Ferrara: all’opposizione di se stesso!

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Per capire Giuliano Ferrara, secondo me, non ? necessario scomodare gli psichiatri, per? aiuterebbe. Per via del suo tortuoso cammino politico-culturale, che potrebbe essere paragonato ad uno schizofrenico del tipo ?specchio frantumato?: ex comunista, ex craxiano, ora berlusconiano, a tratti pannelliano, filo-americano, filo-bushiano e ora cattolico neocon. E siccome non gli piace farci mancare nulla (la mole ? li a dimostrarlo), un anno fa dichiar? orgoglioso di essere stato al soldo segreto della Central Intelligence Service, meglio conosciuta come Cia. A quando il remake del film ?Un uomo per tutte le stagioni??

Cimentarsi nel difficile tentativo di spiegare le successive trasformazioni del Ferrara-pensiero non ? semplice. Si giunge alla conclusione che il nostro insegua le idee di volta in volta egemoni, dominanti, governative. Non so se sia proprio cos?, ma mi chiedo perch? un uomo tanto eccessivo dovrebbe contentarsi di soddisfazioni cos? banali. L’ipotesi, assolutamente cervellotica, ? un’altra: il sommo del godimento per Ferrara ? infatti la trasgressione estrema. L’eccesso elevato a sistema di vita. L’antipatia come cifra personale. La ferocia a denti stretti nel zittire chi parla. La gioia che traspare dai suoi poroni cutanei quando vede in difficolt? l?avversario politico. Chi si limitasse a inseguire la direzione del vento potrebbe, al massimo, diventare un Mughini, un Guzzanti (padre) qualsiasi, un Masotti qualunque. Ma Ferrara no! Lui ? d’un’altra pasta. Per essere definitivamente eccessivo e controcorrente non ha che una scelta: quella di stare all’opposizione di se stesso. Date retta, Ferrara non ha mai cambiato idea. Infatti ? ancora comunista, ateo, anticraxiano, antiamericano e fedele, a suo modo, al berlusconismo. Per questo, contemporaneamente, ? berlusconista, craxiano, bushista e neo-con. Per farsi dispetto e darsi ragione. Come dire: ti? a me stesso!

Mi raccontava il mio amico Daniele Luttazzi, che un d? ha incontrato Giuliano Ferrara a Roma. Un’esperienza allucinante, ricordava, hai come l’impressione che ti venga incontro da diverse direzioni contemporaneamente! E? come se il suo corpo fosse un?emanazione del suo pensiero sudaticcio, cos? sudaticcio da richiamare l?attenzione malaticcia di Thomas Harris, inventore del ?Dr Lecter? dove alla 788? pagina dell?ultimo best-seller si mangia pure il succulento Giuliano Ferrara. Ecco perch? in tv sbraita e, all?apparenza, ha sempre ragione. Perch? come dice Luttazzi, il suo pensiero ? potente e pesante e allora te lo senti arrivare da tutte le parti, essendo cos? grasso che quando appare in tiv? lo si vede in tutti i canali. Eppoi dicono che Ferrara sia un uomo superficiale. Non ? vero! Semmai ? un uomo dotato di grande superficie.

In realt?, vi confesso una cosa: io detesto Ferrara, per quanto mi piace. Quando lo vedo in tv non cambio affatto canale, al di l? di quel che dice, non sempre cazzate. E? uno dei consiglieri pi? ascoltati dall?ex primo ministro assieme a quella specie di prete, Gianni Baget Bozzo e Gianni Letta-Letta. So che la perfidia nei duelli televisivi ? la sua arma. So che non risparmia nessuno, specialmente se deboli, infangandoli di ogni turpe congiunzione italica. Giulianone non fa cilecca in video, giudizio ricavato da un sentimento assolutamente estetico e per nulla politico o culturale. Ma l?ironia ? il sale delle virt? e allora allegramente siamo convinti che se Giuliano Ferrara molla una scoreggia nel freezer, si prevede neve tutto l’anno.

E infine dedichiamo all?uomo che da solo fa capoluogo di provincia una poetica di un caro amico, di nome Dante:

L’infinito di Ferrara
Sempre caro mi fu quest’ermo collo
e quest’ epa che da tanta parte
dell’orizzonte mio
lo sguardo esclude
e sedendo e mirando
l’interminato lardo
io nel pensier mi fingo
e dalla madia attingo
del pecorino sardo
del latte, della pizza con salsiccia
…e il naufragar m’? dolce in questa ciccia.

foto: www.wumingfoundation.com

Matteo Tassinari