La vignetta saggia #060
May 2nd, 2010 - Saggiamente consigliato da Q
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May 2nd, 2010 - Saggiamente consigliato da Q
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April 25th, 2010 - Saggiamente consigliato da Q
In questa importante giornata per il nostro Paese, volevo celebrare con un paio di articoli inviatimi dall’EveryOne Group per ricordarci che il fascismo ormai è molto, molto lontano dalla nostra politica.
Cernusco sul Naviglio, 12 aprile 2010. In Italia, dopo l’approvazione della legge razziale nota come “pacchetto sicurezza”, sono sempre più frequenti i casi di esseri umani respinti da ospedali e medici perché “clandestini” o con la tessera sanitaria scaduta. A Cernusco sul Naviglio è morta il 3 marzo scorso una bambina di origine nigeriana, che aveva appena 13 mesi. Giunta al pronto soccorso in piena notte, gravemente sofferente e in preda ad attacchi di vomito, è stata dimessa senza nessuna visita. Il referto riporta poche parole: “Buone condizioni generali”. Una volta fuori, le sue condizioni sono peggiorate e la famiglia l’ha ricondotta al pronto soccorso, dove però non è stata neanche visitata dai medici di turno perché il padre, Tommy Odiase, aveva la tessera sanitaria scaduta. “Non possiamo visitarla né ricoverarla,” hanno spiegato i sanitari. La famiglia, distrutta dal dolore, ha presentato una denuncia a carico dell’ospedale, per omicidio colposo ed è seguita dall’avvocato Marco Martinelli. “E’ importante che si faccia giustizia, anche se in questi casi, che non sono rari,” commenta il Gruppo EveryOne, “le strutture sanitarie italiane mettono in moto i loro uffici legali, cercando ogni cavillo per smentire le dichiarazioni delle vittime o addirittura capovolgere la realtà, all’unico fine di uscire ’senza macchia’ di fronte al ministero della Sanità, che li finanzia. Noi stessi ci siamo trovati di fronte a casi drammatici di mancata assistenza, ricevendo smentite e intimidazioni da parte degli ospedali. Rimane una tragedia dolorosissima, la morte di un altro essere umano innocente a causa delle leggi razziali che esistono in Italia e di cui sono responsabili le Istituzioni che le hanno emanate, i partiti di opposizione che non le hanno combattute, la stampa che ne ha censurato la natura criminale, anticostituzionale e antidemocratica e tutti coloro che partecipano attivamente o con la loro delazione alle operazioni di persecuzione etnica in corso da alcuni anni nel nostro paese”.
Udine, 14 aprile 2010. La settimana scorsa è morta a Udine, presso l’ospedale Santa Maria della Misericordia, una neonata, i cui genitori sono musulmani. E’ stata sepolta al camposanto di Paderno, nell’area riservata ai defunti di fede islamica: 200 fosse orientate sull’asse nordest-sudovest, in direzione della Mecca. Subito dopo la cerimonia, i rappresentanti della Lega Nord e del Pdl - sedicenti portavoce di tutti i cristiani di Udine - hanno protestato: secondo loro la sepoltura della piccola sarebbe “irrispettosa dei sentimenti più intimi della maggioranza della popolazione”. E’ prevista sabato prossimo una macabra iniziativa della Lega ovvero una raccolta firme contro la tumulazione della neonata (secondo alcuni, chiederanno di disseppellire il suo corpicino per interrarlo altrove) e per chiedere al comune di eliminare dal cimitero l’area destinata ai morti di religione musulmana. Già nei mesi scorsi la decisione del Comune di riservare un’area del cimitero ai musulmani, come avviene in tutte le città dell’Unione europea, aveva provocato le proteste della Lega, che aveva raccolto 1.700 firme e promosso una fiaccolata contro la concessione dello spazio cimiteriale.
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April 21st, 2010 - Saggiamente consigliato da Q
Berlusconi: “Bertolaso merita un posto da ministro. Tre insieme non le reggo nemmeno io”.
De Luca: “Berlusconi? Meglio del Pci” Sembra uno scherzo, vero? Dai, diteci che è uno scherzo. DEVE essere uno scherzo.
Bertolaso: “Sono estraneo ai fatti. Il mio cazzo è privatizzato”.
