I prepuzi blu
July 16th, 2007 - Saggiamente consigliato da Q

Mi raccomando bambini: non salite in macchina con gli sconosciuti. Soprattutto se questi portano un grazioso casco blu sul testone (anche perché potrebbero essere forzisti a un congresso dei Ds).
Che l’Onu si dimostrasse sempre più inutile ogni anno di più è ormai un dato di fatto, tant’è che quando vedevo Kofi Annan in tv pensavo fosse una puntata del Bagaglino (del resto Manlio Dovì e Kofi Annan sono due gocce d’acqua). Ma che dall’inutilità si passasse al “meglio che non eravate venuti” ce ne vuole.
Tale però sembra essere l’auspicio se si va a vedere un attimo -e solamente- uno dei capi d’imputazione che pendono sulle milizie Onu: quello di violenza sessuale e, nello specifico, quella sui bambini. Se ci fosse una graduatoria per i crimini la pedofilia sarebbe al primo posto, probabilmente seguita dagli abusi sulle donne, il traffico d’armi, la collusione coi criminali e l’omicidio. Oh, ma i Caschi Blu sono accusati di questo e altro! (I Caschi Blu non andranno all’inferno. Satana ha paura di essere violentato). Ma sono così terribili queste “forze di pace”, tanto da oscurare il buon lavoro di parte di loro? Non si può mai fare di tutta l’erba un fascio, naturalmente, ma in una spirale così contorta assegnare responsabilità e negligenze può risultare assai complicato (chi c’era? Chi non c’era? Chi ha fatto o non ha fatto cosa? Dove sono i miei tramezzini? Sono tutti interrogativi che resteranno senza risposta. A parte quello sui tramezzini. Eccoli qui). Però possiamo ricostruire una scaletta dei crimini più eclatanti (o quantomeno riconosciuti) di cui l’Onu si è indirettamente macchiata tramite i suoi soldati. Tutto questo ovviamente escludendo la soggettività dei giudizi che si possano dare al loro operato.
1991, Cambogia: abusi sessuali su minorenni.
1992-95, Somalia: qui avvennero alcuni dei fatti più gravi. Oltre a non essere riusciti a stabilizzare la situazione (i Caschi Blu abbandonarono il paese in mano alle bande che si contendevano il colpo di stato), si sono macchiati di omicidi e violenze, e parecchio scalpore fecero le foto di militari italiani (parà della ‘Folgore’) impegnati in attività di peacekeeping violentando donne somale. Il maresciallo Valerio Ercole venne processato per tortura (si divertiva ad applicare l’elettroshock ai testicoli delle vittime), ma assolto per prescrizione del reato (gli è andata bene, non aveva fatto in tempo a farsi eleggere tra le file di Forza Italia). Nel ‘94 verranno uccisi Ilaria Alpi e Miran Hrovatin. Dai bagagli di Ilaria Alpi sparirà anche una macchina fotografica che conteneva foto riprese durante le violenze.
1993. Kosovo: Caschi Blu ucraini ottengono favori sessuali in cambio di benzina, anche con i bambini.
1994. Mozambico: abusi sessuali su minorenni.
1998. Congo: donne seviziate sistematicamente e bambini abusati in cambio di cibo. Una stessa commissione investigativa dell’Onu riconoscerà i crimini commessi.
1999. Tribunale Internazionale: lo stupro di guerra diventa crimine contro l’umanità.
2001. Eritrea: soldati danesi e italiani organizzano orge con bambine tredicenni.
2002. Guinea, Liberia, Sierra Leone: denunce per molestie sessuali a carico dei Caschi Blu presenti nell’area.
E l’elenco potrebbe essere ancora lungo, dopo recenti denunce ad Haiti e ancora in Liberia.
Con questo non si vuole certo delegittimare il principio secondo cui le forze dell’Onu lavorano, ma è normale che siano i fatti a parlare. E i fatti parlano male, malissimo. Quindi la delegittimazione non arriva dalla denuncia, ma dall’aver commesso il fatto in sé. In altre parole, i Caschi Blu si sono pisciati sulle scarpe.
Concludo citando anche io (insieme a ‘La Comune‘* e a www.disinformazione.it, che mi hanno aiutato nella stesura del post) due film che possono essere visti a riguardo: il primo è ‘Calling the ghost: a story about rape, war and women’ di Mandy Jacobson, che descrive le violenze subite dalle donne durante l’occupazione militare del Kosovo (non so se sia disponibile in italiano). Il secondo è ‘L’incubo di Darwin’ di Hubert Sauber, un documentario sui rapporti fra i pesci persici e le armi occidentali nelle zone calde dell’Africa (sembra una battuta, ma è così. Guardare per credere…e capire cosa voglio dirvi. Suspence, gente!). Adesso vi saluto, che mi metto l’elmetto blu e mi tuffo in un asilo.
*‘La Comune’ è il quindicinale del movimento Socialismo Rivoluzionario. Anche se può sembrare propaganda, e io odio la propaganda, se avete la possibilità di acquistarlo fatelo perché è un bel giornale. Gli ideali possono non essere condivisi, ma la scelta dei temi trattati è a mio avviso molto interessante.
foto: www.nencinisport.it



July 16th, 2007 at 7:26 pm
E’ la solita questione delle divise, di qualunque genere, c’è chi le porta con onore e spirito di servizio e chi invece crede che quella divisa lo metta al di sopra di qualunque legge, rendendogli lecita qualunque porcheria…
July 17th, 2007 at 4:58 pm
AH! tana! hai citato addirittura la comune..bene bene..
ps:come vedi ogni tanto ti leggo
July 17th, 2007 at 9:10 pm
@ laura:
non avevo dubbi che lo facessi.
Anzi no, ce li avevo proprio.
Meglio averli fugati (però non ti aspettare sempre queste citazioni…)
July 18th, 2007 at 5:49 am
Un personaggio molto noto (prima di ammazzarsi era europarlamentare e volutamente non faccio il nome) si è ammazzato, secondo il parere del mio amico Erri De Luca, oltre che scrittore preferito, perchè aveva ceduto ai ricatti e alle insidie della politica, specie quella estera. Questa persona che si è tolta la vita, era probabilmente una delle persone più pacifiche di questa terra, un esempio di bontà e dedizione verso gli umani e non so se anche verso Dio. Direi una persona fortissima sul piano del “battagliamento” con i movimenti, con le coorporazioni, i comitati d’interesse, i partiti, la politica indifferente, ma così incline al dolore altrui da rimanere quasi inerme di fronte a tutto. Credette al’intervento della Nato e per questo diede il suo voto a favore di fronte alla catastrofe umana dell’ex Jugoslavia, per poi scoprire che fu più devastante della guerra stessa. Partì come un intervento di pace (all’inizio dicono sempre così, la variante è quella di Bush durante il discorso “all’apertura” della guerra in Iraq, disse: “Durerà poco!”) poi il carico di bombe che girava per i cieli del Kosovo, di Sarajevo, Srebrenica per piombare in tutta la sua deflagrazione scintillante e di carne umana bruciata, risultò in un attacco ulteriore alla popolazione civile. Un nuovo taglio in una cicatrice ancora sanguinolenta. Penso che le istituzioni più sono imperiose e immense, maggiore è il oro deposito d’ipocrisia. Per questo non credo ad un Europa fondata sull’economia.
Ciao tutt* MaTt