Le ragazze più belle dell’Est
January 31st, 2007 - Saggiamente consigliato da Q

‘Le ragazze più belle dell’Est’ è il calendario più cool di quest’anno. Non perché sia particolarmente bello, ma perché dopo tutto lo scandalo sulla prostituzione proveniente dall’Est europeo che c’è stato, qualcuno ha ancora il coraggio di svilire così donne che già godono di poche simpatie nel nostro Paese.
L’ho seguita a lungo quest’ondata di inchieste sulle ‘nuove schiave’, come piace tanto ai giornali (che trovano una parola e ci si gonfiano la bocca fino a scoppiare, tutti a galoppare sulla stessa onda), sia perché è una pratica che mi è particolarmente invisa, sia perché con essa ho visto nuove punte di bassezza giornalistica.
Sia chiaro, non c’è nulla di male nel fare inchieste sulla prostituzione, anche tutti insieme (’Il mucchio selvaggio’ non è solo un giornale, ma è l’insieme dei giornali italiani…cazzo), ma si deve aspettare che una di queste denunci i suoi papponi per poi gettarcisi tutti come sciacalli? La prostituzione è un problema che è sempre esistito, ed è sempre presente.
Infatti qual è stato il bilancio di tutto questo lavoro? Inserti del Messaggero, copertine dell’Espresso e di Panorama gemellate, Gatti travestito da battona senegalese…tutto questo per dire cosa? Che sulla Salaria a Roma e a viale Buenos Aires a Milano ci sono le peripatetiche su strada. E ci serviva il tesserino dell’Odg? Chiunque, semplicemente uscendo in macchina e percorrendo queste strade, avrebbe potuto accorgersene in qualunque momento della giornata. Quindi queste ‘inchieste’ potevano essere fatte in qualunque momento, usate come cavallo di battaglia imperituramente, senza aspettare che diventasse ‘la notizia del momento’.
La prostituzione è un problema grave, e va affrontato con costanza. La stessa Polizia non riesce ad arginare il fenomeno. Perché il problema non sta nella denuncia, ma nella scoperta dell’origine delle cause e nella cancellazione di queste. Come ci ricorda Rodotà, se si lascia alla tecnologia il compito di vigilare, si perde il contatto ‘umano’ con chi commette il crimine e ci si limita solo alla repressione postuma. Nella maggior parte dei casi i crimini vengono solo ’spostati’ (dove non ci sono telecamere), mai prevenuti o impediti (non c’è più il vigilante che tempestivamente interviene), e soprattutto ci si concentra solo sul momento dell’arresto, senza mettersi troppo a vedere cosa c’è ‘dietro’ tutto questo.
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