Bersani: “Con la Binetti l’addio più doloroso”. Si è tolta il cilicio senza slegarlo?
Scandalo Protezione Civile. Bertolaso si dimette, ma Berlusconi respinge le sue dimissioni. “Ma come? Te ne vai proprio ora che comincia il divertimento?”
Bertolaso: “Forse ho dato eccessiva fiducia alle persone sbagliate”. Sappiamo come ci si sente.
Bertolaso: “Le mie dimissioni sono una decisione sofferta, devo rassenerarmi e rifletterci con calma. So già dove andare a farlo”.
Par condicio. Sarebbe imbarazzante trovare Bruno Vespa in crisi di astinenza mentre lecca campioni di moquettes.
Bertolaso: “Io dalla signora Francesca ci andavo solo per problemi alla schiena, era lei che puntualmente mi violentava. Mi sono fidato delle persone sbagliate”.
Bertolaso: “Ora basta con le persecuzioni giudiziarie. Quanto tempo ancora dobbiamo perdere dietro quest’inchiesta? Fra trecento anni potrebbe esserci un altro terremoto all’Aquila”.
Berlusconi annuncia: “Pronto a difendermi contro la congiura dei pesci rossi”.
La CIA annuncia: “Abbiamo preso il braccio destro del mullah Omar”. Adesso non potrà più farsi le seghe.
Berlusconi esprime solidarietà al papa per lo scandalo pedofilia. Sono troppo stanco per farci battute.
Medicina. Nuova terapia antitumorale a base di nanobombe. Sì! Esportiamo la democrazia anche a quei bastardi!
Medicina. Nuova terapia antitumorale a base di nanobombe. “Abbiamo scoperto che il tumore al pancreas possiede armamenti di distruzione di massa” ha detto uno dei ricercatori.
Regionali. Renzo Bossi eletto con i 12.893 voti dei suoi compagni di classe.
Riforme. Annunciate da Berlusconi le prossime riforme del Governo: riforma giudiziaria, legge sulle intercettazioni, presidenzialismo ed un decreto legge per sciogliere nuovamente i Litfiba.
Regionali. Bersani: “Il nostro elettorato penalizzato dal passaggio all’ora legale”.
Berlusconi: “Avanti anche senza Fini”. Come se ne avessero di concreti.
E’ morto Raimondo Vianello. Anche biologicamente.
La Chiesa rinnova il suo impegno nella lotta all’aborto. “Continuando così ci toglierete tutto il divertimento!”
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April 17th, 2010 - Saggiamente consigliato da Q
foto mia (cliccala per ingrandire)
Qualche tempo dopo il mio arrivo a piazza San Giovanni, oggi, per la manifestazione a sostegno degli attivisti di Emergency arrestati quasi una settimana fa, è salito sul palco Niccolò Fabi. Nella giornata si sono alternati anche Daniele Silvestri e Fiorella Mannoia. Possano piacere o meno, insomma, ma rimangono sempre artisti di un discreto calibro e con una certa memoria musicale.
Sulla stessa piazza, per il Pdl, ci fu Michele Apicella. Che nel 2010 cantava ancora una canzone che parlava di donne bellissime e macchine velocissime e robe lussuosissime, con un La Russa scatenato sul palco.
“Abbiamo superato il milione!” disse il compaesano. Oggi volevo gridarlo, in mezzo alla folla bianca (fatemi mettere le mani avanti: era per il colore delle bandiere e delle magliette), ma di 50mila non so quanti avrebbero colto l’ironia. Ho evitato.
Sono arrivato con un leggero ritardo, mi sono perso Moni Ovadia, Claudio Scarpelli mi racconta che si è incazzato di brutto (Ovadia, non lui), e lo credo bene, come si fa a non incazzarsi quando, oltre alla guerra, i militari si frappongono pure ai tentativi di costruzione solidale. Emergency, poi.
Ma è stato con Gino Strada che gli applausi si sono infiammati, giustamente. Lo aspettavano tutti ed alle sue parole non c’è stato scampo, era quello che tutti volevano sentirsi dire.
