Jarry, Ubu e la patafisica


February 4th, 2008 - Saggiamente fornito da Q

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Ricevo e pubblico da Zop, che recentemente ha dato alle folle il web-movie del suo Ubu Blog, visionabile su Booksweb.tv, canale BooksPEOPLE.

Nel 1873, in Francia, più precisamente a Laval, venne alla luce Alfred Jarry. Quindici anni dopo, durante gli anni del liceo che frequentava in Bretagna, più precisamente a Rennes, il giovane scrisse in forma teatrale una sorta di parodia di un suo professore che aveva inventato un compagno di classe. In questo modo vide la luce anche l’Ubu Re. Il testo fu rappresentato per la prima volta a casa del compagno di scuola e, successivamente, in un granaio sotto forma di spettacolo di marionette. Nel 1896 l’opera venne messa in scena al Théatre de l’Oeuvre, ma si rivelò un fiasco colossale. In seguito sarà invece salutata come anticipatrice del teatro moderno e dell’assurdo e Jarry anticipatore del surrealismo e di alcuni temi delle avanguardie del primo Novecento.

Nel frattempo le vicende di Ubu si erano trasformate in una saga. Nel 1890 era seguito Ubu Cornuto. Poi Ubu incatenato e Ubu sulla collina.
Padre Ubu è un personaggio paradossale, un omaccione corpulento dalla “gran ventraglia”, in possesso di una pompa spara-merdra, e di altri strani aggeggi a metà tra il tecnologico e il magico, come la candela verde, il pinzaporco, il bastone della finanza o la macchina del decervellamento. Affiancato da Madre Ubu, che lo malconsiglia, e dai palotini che costituiscono il suo braccio armato, Ubu è un cialtrone forte con i deboli e debole con i forti. Prepotente, predone, codardo e avido.
Alfred Jarry scrisse in seguito anche alcuni romanzi come L’amore assoluto, composto nel 1899 ma pubblicato postumo, Messalina e Il supermaschio, entrambi del 1903. Nel 1907 fu la volta dell’operetta blasfema Il Mostardiere del papa ovvero la papessa. Morì lo stesso anno, a soli trentaquattro anni, dopo aver condotto una vita dissoluta abusando continuamente di assenzio e finendo quasi per identificarsi con Ubu.

E’ nell’Ubu Cornuto che apparve per la prima volta il termine patafisica. E’ Ubu stesso che si definisce e si fregia con perentoria solennità del titolo di “grande patafisico”. E afferma che la patafisica è scienza potentissima inventata da lui.
Il tema sarà ripreso e approfondito in uno scritto che vedrà la luce solo postumo, nel 1911: Opinioni e gesta del Dottor Faustroll, patafisico.
Nel romanzo la patafisica viene definita come scienza delle soluzioni immaginarie. Le trovate contenute sono le più svariate. Dal rovesciamento delle prospettive per cui invece di prendere in considerazione la legge della caduta dei corpi gravi verso un centro ci si appella alla legge dell’ascensione del vuoto verso una periferia, fino alla dimostrazione matematica della superficie di dio, che risulta essere il punto tangente di zero e infinito.
La boutade della patafisica, anche se più nota agli addetti ai lavori che al grande pubblico, ebbe in seguito grande fortuna e suscitò una risonanza enorme nella storia della letteratura e non solo.
Nel 1948 venne fondato il Collegio di Patafisica, che annoverava tra i suoi membri e satrapi personaggi del calibro del poeta Jacques Prévert, del pittore Maurits Escher o dello scrittore Eugène Ionesco. Si definirono patafisci molti dei più grandi geni del Novecento, da Jorge Luis Borges a Boris Vian, per citare solo due esempi illustri nella costruzione sistematica di soluzioni immaginarie. Ma anche ai nostri giorni Jarry continua ad essere amato e riproposto. Nel nuovo millennio Dario Fo ha utilizzato il personaggio di Ubu attualizzandolo in alcuni spettacoli di satira politica. E ancora, Vinicio Capossela ha messo in musica un rifacimento di un brano dell’Ubu Cornuto che ne è quasi la traduzione letterale.
In Italia i patafisici sono stati sempre piuttosto attivi, del resto. Il 3 marzo del 1964 Raymond Queneau pronunciò ufficialmente in latino l’inaugurazione dell’istituto di patafisica milanese, il De Pataphysica foeminarum. A Milano fu il pittore e scultore Enrico Baj a ricoprire la carica di satrapo, fino alla sua morte nel 2003. Nella stessa città una delle manifestazioni più celebri e importanti si tenne nel 1983 a Palazzo Reale. In nome di Jarry, rivisitato alla luce degli esperimenti successivi dell’OULIPO, fu organizzata una mostra “interattiva” in cui il computer entrava in un luogo sacro delle esposizioni artistiche milanesi e veniva messo a disposizione dei visitatori che potevano utilizzare alcuni programmi per la generazione più o meno casuale di rime e frasi.
Ed è in questo passaggio che si può rintracciare il legame più forte con il web e i nostri giorni. Dopo le sperimentazioni teorizzate negli anni Sessanta dagli oulipiani, da cui derivarono veri e propri bracci informatici che utilizzavano gli elaboratori elettronici per la scrittura automatica e potenziale, oggi, attraverso internet, il computer si è affermato come terreno di lettura e di scrittura di massa.

