Colloqui randagi /2

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Eccoci qui oggi con la seconda parte dell’intervista ad Andrea Cristofori, responsabile del settore randagismo della LAV.

La mafia?

E’ capitato anche di trovare canili gestiti da cosche e grandi organizzazioni criminali. Il giro d’affari ? enorme, un vero e proprio business. Spesso le organizzazioni spostano le loro attivit? illecite da settori come magari quello edilizio, pi? controllato, proprio verso i canili. In altri Paesi ci sono enti che impediscono lo sfruttamento illecito dei canili, ma in Italia c’? da farci soldi a palate.

In che modo?

Il randagismo ? ormai, come abbiamo detto, un business. Intanto considera una cosa: i Comuni versano da 2 a 10 ? al giorno per cane come sussidio di mantenimento. Ma il vero guadagno sta nella morte dell’animale. Per ogni cane accalappiato vengono versati dai 75 ai 100 ?. In genere ? l’Asl che si occupa di questo, ma spesso succede che la Asl deleghi al proprietario stesso del canile, che intasca questi soldi e poi ne intasca altrettanti per lo smaltimento della carcassa dell’animale morto, che spessissimo avviene poco tempo dopo. In Italia esistono canili con un tasso di mortalit? di oltre il 90%. Capisci cosa voglio dire?

Mmm. Quindi, ragionando per assurdo, io potrei accalappiare un cane (75-100 ?), farlo morire e smaltire la carcassa (altri 75-100 ?), oppure approfittare degli scarsi controlli della asl e del Comune ed intascare soldi per il mantenimento di animali che al contrario sono morti da anni.

Esatto, vedo che sei entrato nell’ottica. Mai pensato di aprire un canile? (Ridono. Q ci pensa) Vedi, ? per questo che la LAV per le sue perizie si avvale di tecnici fidati e che soprattutto non abbiano la stessa competenza territoriale del canile in questione.

Ma come pu? avvenire tutto ci??

A causa della discrezionalit? che viene data ai proprietari dei canili e all’Asl. Ad esempio, al proprietario spetta la scelta del personale, a sua completa discrezione. Sar? quindi difficile trovare qualcuno che assuma persone preparate e formate, perch? costano di pi?. L’Asl invece, per fare un altro esempio, decide con totale arbitrariet? quale ? e quale non ? un canile. Mi spiego meglio. Facciamo conto che tu sia un privato che possieda…che so, cinquanta cani. Sei ricco, hai molto terreno a disposizione, e ti piacciono i cani. L’Asl, di punto in bianco, pu? dire che tu abbia un canile abusivo, non autorizzato, e richiedere un’ordinanza di sgombero.

Cio? mi portano via i miei cani?

Esatto. E se vinci il ricorso a loro basta riformulare la contestazione e ricominciare daccapo. Ci sono state situazioni in cui si ? manifestato un vero e proprio accanimento da parte dell’Asl e dei Comuni nei confronti di privati possessori di numerosi cani.

E per quale motivo? Per agevolare i canili convenzionati?

Questo, come tutte le cose dette finora in via generica sulle Asl, pu? essere affermato solo al termine dei procedimenti giudiziari a carico delle Asl coinvolte. Io mi limito a farti degli esempi, o a parlare di casi gi? conclusi.

Mi viene in mente un’altra domanda zozza (si volta verso una ragazza in minigonna, la fissa mentre passa). Vi ? mai capitato di aver fatto un sopralluogo in un canile disastrato, che poi invece al sopralluogo delle autorit? fosse perfettamente in regola?

Hai voglia! Questo avviene perch? dopo la denuncia non si procede subito con il sequestro della struttura. Se una bambina viene picchiata in casa, al momento della denuncia viene allontanata dai reponsabili in via cautelativa. Per cani e gatti non ? cos?. Loro restano nella struttura fino alla conclusione delle indagini preliminari e all’avviamento del processo giudiziario. Se sono, ad esempio, morti o moribondi non baster? altro che farli sparire. In Italia non si pu? fare nemmeno una stima approssimativa del numero di canili, n? tantomeno dei randagi. C’ tanto di quel sommerso da essere quasi incontrollabile.

Senti, facciamo una cosa. Cambiamo per un attimo discorso, mi sta girando la testa. Tanto Il Satiro Saggio torner? sul canile di Colle Arpea, te lo assicuro. Toglimi una curiosit?, e con questo chiudiamo: perch? gli animalisti cosiddetti ?d’azione?, cio? quelli che liberano gli animali con la forza, ce l’hanno tanto con la LAV?

Divergenza d’opinioni, suppongo. Vedi, la LAV ? anzitutto un ente morale. Noi lavoriamo nel rispetto della legge perch? vogliamo lavorare per far rispettare la legge. Ad esempio, ci tuteliamo dalle influenza esterne autofinanziandoci in toto ed evitando che persone con incarichi pubblici divengano nostri volontari (altrimenti si ritorna al problema di cui sopra: chi controlla i controllori?). Liberare un animale con la violenza e con azioni illegali giova solo a quell’animale, e danneggia tutti gli altri nella sua stessa condizione, perch? danneggia l’immagine degli animalisti che si battono per i suoi diritti. La LAV viene invitata a parlare nelle scuole, effettua perizie per conto di uffici pubblici, come avremmo potuto acquisire affidabilit? e credibilit? sfasciando laboratori a mazzate? Il modo migliore per difendere gli animali ? la legge. La legge c’?, noi ci preoccupiamo ?solo? di farla rispettare, nel nome degli animali.

E con questo concludiamo, ringraziando Andrea per quello che fa e per la sua disponibilit?. Invito chiunque a visitare il sito della LAV e a segnalare qualunque caso di violenza sugli animali di cui vengano a conoscenza.
Invito anche chiunque dei nostri lettori conosca storie simili a quella di Colle Arpea, a raccontarcele e a raccontarle alla LAV.
Grazie per il tempo che avete trascorso a leggere quest’intervista.

foto: www.adozionicani.it (trovate il link nel menu a lato)

Q

La mente dietro Il Satiro Saggio. Laureando in Scienze della Comunicazione, sul Satiro si occupa di politica, satira, interviste ed un pò di tutto il resto. Seguilo su Twitter o esplora il suo Flickr.