
Francamente mi sono un po? stancato di ricordare ogni anno la morte di qualcuno che ho amato, come allo stesso modo mi sono stufato di dover scrivere qualcosa ogni volta che un amico ci deve lasciare. Poi arriva giugno, esattamente il 16 giugno del 1988, a Montepulciano, dove viveva Andrea Pazienza per poi morirci, e mi sento la sciolina sulla punta delle dita. Cos? come sono stanco di scrivere quanto fosse unico, irraggiungibile, fantastico (che palle, davvero, ormai lo sappiamo che tratto avevano i suoi pennarelli e che fantasia possedesse) il ?meridionale pi? alto d?Italia? nella sua arte priva di latitudini e coordinate. Basta commemorazioni usuali e s? al ricordo del Paz (questo sar? il decimo pezzo che scrivo su di lui) pensando che sia ancora vivo, consapevole che qualsiasi momento non ? mai adesso. Almeno per chi non c?? pi?.
Te ne sei andato in una notte di mezza estate, come un aereo che si ? schiantato fra le stelle e avevi 32 anni quando stringesti per l?ultima volta la cintura attorno al braccio e poco dopo l?esplosione papaverina nei tessuti interni di ogni muscolo a quel punto enfaticamente rilassati. So di cosa parlo, conosco la scena e fortunatamente ? successo che mi fermassi prima. M?immagino il panico saliente che hai vissuto quando hai capito che la dose appena ?fatta? era troppo pura, ingestibile e come Pompeo ti sentisti ?spintonato? verso chiss? dove, abbassasti le ciglia e nulla fu pi?. Oggi Andrea viviamo inguaiati. Fra cellulari sempre pi? mignon e capaci di interagire anche col nostro culo, c?? chi il culo l?ha dato per ogni eventualit?, a prescindere, ma questa non ? una novit?. L?euro ha falciato la dignit? un po? a tutti e l?aria che si respira ? sempre pi? irrespirabile, sia atmosfericamente che nei rapporti sociali. Chi era miliardario ora ? molto pi? ricco, chi era povero (ma alla fine del mese ci arrivava) ora prende ancora meno. La gente ha addosso il sapore dello yogurt andato a male. E? cambiata, ? rancida. E? aumentata la voglia di fotterti senza vasellina e patemi. E allora anche se non brilli d?intelligenza, puoi sempre comprarti un diamante o un Suv. La ragazza che hai disegnato in una raccolta edita da Einaudi una ventina d?anni fa, sta ancora agitando per chiss? quale avvenire il suo presente di seni enormi, il silicone, segno dei tempi, ha intirizzito anche quella vignetta oltre alle geometrie sessuali. La memoria si lava a poco prezzo e questo sembra sia un periodo di saldi un po? dappertutto, ed ? strano che si abbia tutto a portata di mano e a volte non ci si ricordi di stringere il pugno. Erano altri periodi i tuoi, i nostri, se permetti anche i miei, gobbo di Notre Dame simile ad un pacco di spaghetti rovesciato. Gobbo di Notre Dame, nuovo mostro fantasma in una tua storia, che splendore. Chiederti dove sei mi pare ridicolo se non patetico. Ma in fondo all?anima di chi ti ha ama la domanda pulsa, seppur banale, c?? eccome.
Chiedi della politica Andrea? Giusto per sprecare e buttarla un po? in cazzeggio, ti volevo parlare di un tale che si chiama Butto-Buttiglione e lasciar perdere uno di cui ne parlano tutti e di cui non smetter? mai di provar questo senso di sgomento per come impacca l?Italia a suo uso e consumo. Te lo vorrei far conoscere, Butto-Buttiglione, perch? ti regalerebbe ispirazioni per mille e una ?Sturiellet?, tipo quelle alla ?Perch? Pippo sembra uno sballato?. Butto-Buttiglione sembra il fratello triste di Macario e ad ogni domanda che i giornalisti gli fanno sembra che dentro s? stesso si dica: ?Eh, eh, eh? la sapevo anche questa? con l?espressione gongolante di chi ha appena ingoiato una scopa ma ? contento lo stesso perch? ? democristiano. Un bel personaggino Butto-Buttiglione, il quale ha l?insopportabile pretesa di apparire filosofo quando ? al massimo professore di filosofia. Vabb?, macch? ti sto a raccontare! Eppure di meglio non c?? un gran che, Andrea. In Cecenia la donna esplosiva ? un articolo che va alla grande, il suo maestro di taglio e cucito si chiama Vladimir Putin e al posto della democrazia usa il veleno. C?? un posto dove si ammazzano civili al ritmo di duecento persone al giorno per falsit? criminali e i media ormai si sono abituati tanto che se viene pubblicato la notizia ? fondamentale una strage di massa. Scordate ogni decenza o voi che guardate la tv, penso sia il tuo pensiero a sentire queste cose. Io aggiungo che chi ha voluto questa guerra ? capace di pisciare anche col naso. Chiaro, no?
