
E? ciclo infinito dal quale ? impossibile, uscire se non con una inizializzazione di, sistema. E? goccia e cristallo che fugge dal mar morto delle sinistre novecentesche, che si ostina nella ricerca di vita e dei movimentismi.
E? bicicletta (e ?persona?) e comunanza. E? il contrario di uno. ? principio di realt?, si muove agile, veloce, mutevole perch? sa, a differenza dei generali di brigata, che la pi? grande delle disfatte ? gi??alle nostre spalle. Sorvola la storia e impara la distinzione, l’eccezione e la discrezione. Non tollera la retorica, il populismo, le messe cantate, le liturgie borghesi e le autoassoluzioni. Si nutre di contemporaneit?, di curiosit?, di pragmatico radicalismo. Umberto Dei ? moderno e arcaico. E? culture, linguaggi e conflitti dentro e oltre l’anno zero che mette al centro la ricerca, il racconto, la costruzione di senso scritturale, la passione, la comunit?, il globale, il noir poetico, l?appasionato lirismo, la memoria e la geografia, l’io, il noi e l’es. Sbeffeggia gli oracoli?della globalizzazione e si interroga, a suo modo, sulla profondit? della crisi sociale e culturale che attraversa il pianeta. Osserva i disastri e le sconfitte. Ha provato spesso a interrogarsi sulla direzione di marcia del globo, del ritorno della via della seta e del rinascimento, senza per questo tralasciare il volgare consumismo delle nazioni che dettano legge. Parla di lingue e dialetti.
Si nutre di parole quasi o ormai dimenticate, tra terra e comunit?. E? una goccia che arranca alla ricerca di acqua e ha come unico?obiettivo il tuffo e la mescolanza, il gorgo e la corrente, il fluire e il corrodere. Traversamento icastico dell’apocalisse contemporanea. E? residuo, margine, pura testimonianza. Si piace, ma non cerca consenso. Ostinazione a esserci, resistenza agli urti con grande capacit? di riconciliazione. Umberto Dei ? in onda, un?altra volta un?altra onda. Ascolta osserva e tifa autonomia. Si fida dell’onda, ne rincorre traiettoria e deriva tra generazioni e partecipazione. Spera che l’onda pratichi la formattazione e un nuovo inizio, oltre le colonne d’Ercole della nostra memoria.
Umberto Dei ? moderno e arcaico. Scheda del libro di Michele Marziani.
Ci piace pensare che esistano ancora sognatori che traggono ispirazione e dedicano storie a questo meraviglioso mezzo.
Umberto Dei non ? una persona. ? una bicicletta. Anzi, un mito. E intorno a lei si snoda il romanzo di Michele Marziani, il cui protagonista, Arnaldo Scura, lascia un remunerativo lavoro da broker finanziario per fare il meccanico di biciclette. Il negozio di Arnaldo a Milano diviene crocevia di incontri, amori, pensieri, avventure. Fino a tingere di giallo le vicende di Nas, giovane studente afgano, aiutante del protagonista nella riparazione delle biciclette, ma soprattutto nel restauro delle Umberto Dei. Il finale, sorprendente, squarcia con ironia il pesante velo dei pregiudizi verso gli immigrati. Un tema caro all?autore, insieme a quello delle rivolte degli anni Settanta che, presente nel romanzo d?esordio ?La trota ai tempi di Zorro?, torna, in tutt?altro contesto, anche in questa nuova prova narrativa di Marziani. Lo scrittore riminese si conferma abile nel trattare con competenza e leggerezza - senza cadere nell?ideologia e nel buonismo - problematiche attuali, dense e troppo spesso evitate da chi scrive romanzi. Il linguaggio utilizzato, una sorta di monologo interiore in cui le parole degli altri non sono chiuse tra virgolette ma inglobate nel testo, consente lo scorrere dolce e veloce di una storia che ha il sapore di una favola contemporanea, poetica e reale.
L'autore, Michele Marziani, ? nato nel 1962 a Rimini dove attualmente risiede.? Ha vissuto a lungo sul lago d'Orta e a Milano. "Umberto Dei" ? la sua seconda prova narrativa dopo il romanzo di esordio ?La trota ai tempi di Zorro? (DeriveApprodi). ? autore anche di diversi libri di viaggi, vini e cibi.
Un album da accompagnare alla lettura: "Umberto Dei" parla di libert?. Di molte cose ma soprattutto di libert?. Allora mi viene da consigliare qualcosa di Bob Dylan, qualunque album va bene, ma vista la modernit? della favola di Marziani forse il pi? adatto ? "Modern times", l'ultimo lavoro di Dylan, se non altro per le critiche al tempo che passa con cui il grande vecchio ha accompagnato la sua uscita.
Edit by Q:
E con questo torna in attivit? Il Satiro Saggio, ormai fermo da tanto tempo. L'equipaggio ? cambiato, le presentazioni le faremo strada facendo, non ci diamo pi? un appuntamento fisso ma cercheremo di aggiornare ogni 2-3 giorni. Al momento ripartiamo in sordina, per il futuro si prevede qualche gruppo per seguire le vicende di questo blog. Al momento, bentornati. O benvenuti, a seconda dei casi.
Come sempre chi volesse inviarci contributi e segnalazioni cliccasse qua.


Beh, grazie mille!