Colloqui randagi


May 2nd, 2007 - Saggiamente consigliato da Q

ringraziamenti.jpg

Oggi ci facciamo una chiacchierata con Andrea Cristofori, responsabile del settore randagismo della sede territoriale di Roma della LAV, a proposito dello sconosciuto e discusso canile di Colle Arpea (Rieti), ma vi conviene leggere perché ci saranno brutte sorprese, sorprese che hanno stupito persino me, che ho visto Mentana da vicino.

Ciao Andrea, sono venuto a pescarti alla sede nazionale della LAV, in via Piave 7 a Roma, sottraendoti per un po’ alla frenetica vita dell’Associazione per scambiarci qualche informazione.

Sigaretta?

Sì, grazie (accendono le rispettive sigarette). Allora, ci siamo sentiti tempo fa per parlare di questo canile, sito a Colle Arpea a Rieti, perché io, nonostante Rieti sia la mia città natale, non l’avevo mai sentito nominare. Poi facendo qualche ricerca ho anche scoperto che ha avuto diversi problemi. Mi sbaglio?

Assolutamente no. Il primo e forse più grave problema del canile di Colle Arpea è appunto la sua non-visibilità. Il Comune in questo è totalmente inadempiente.

Io ci vivo spesso e non ho mai visto un bando, un manifesto, un articolo di giornale…niente di niente. Posso anche sbagliarmi, ma se tu mi confermi che è così…

Per quanto riguarda il Comune di Rieti sì. Quello che non è stato compreso è che un canile è una struttura transitoria, dove i cani restano per un certo periodo e poi vengono adottati. Ma se nessuno sa dell’esistenza del canile, come fanno i cani a venire adottati? L’altro grande problema, per cui abbiamo anche due procedimenti penali in corso che ci vedono dalla parte dell’accusa, cioè della Procura che ha indagato il canile sotto nostra segnalazione (ma l’iniziativa è della Forestale di Rieti), è la gestione dello stesso. Il canile è una struttura privata convenzionata con i Comuni, i cani stessi sono di proprietà del Comune, ma il terreno su cui sorge il canile e le strutture che lo compongono sono di proprietà della Tecnovet srl, che si assume l’onere di mantenere i cani dei comuni per tramite di una convenzione. L’accusa che muoviamo noi è che sia stata rilasciata dal Comune su parere della ASL l’autorizzazione all’attività prima del completamento della stessa struttura. Ovvero la legge dispone che una volta terminata una struttura di ricovero per animali, la Asl effettui dei controlli per verificare l’idoneità strutturale-gestionale, e solo dopo venga rilasciata l’autorizzazione. In questo caso è stata rilasciata l’autorizzazione all’attività ed è stato introdotto un elevato numero di cani prima del completamento della stessa struttura.

C’è bisogno di formazione per lavorare in un canile?

Certamente. Bisogna saper trattare gli animali, soprattutto nei casi di esemplari particolarmente mordaci o aggressivi, che espongono quindi a seri pericoli l’incolumità dell’operatore stesso. Attualmente non possiamo sapere se gli impiegati di Colle Arpea, assunti dalla Tecnovet srl, abbiano questo tipo di formazione. In quasi tutte le realtà italiane i lavoratori sono spesso disoccupati in cerca o addirittura gente presa dalla strada, senza la minima preparazione. La Procura di Rieti,su nostra segnalazione, sta indagando per supposti reati ambientali e maltrattamento di animali. Ovviamente nessuno è colpevole fino a che non viene emessa una sentenza passata in giudicato, ma la nostra associazione per tramite dell’avvocato Viglione sta lottando da quasi due anni affinché venga accertata la verità in sede giudiziale. Ma anche qui c’è un nodo da sciogliere. L’Asl Veterinaria è l’ente preposto al rilascio delle autorizzazioni per lo sfruttamento di queste strutture, e che si occupa dei controlli igienico-sanitari nelle stesse. Ora quando qualcuno, come noi, segnala casi di violazioni di questo tipo alle autorità competenti (Procura, Polizia, Carabinieri ma anche la Forestale), queste si avvalgono per i sopralluoghi dell’aiuto delle Asl. Quindi come è facile capire la Asl si trova a dover dare un giudizio del proprio stesso operato, ed è prassi comune che questo venga riscontrato impeccabile. Faccio una precisazione: quando parlo in via sommaria, mi riferisco genericamente ai piccoli centri, poiché nelle grandi città il controllo è maggiore e situazioni di questa entità si verificano più raramente. Non a caso è successo che diversi Procure indagassero Comuni, Asl e privati come associazioni a delinquere.

Assurdo vero? Allora non perdete la seconda parte domani…

foto: www.adozionicani.it (il sito del canile di cui stiamo parlando, che vi invito a visitare ed aiutare)

Posted in INTERVISTE, INCHIESTE, ANIMALI |

  1. Il Satiro Saggio » Blog Archive » Comunicato stampa LAV del 20/07/2007 Says:

    […] Se non conoscete bene la vicenda, di cui questa è la continuazione, vi rimando all’intervista fatta dal Satiro ad Andrea Cristofori, responsabile del settore randagismo della Lav di Roma (prima e seconda parte). […]

  2. Il Satiro Saggio » Blog Archive » L’altra campana Says:

    […] Se seguite il Satiro Saggio, forse ricorderete la faccenda del canile di Colle Arpea, a Rieti. Avevamo iniziato con l’incontrare Andrea Cristofori, del settore randagismo della Lav di Roma (qui e qui), che ci aveva introdotti al problema. Poi con un comunicato della Lav avevamo seguito le vicende giudiziarie dello stesso, e adesso con quest’intervista al dott. Leonardo Capri, avvocato difensore del gestore del canile, cercheremo di chiarire quest’altra posizione. Sempre con saggezza, mi raccomando. […]

  3. Il Satiro Saggio » Blog Archive » Alcune cose importanti Says:

    […] Per maggiori informazioni riguardo le vicende del canile di Rieti visita la sezione “INCHIESTE” del blog, ed in particolare l’intervista ad Andrea Cristofori, responsabile randagismo della Lav di Roma (prima parte e seconda parte). […]

Leave a Comment

Please note: Comment moderation is enabled and may delay your comment. There is no need to resubmit your comment.