Fare le orecchie da magistrato
June 30th, 2008 - Saggiamente consigliato da Q

Un tempo si chiamava lodo Schifani, oggi si chiama “tutela della privacy dei cittadini innocenti” o qualche altra cazzata simile. E’ con questa banfa madornale che il Quarto Nano ci ha appioppato il suo nuovo “coso” legge, chiamatelo come preferite, tanto qui in mezza giornata si passa dal decreto legge al disegno di legge, quando -per fortuna- ci si accorge che dare dell’emergenza al provvedimento sulle intercettazioni puzza di incostituzionalità tanto quanto l’alito di Ghedini puzza del culo di Berlusconi. Alfano è stato uno dei primi ad accorgersi dell’assurdità, ed anche se in mezzo Governo si diceva di non sapere nulla a riguardo alla fine il mite quesito del presidente della Repubblica ha allargato il giro che è costretta a fare questa nuova, fantomatica legge.
Le argomentazioni usate per la sua promozione sono state le più disparate, ma su tutte batteva lo zoccolo duro della privacy dei cittadini innocenti, con Alfano che sproloquiava un “gran parte del Paese è sotto controllo” (45mila decreti di ascolto contro 3 milioni di processi, una bazzecola! In Italia non ci sono troppe intercettazioni, ci sono troppi criminali) e Berlusconi che insisteva nel dire che era una legge voluta dai cittadini, per i cittadini. Certo, per tutti quei cittadini che intendono scalare il Corriere della Sera. Più fiducioso Cicchitto, le cui parole hanno lasciato trasparire una certa trasversalità fra gli schieramenti, ricordando che anche tanti importanti figuri della sinistra sono stati pescati con le mani nella marmellata grazie proprio alle intercettazioni giudiziarie.
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