In giro ci sono meno muri pitturati dai vari ?Rapper? o ?Jungle? di quando eri qui con noi. I loro graffiti e le citt? chiudono alle otto di sera. Dopo quell?ora fuori rimangono solo i disperati, quelli che sanno che cos?? la vita, gli altri al massimo tirano ad indovinare. Poi ho la sensazione, Andrea, che ogni alba che passa sembri sempre la mia alba pi? faticosa. Tutto diventa troppo presto ora che negli occhi non ho pi? i colori del vino, eppoi alle sette, quando ti devi alzare, c’? molto freddo e quindi diventi anarchico. ?Non ci spostavamo dal nostro comodo e rassicurante letto per tutto il giorno? facevi dire ad un Pentothal sempre pi? sbattuto e perso verso una linea di non confine. Dicono che stia andando molto di moda l?isola di Lampedusa. Migliaia di persone vi giungono, quando va bene, per riempire lo stomaco e non spedire i propri reni in stato nefritico. Molti ci arrivano, ma non se ne accorgeranno, perch? ci arrivano trasportati dalle onde del mare a fior d?acqua. Un?altra moda che sta impazzando ? quella di mozzar le teste col machete. Anche i bambini di 10 anni lo fanno, quando ne avranno 30 scopriranno di essere morti a 10. Ah, dimenticavo, va forte anche Briatore. Vorrei vedere alcune tavole da te disegnate come espressioni di questo mondo attuale, ma tu eri tutto men che un realista. Se tu riuscivi l? dove altri non eccellevano, era grazie al racconto, certo, ma ancora di pi? alle sue sfumature. Un gioco fatto di chiaro-scuri affastellati con innaturale grazia e scomposto linguaggio, limpido come i tasti bianchi di un pianoforte e scuro come i tasti neri. Come il Movimento politico di quegli anni era ingenuo, impreciso e pieno di speranze. Proprio come il Paz. Poi arrivarono le ?Geometriche potenze? delle Br, le mattanze scientifiche dello Stato e il lavoro di massa e silenzioso dell?eroina a estirparle e a sfornare gli insulsi anni ?80, travestiti da superfighi e supercattivi per vincere la gara della vita. Non doveva finire cos?.
Ciao Andrea, ti sia lieve la terra e il cielo, che con amore e ferocia non smettesti mai di scavare con i tuoi colori, il cuore e i tuoi occhi.


Tra le tante cose di cui si sente la mancanza in questi tempi, c’? anche un Andrea Pazienza…
sottoscrivo, un abbraccio. propongo l’apertura di una mailing sul PAZ
il meridionale pi? lto d’italia e “prima pagare, poi disegnare”
per? come hai scrito tu di lui nonl’ha fatto nessuno…E s? che ci hanno provato in tanti
Pippo non sembra uno sballato,
E’ uno sballato. Si vede dai piedi….
ti avrebbe detto Andrea.
tia Adriana
non saprei davvero cos’altro dire. Per quanto riguarda il post sul mio blog, beh anche l? un lutto e un sorriso imprigionato in una cornice sullo scaffale pi? alto, perch? non turbi troppo le sorti dei vivi.
Un abbraccio Matt e scusa se ultimamente sono stato poco presente.
Marcello
Sei riuscito a ricordare un uomo, parlando a lui di tutt’altro.
Grandi artisti, entrambi.
Eh s?…un ritratto amaro e terribilmente reale del mondo in cui ci troviamo a vivere…e una struggente dichiarazione d’amore.
Ciao Matteo, un po’ mi vergogno a dire che non conosco Andrea Pazienza ed ? la seconda volta che leggo un tuo post sulla ricorrenza della sua morte.
Mi puoi dire dove trovare info su di lui…?
Un abbraccio e buona serata.
P.S. Ti ho risposto al commento nel mio sito.
Non mi vengono parole,ma solo un forte strizzamento al cuore,come una nostalgia di quella quasi innocenza….. Adriana
Per chi l’ha conosciuto, AP ? un tasto debole, come Fabrizio de Andr?, me ne rendo conto. E Adriana, col suo commento, ci offre la cifra esatta di quanto sia struggente la meteora Apaz. Non vorrei dire nient’altro, abbiamo gi? detto tutto. Il resto ? dentro di noi.
Per Saby, t’invier? il materiale per farti un’idea sul Paz.
Ciao a tutt*
Matt.
Grazie Matteo… sempre disponibile e gentile… un vero amico che spero di risentire presto…
Un abbraccio di cuore.
Paz, da farcelo intravedere per un attimo fare capolino da dietro
l’angolo.. vorrei dirti pi? cose ma non ne ho la forza e forse il
morale.
Paolo