Personalmente però non mi sarei soffermato troppo sulle accuse istituzionali che gli vengono continuamente rivolte, quel “sì ma voi curate anche i terroristi” (come se alla comune umanità possano farsi distinguo in quella sede), che è la scusa democratica, il problema lo sappiamo qual è, è la paura fottuta delle istituzioni di quello che sfugge alla loro comprensione, alla loro lente d’ingrandimento (che è quella del surplus economico, del guadagno, dello scambismo morale), della coesione umana delle masse. In particolare hanno paura di Emergency per la loro capacità di creare un’alternativa umana reale, extraistituzionale, a chi vede compromessa la propria salute psicofisica, e per il valore della loro testimonianza, del loro racconto di quella che è la longa manus dell’apparato democratico, cioè la crisi bellica, il conflitto, la guerra.
E nei giorni in cui Obama annuncia l’ennesima, forse definitiva offensiva ai talebani in Afghanistan questo assume una luce sinistra, se i testimoni cominciano ad essere rimossi prima del delitto. Ne abbiamo già avuta una, di Falluja, in cui la testimonianza (di Sigfrido Ranucci e del suo staff) ha fatto la differenza, anche se da noi è stata poco avvertita.
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April 15th, 2010 - Saggiamente consigliato da Q
Ho pensato di riproporlo, per non dimenticare che di berlusconismo ce n’è per tutti.
COISP. Comunicato stampa del 20 marzo 2010
Oggetto: Il Pdl attacca la Questura di Roma sui numeri della manifestazione di ieri. Maccari (COISP): “Questo Governo è una farsa senza precedenti… non perde tempo per pugnalare la Polizia alle spalle, si vergogni!”
Un Governo che sfila contro un altro potere dello Stato (visto che ieri a Roma abbiamo sentito solo slogan contro la Magistratura che è un potere dello Stato) e che smentisce i propri organismi (visto che stamattina gli organizzatori della manifestazione di Roma contestano i dati della Questura che, se qualcuno se lo fosse dimenticato, è composta da uomini della Polizia che si chiama di Stato…).
Questo è il paradosso kafkiano, il festival dell’assurdo che sta vivendo in questo momento l’Italia, probabilmente senza neanche accorgersi della gravità di quanto accade. Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp – il Sindacato Indipendente di Polizia - attacca duramente le osservazioni dei rappresentanti del Governo e lo stesso Premier che “nel tentativo di accreditare un altro suo fallimento - dice Franco Maccari - fa pronunciare ai suoi uomini parole dai contenuti pericolosissimi. Cosa spera di ottenere se Gasparri parla di un Questore in coma etilico e Cicchitto definisce la Polizia deviata? Glielo diciamo noi cosa otterrà - dice ancora Maccari - un violento scontro sociale senza precedenti in cui i mandanti, questa volta in maniera palese, (in altri tempi lo furono in maniera oscura), saranno proprio i rappresentanti del Governo che dovrebbero tutelare la società e non darla in pasto ai beceri istinti di chi, nel nome di un’impunità che sente arrivare dall’alto, si sentirà autorizzato a sbeffeggiare il lavoro di tutti quei Poliziotti impegnati nella tutela della sicurezza e della legalità”.
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April 11th, 2010 - Saggiamente consigliato da Q
Ho visto su YouTube, pezzo per pezzo, tutta la serata di “Raiperunanotte” e mi sono divertito a pensare a cosa avrei detto se avessi partecipato. Ecco il mio ipotetico intervento di cinque minuti.
Q entra in scena. Applausi.
Grazie, grazie. Lo sapete che la Rai è un progetto di distruzione, Santoro è Semiramis che la lascivia insomma la cosa e scusate OH! VAFFANCULO! CHI CAZZO ERA QUELLO?
Si schiarisce la voce.
Scusate. Ero di là con Morgan, mi ha offerto una sigaretta (risate) MA SIETE TANTISSIMI! (applausi) abbiamo oltrepassato abbondantemente il milione, anche se domani la Questura in coma etilico ci dirà che eravamo io, Vauro, due barboni e Bruno Vespa che è lì in mezzo…ti vedo! Ti vedo! (indica in mezzo al pubblico) vedo i punti neri.
