
Una battaglia in nome della libert? di pensiero che si conclude con la repressione del pensiero altrui ? una battaglia persa, c?? poco da fare. Inutile appigliarsi alla scusa che sia stato ?l?avversario? ad abbandonare il campo, inutile dire che avrebbe potuto non sottrarsi al confronto. Che poi, per rivivere i fasti sessantottini, si poteva almeno aspettare il primo marzo, per rimettere in scena a 40 anni esatti dalla battaglia di Valle Giulia il vecchio copione degli studenti che protestano contro il potere costituito. C?? per? che almeno 40 anni fa il motivo era condivisibile, aveva una pregnanza di contenuto, non era una rivendicazione fine a se stessa. Perch? s?, amici miei, questa lo ? stata. Gli studenti, da che mondo ? mondo, sono una categoria incline alla contestazione. E menomale. Il punto ? che i ragazzi de La Sapienza, probabilmente, hanno problemi pi? seri per i quali far sentire la propria voce (certamente problemi meno ideologicamente patinati): sovraffollamento, infrastrutture scadenti, l?assenteismo dei professori, lo sbriciolamento delle discipline in moduli e seminari (con relativa diminuzione esponenziale dei CFU), la moltiplicazione selvaggia degli ordinamenti. Forse sarebbe pi? produttivo per loro occupare il Ministero della Pubblica Istruzione, non il rettorato, o organizzare contestazioni in aula quando entrano i professori-baroni, colpevoli per primi del degrado generalizzato dell?istituzione universitaria.
E? proprio questa la cosa pi? assurda, che la predica ? ? il caso di dirlo – sia provenuta dal pulpito dei professori, prima ancora che dai ragazzi. Non ci si pu? definire alfieri della libera scienza e del libero sapere dopo aver inviato al Rettore Guarini queste righe: ?In nome della laicit? della scienza e della cultura e nel rispetto di questo nostro Ateneo aperto a docenti e studenti di ogni credo e di ogni ideologia, auspichiamo che l’incongruo evento possa ancora essere annullato?. E? un controsenso che grida vendetta, sono parole assolutamente non liberali. Senza entrare nel merito della querelle circa la posizione di Ratzinger sull?abiura galileiana (peraltro, argomento lievemente datato al quale appigliarsi, anzi direi capricciosamente anacronistico), la protesta dei 67 accademici crolla sulle sue fondamenta in quanto autocontraddittoria: che La Sapienza, dopo i fatti del 16 Gennaio, sia ancora un ?Ateneo aperto a docenti e studenti di ogni credo e di ogni ideologia? ? falso. S?, anche dal punto di vista formale, perch? Joseph Ratzinger che oggi ? solo la pi? alta autorit? morale per i cattolici ? come se questo non fosse sufficiente a giustificare la sua presenza all?evento- ? stato docente universitario ed ? un fine intellettuale. Penso, in definitiva, che si sia scelto il nemico sbagliato da combattere. Sia perch? si ? soppressa la libert? di quegli studenti che avrebbero avuto piacere di assistere all?incontro, sia perch?, estremizzando, se una personalit? discussa come il presidente iraniano Ahmadinejad ha avuto la possibilit? di parlare della sua controversa azione politica alla (veramente liberale) Columbia University, trovo assurdo che si sia impedito al Papa di tenere il suo discorso. Non ultimo, perch? si ? mortificata l?autonomia decisionale del Magnifico Rettore attraverso prese di posizione talmente plateali da essere irriguardose: dei riflettori, forse, si sarebbe potuto fare a meno.
La vera apertura e la vera laicit? si danno in un contesto in cui ognuno possa portare la propria visione del mondo, fermo restando il diritto di ciascun interlocutore di replicare pacificamente e di mantenere le proprie opinioni cos? com?erano prima di dibattere. Questo si chiama ?Dialogo?. Libero pensiero significa dar voce al pensiero di tutti, rispettando tutti. Oscurantismo significa impedire a qualcuno di esprimersi, calpestandone il diritto di parola, nella presunzione di detenere la Verit? Assoluta. Perci?, guardando ai fatti, ribadisco con rammarico: una battaglia in nome della libert? di pensiero che si conclude con la repressione del pensiero altrui ? una battaglia persa.


no, del 5 non ho visto nulla. Non amo molto SH, troppa strizza ehehehe
Muoio per RE in compenso, lo adoro
Hahaha! In effetti quelli della Konami non si regolano…bisogna prenderlo a piccole dosi!
RE4 rappresenta un notevole salto in avanti…grafica a parte, la vera rivoluzione ? la telecamera porca miseria!!! A me il CV ? piaciuto abbastanza, anche se la storia ? parecchio da soap opera…..poi Steve ? insopportabile ma va b?, quello non c’? bisogno di dirlo…..mi piace la storia dello Zero, ma ? uscito nella fase gamecube per cui nada…..