La trota ai tempi di Zorro


October 17th, 2007 - Saggiamente consigliato da Matteo Tassinari

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Le parole che Michele Marziani ha scelto per scrivere in esordio “La trota ai tempi di Zorro” (per i tipi della di Derive Approdi) hanno qualche cosa in comune con un “vecchio” (lui stesso si definisce così) della letteratura italiana: Erri De luca. Lo so, non “fa” fine paragonare due scrittori, ma la tecnica stilistica e la profondità di molti passaggi del testo di Marziani, assomigliano alla narrativa dello scrittore napoletano. Questo per rendere in chiaro la cifra dello stile minimalista, anzi, per meglio scrivere, intimista di Marziani.

Della storia, premetto, non segnalerò nulla se non che è un mondo affastellato di ricordi vissuti da Stefano Baldazzi Morra, tredicenne e con gli occhiali. Impeccabile e centrale la capacità, nient’affatto gratuita, di Michele Marziani nel dimenticare schemi e visuali dell’adulto per filtrarli da un appena adolescente di 13 anni. Perché la difficoltà di trascrivere il mondo dalle lenti di un giovane, i comportamenti di un ragazzo, non sono dettati da quello che sembra, ma hanno un filo logico a volte troppo semplice per essere capito da un adulto. Un racconto incantato e fatato come la vita di un ragazzino, con un controllo dello spazio, del tempo e della memoria che fanno di Marziani uno scrittore perspicace e leggero.

Ecco perché è un libro riuscito, capace di aprire un cerchio per chiuderlo senza l’utilizzo di fuochi d’artificio. Nel mondo di Stefano Baldazzi Morra la mamma e il papà diventano le figure di quando avevamo superato da poco la prima decade di vita, la scuola riassume con delicata ma precisa presenza il luogo che era quando tutti la frequentavamo agitati e “subbugliati” da tutti i sensi del mondo e le immaginazioni pregne di speranze di quel periodo, la pesca alla trota un modo per non consentire al cinismo della gente di travolgere la gioia di Stefano Baldazzi Morra e la sua vitalità non sbandierata, caso mai sommessa, per poi ridurla a tristezza infinita, una sorta di chiave di lettura del mondo.

“La trota ai tempi di Zorro” offre il senso della grande impresa per chi giunge a quel punto dell’esistenza che la vita all’inizio regala tutto, per poi richiederlo con gli interessi. Allora non rimangono altro che i ricordi di quando il mondo era sì instabile, visionario e trepidante, ma con un futuro che regalava sogni a mani piene.
Un assemblaggio di parole assiepate alla capacità di non scadere mai nella retorica e nel manierismo. Ritratti di fiumi, strade, case, colori, litigi fra bambini e il ricordo di un padre intristito dall’alcol finito a condurre una vita da barbone. Il finale, dico solo, che è travolgente nella sua metodica quotidianità crepuscolare ma venata dall’illibatezza dei pensieri di Stefano Baldazzi Morra.

Edit by Q: Ringraziando il caro Matteo per la recensione, vi invito tutti a leggere, mercoledì prossimo, l’intervista fatta da me proprio a Michele Marziani, autore del libro.
Non dimenticatelo!

Ho poi una comunicazioni importante da fare: giovedì sera, cioè domani, el caro Q sarà presente al reading di Carolina Cutolo al Linux Club, intorno alle ore 22.30, ma cercate di fare presto perché potrei abusare di alcolici e rendermi meno godibile. Se siete nei paraggi, sapete cosa fare.

Posted in LETTERATURA |

  1. xdanisx SWEDEN Says:

    Bene. Vedere con gli occhiali di un ragazzo, senza averne l’età, il sentire difficile e stramato di quel periodo, senza troppe forzature. Ho capito bene?
    Allora risparmio il costo del libro…
    Scherzo. Aspetto l’intervista a cura di Q e mando tanti baci a Matt
    danis

  2. Il Satiro Saggio » Blog Archive » Intervista a Michele Marziani Says:

    […] Come annunciato, quest’oggi è con noi Michele Marziani, autore del libro “La trota ai tempi di Zorro”, di cui ci ha regalato una stimolante recensione Matteo Tassinari la scorsa settimana. Have fun! […]

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