali, che di strumentazione trattasi, in quanto ? servita a qualcosa, a tornare al dialogo sui diritti civili. Come per l’impiccagione di Saddam Hussein. Mi potrete dire che Pannella cavalchi l’onda, e sar? d’accordo, perch? quanti muoiono silenziosamente dietro le quinte di una tendina d’ospedale per mano di medici caritatevoli, e quanti finiscono al patibolo ogni giorno in paesi come la Cina o gli Stati Uniti, che tante eminenti personalit? radicali sembrano caldeggiare (sar? un’impressione mia, ma mi ? sembrato che a volte Capezzone e la Bonino avessero un’aureola stelle e strisce)?
Comunque, dicevo, ben venga tutto quello che riapre il dialogo.
Sono rimasto molto dispiaciuto delle parole di Grillo su Welby, del suo voler scrivere un post a riguardo per permettere a tutti di commentare definitivamente, come si fa per accontentare un bambino. ?Toh, ora smetti di rompere le palle?. Non lo so, io l’ho vista come un’offesa a chi sta al di qua dello schermo (o dovrei dire ‘a chi legge’? Grillo quando scrive sta dalla mia stessa parte dello schermo. La democrazia di internet). Grillo non mi piace pi?. Si ? invasato, il suo zelo raggiunge livelli tali da mettere a rischio persino la buona fede delle sue azioni. Troppo fatalismo e troppo buonismo rischiano di togliere seriet? e consenso alla sua opera (come la figuraccia con gli Intilli Imani, dalla quale ha recuperato nella maniera pi? penosa possibile, trattandoli come bambini -dai che scherzavo, pigliati ‘sta caramella e non rompere le palle. Che fragilit?), cos? come l’esagerazione di cui spesso si ammanta. Ricordo il vecchio post sull’influenza aviaria, dove secondo lui avremmo fatto una fine peggiore di quella dei dinosauri, di cui siamo pi? stupidi in quanto ci staremmo suicidando. Sono d’accordo sul suicidio, ma c’? modo e modo di dire le cose. Cos? si spaventa e ci si copre di reazionariet?, punto. E questo genera allontanamento. Quello che dice di Welby, poi, sfiora il populismo pi? bieco. La ?pornografia della morte? se la poteva risparmiare. Qualcuno dovrebbe pur dirglielo che non ? necessario che esprima quello che pensa su ogni cosa che accade. Non serve, qualcosa dovrebbe tenerselo per s?. Non ? la morte che ha perso la privacy con Pannella, ma ? il pensiero che ha perso la privacy con Grillo. Welby ha scelto di testimoniare per qualcosa in cui credeva, se fosse in punto di morte non fa differenza. Ci? di cui dobbiamo fare tesoro ? l’insegnamento che ha voluto darci per non andarsene senza fare un cazzo per chi era ed ? nelle sue stesse condizioni. Non accorgersi di questo, e pensare solo all’inevitabile circo mediatico che ne ? conseguito, ? pura volgarit?, ed anche un po’ cattiveria. Non c’? circo mediatico in ogni argomento di cui lui parla? Non ? circo mediatico egli stesso, che il primo dell’anno mette un post su Denise Pipitone come ogni Tg nazionale? (non ho nulla contro questo in s?. Ci? che ? successo alla famiglia Pipitone ? grave e ci addolora tutti, ma io mi limito a parlare dei ‘surfisti di cronaca’).
Per? il titolo del post era un altro. Riguardava i funerali cristiani che la Curia romana non gli ha permesso di avere. Riguardava un ordine religioso che d? pi? importanza alle sue stupide regole terrene, ai cavilli burocratici che si ? inventato per gestire la propria azienda, alle sciocchezze che pone al di sopra del grande insegnamento d’amore e piet? che invece dovrebbe perseguire. Quando il perdono lascia il posto all’orgoglio siamo fuori dal cattolicesimo, dal cristianesimo e anche da alcune correnti sataniche.
In fondo, questa cazzata la potevano evitare alla grande, semplicemente leggendo i Vangeli. Ma non tutto il male viene per nuocere: a qualcuno gli occhi li ha aperti.
Adesso aspettiamo i fumogeni.
foto: www.asca.it
Edit: giusto perch? stavamo parlando di Grillo, avete visto questo post -ma soprattutto- avete ascoltato l’audio? Che scemenza. Inutile volgarit? reazionaria e populista. Beppe, sono preoccupato, che fine stai facendo?


certo che a mettere Grillo e i giornalisti che hanno pasteggiato sul corpo di Welby nella categoria “etica” ci vuole un umorismo da archivista dell’obitorio
Oh, ma ? di quello che stavamo parlando.
Ad ogni modo, i tag sono temporanei…e non avevo troppa voglia di pensare alla categoria, ne vorrei solo evitare la proliferazione.
Siamo in fase di rodaggio, baby.
Et voil?, come direbbe mio zio Chester.