Personalmente, poiché scrivo e lavoro sul web, davanti alle potenzialità della rivoluzione del digitale sono sempre più convinto che se le avanguardie di primo Novecento avessero posseduto il computer e il web li avrebbero usati per cercare nuovi linguaggi e per esprimere la loro arte al pari degli altri supporti che han sperimentato grafici, fotografici o cinematografici. E Jarry, come tutti i folli letterari e geni incompresi dalla propria epoca, se vivesse oggi avrebbe probabilmente affidato i suoi scritti alla rete o a un blog, che come è ormai noto è una sorta di sito web personale.
Forse per questo in una notte del 2004 ho scritto l’Ubu blog, inizialmente pubblicato su internet, immaginando che Ubu, ai giorni nostri, invece di invadere la Polonia, si limitasse ad aprire un blog. Come in un collage di patafisica, ho utilizzato frasi realmente estrapolate dall’Ubu, ma ricombinate e rimescolate con altre create ad hoc per dare vita a una nuova storia. O forse, più probabilmente, è lo stesso Jarry che mi è apparso in sogno e mi ha dettato la continuazione della sua saga che mi sono limitato a trascrivere. Ed è lui che mi ha fatto in questo modo notare come la spirale della patafisica assomigli incredibilmente a una @!

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  1. zop ITALY Says:

    grazie della segnalazione, in effetti solo un folle poteva dar un Ubu blog alle folle!
    :)

  2. Q ITALY Says:

    Sono pienamente d’accordo ;-P

  3. Lamuse ITALY Says:

    Ehehe, povero Leon…secondo me dev’essere talmente abituato ad avere a che fare con zombies, ganados e roba del genere che appena si trova davanti a un problema comune (che ne so, una multa sul parabrezza) cade in preda ad esaurimento nervoso…

  4. Lamuse ITALY Says:

    Accidenti, Cadillac e i dinosauri ha questo fascino?

    Io non l’ho mai finito, troppo sbattimento. Ci giocavo a random tutte le estati in rivieria, mentre la mia compagnia correva a fare il bagno o andava a prendere il sole. Dovrebbero dare un Award alla riviera romagnola solamente per tutte le sale giochi che sono disseminate sul lungo mare…qualche giorno fa ho finito Resident Evil 4 per la quarta volta ed è peggio di una droga, ho già ricominciato il quinto round e tutti a casa mi detestano, ormai.

    Ps. ho cambiato l’indirizzo del blog, mi sto aggrappando all’anonimato come l’edera a un tronco d’albero secco.

  5. Lamuse ITALY Says:

    Comunicazione? Io lingue e letterature straniere, ma sono in pausa forzata per motivi di salute fino a data da destinarsi. Se le cose dovessero continuare a procedere così, credo che ricomincerò il prossimo anno accademico. Ma non a Lingue, probabilmente. E’ sempre stato dato per scontato sin da quando ero piccola che mi sarei laureata in lingue straniere e che sarei diventata insegnate, “per continuare la tradizione di famiglia”, ma nonstante i risultati mi sono resa conto che forse non è quello che mi interessa diventare. Vedremo. Vorrei tentare l’iter di giornalismo. Al limite, se dovessi fallire, posso sempre mettermi in proprio come squillo. Non mai ho avuto modo di indagare sulla questione premier e Presidente della Repubblica oltre le superiori, ok, ma non credevo che questo dilemma qualcuno se lo trascinasse addiritturà sino all’età universitaria. Va bè, sulle peculiarità umane c’è ancora molto da imparare…

    Twin Peaks non l’ho mai visto, così pure American Dad. Io di X-files ne ero innamorata, non credo riuscirò ad attaccarmi a una serie come feci con lui a suo tempo. Ora ho comprato la prima serie di Prison break che avevo visto su italia qualche mese fa e mi era piaciuta e me la sto riguardando, come alternativa ai videogiochi, che con il passare del tempo credo stiano mandando a morte tutti i miei neuroni…Tra il momentaneo non-studio e l’uccidermi a colpi di controller, l’unica cosa a salvarmi dall’essere una cazzona completa è solo il fatto che quando sono in vena lavoro…che belle cose…

  6. Podmork ITALY Says:

    I Podmork stanno cercando le tue mutande… se le trovano ti fanno un fischio… intanto però si leggono tutto ’sto coso.

  7. Q ITALY Says:

    Grazie! *sniff*

  8. Nanosecondo Clown Dottore ITALY Says:

    In un tempo di grande malattia, non dovremmo occuparci di nient’altro. Come si dice, se non facciamo parte della medicina, siamo parte della malattia. Per poter guarire , è necessario diagnosticare le cause della malattia. Le cause della malattia dell’ambiente, della società e dei singoli individui, sono tutte connesse fra loro. Hanno radici sia nel modo di come consideriamo la natura, la società e gli esseri umani, sia nelle istituzioni che plasmano i nostri pensieri , sentimenti, emozioni. Per questo stiamo realizzando un cerchio di persone. La saggezza del cerchio non si interessa del potere personale o della manipolazione della creazione ma, in questo caso, di un gruppo di persone della Campania che si appresta a realizzare una BIBILIOTECA DELL’ANIMA.

    Il primo incontro si è tenuto a Flumeri (AV) il 05/11/2008 per saperne di più consultate il sito.

    Il prossimo incontro è fissato il 6 Dicembre.

    Uacc Uaa
    Nanosecondo
    Clown Dottore

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