Sono così emozionato! Manco in Zimbabwe si vedono manifestazioni come questa. Sono così eccitato che farei un pompino a Santoro! SANTOROOO! (corre a grandi passi verso Michele Santoro, si ferma) scherzo, scherzo, non lo farei mai. A meno che tu non abbia un ministero da assegnarmi (ride, fa finta di reprimere un rutto) scusate ancora. Eravamo dietro le quinte e Luttazzi ha portato feti abortiti per tutti. Squisiti, ma ci mettono un po’ a scendere giù. Come dicevano i latini, Crimen sollicitationis.
(per partecipare a Raiperunanotte era “prerequisito” aver subito una censura/epurazione a vario titolo. Era ben donde fare qualche battuta sulla mia a questo punto ma, non essendo avvenuta, mi limito a tenermi ricettivo per il futuro)
Ma prima di iniziare, come al solito, con le brevi su qualche notizia degli ultimi tempi, volevo dirvi che avevo in mente un altro ingresso prima di ammirare l’intervento di Morgan. Lo volete vedere? (pubblico: -Siii!)
Ok, allora esco (esce, dopo qualche secondo rientra di corsa, mentre indossa la giacca).
Scusate, scusate il ritardo. Ero al Salaria Sport Village, a Roma, per una ripassata e -non indovinereste mai! Sono rimasto chiuso dentro. Un sacco di tempo. Tutte le porte sbarrate, è stato incredibile. Ad un certo punto mi aprono e chi mi ritrovo davanti? Guido Bertolaso.
Lo guardo e gli faccio: -Veh! Addirittura la Protezione Civile per tirarmi fuori, ma grazie!
Lui mi risponde: -Ma lèvati coglione, sono due ore che aspetto!
Bah.
Non l’ho capito. Sembrava stressato, poi si muoveva strano, quasi claudicante, direi che avesse un mal di schiena niente male (applausi. Il pubblico ride)
Grazie, grazie. Siete fantastici. VOLETE CHE QUESTA SINISTRA VI RADDOPPI LE TASSE? (pubblico: -Nooo!) ahahaha, siete fantastici. Fantastici.
Ma addiveniamo a più miti consigli (apre un quadernetto, inizia a leggere le brevi. Le pubblicherò sul blog fra qualche giorno, per il momento ci salutiamo qui. Troppo tutto insieme può farvi male).
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April 7th, 2010 - Saggiamente consigliato da Q
Quello che più stupisce della fiaccolata commemorativa del 6 aprile, ad un anno esatto dal terremoto che ha devastato l’Abruzzo, sono il silenzio e la compostezza di chi vi ha partecipato.
E non stiamo parlando di una partecipazione figurativa, o d’apparato (anche perché spesso silenzio e compostezza sono estranei agli apparati), ma di cifre importanti, si stima 35mila persone.
35mila anime per ricordarne 309, in una marcia ordinata che da vari punti della città è confluita nella centralissima piazza Duomo per il mini-concerto di sette minuti, il primo suono “umano” a rompere l’irreale silenzio (a parte qualche immancabile cellulare) e poi, alle 3:32 in punto, il ricordo dei nomi degli scomparsi seguito da tredici minuti di rintocchi di campane, uno per ognuno di loro.
Ad ogni rintocco si alternavano nella mente le immagini dello scorso anno, delle rovine alla luce del mattino successivo la scossa, dei video delle telecamere di sorveglianza che nel buio di un attimo sintetizzano lo sfregio negli edifici aquilani, degli audio delle telefonate di terrore arrivate ai Vigili del Fuoco, mentre ognuno a capo chino dava nome a quel rintocco che gli era familiare, a quello che conosceva di vista, a quello che aveva letto sul giornale.
Ed uno di quei rintocchi era per Valentina, che a ventiquattro anni è stata ritrovata nella posizione in cui stava dormendo, il crollo del soffitto non le ha dato il minimo scampo.
Ad un anno esatto ti chiedi quali battaglie abbiano priorità e quali senso, se quelle per la ricostruzione e per la giustizia dei morti o quelle per la campagna elettorale provinciale della contestazione vinta pochi giorni prima dal centrodestra.
Ti chiedi che senso abbia quel voto, fai il conto di quello che non cambierà, ascolti le polemiche sterili di chi ha perso e dà la colpa alle strategie dell’avversario, senza curarsi se, in cuor suo e agli occhi degli aquilani, abbia adempiuto al suo ruolo come ci si sarebbe aspettato.
E ancora Bertolaso a pronunciarsi, con date e cifre, e ti chiedi da dove gli venga il coraggio di parlare ancora dopo che abbiamo scoperto in cosa è coinvolto, dopo che abbiamo scoperto che chi rideva al telefono la sera della scossa lo faceva anche perché sapeva di avere certi falsi santi in certi falsi paradisi.
Tutte queste chiacchiere, tutte queste parole, tutte queste vanvere si scontrano col silenzio di questa notte di dolore composto e di ricordo ordinato, di persone che per una notte col loro silenzio hanno messo a tacere la violenza della lotta di potere.
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December 28th, 2009 - Saggiamente consigliato da Q

Ricevo e pubblico da Roberto Malini, dell’EveryOne Group:
“Il cadavere di una trans, rinvenuto dalle autorità in un sacco della spazzatura su una sponda del Tevere a Ostia Antica, propone ancora, tragicamente, domande inquietanti riguardo alla situazione di pericolo in cui versa oggi la comunità transgender, dopo lo scandalo che ha rivelato intrecci pericolosi fra politica e criminalità” affermano Roberto Malini, Matteo Pegoraro e Dario Picciau, co-presidenti dell’organizzazione per i diritti umani Gruppo EveryOne. “Chi sa o muore, o è costretto a fuggire alla chetichella, oppure a tacere, raggiunto da intimidazioni e minacce gravi. La condizione delle persone trans straniere e senza permesso di soggiorno è ancora più grave,” continuano gli attivisti, “perché ai pericoli derivanti da possibili scandali sessuali, con coinvolgimento di politici e autorità, si aggiunge la loro condizione di ‘invisibili’, una condizione creata dal famigerato pacchetto sicurezza. Il suicidio della persona trans 34enne, verificatosi il giorno di Natale nel Cie di via Corelli a Milano, è il più recente tassello di un disegno preoccupante, che pone la comunità transgender in uno stato di ansia e pericolo; ma i casi che autorità e media hanno fino a oggi sottovalutato sono decine”, spiegano Malini, Pegoraro e Picciau. “Basti pensare alle aggressioni violentissime di persone trans avvenute a Roma il 15 ottobre scorso, agli innumerevoli atti di intemperanza e violenza contro la comunità transgender, fino al duplice omicidio di Gianguarino Cafasso, protettore di prostitute trans, e della povera Brenda, colpevole di conoscere e frequentare nomi molto in vista”.
Attivisti del Gruppo EveryOne e di altre organizzazioni umanitarie stanziati a Milano, Roma e in altre città italiane segnalano in questo periodo retate da parte delle autorità nelle zone frequentate da persone trans extracomunitarie. “Quando non hanno il permesso di soggiorno,” raccontano i rappresentanti di EveryOne, “vengono caricate su cellulari e condotte nei Centri di identificazione ed espulsione, dove rimangono fino a sei mesi, in condizioni disumane e a rischio di abuso, mentre i centri negano l’ingresso alle associazioni umanitarie che vorrebbero offrire loro solidarietà e assistenza. In particolare a Roma, dove è esploso qualche tempo fa il caso Marrazzo, sembra quasi che si cerchi di far piazza pulita, per quanto riguarda le trans”.
Il Gruppo EveryOne fa notare che nessun programma di assistenza e nesun numero verde è stato istituito per consentire alle persone trans che conoscono gli intrecci fra politica e criminalità di essere tutelate; al contrario, in Italia vengono intimidite e ammazzate senza che nessuno alzi un dito. E’ importante” concludono i presidenti dell’organizzazione, “che Marrazzo e gli altri politici coinvolti parlino e comunichino alle autorità i nomi di chi potrebbe essere mandante degli omicidi (di Brenda e del caso di oggi, risalente almeno a un mese fa) ovvero dei politici che frequentavano le vittime. E’ importante che si isituiscano forme di tutela per le persone trans che possono aiutare le autorità a identificare i mandanti e gli esecutori, con programmi di protezione, e che si sospendano le retate, che ottengono il solo sciopo di allontanare tanti potenziali testimoni”.
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