Le Brevi! 29/05/2010


May 29th, 2010 - Saggiamente consigliato da Q

Il Papa a Fatima. Delusione dei suoi accompagnatori alla notizia che i pastorelli siano ormai morti.
“Il vero nemico è il peccato” ha detto il Papa riguardo lo scandalo pedofilia nella chiesa “infatti è un peccato che ci abbiano scoperti”.

L’angolino delle segnalazioni.
Tempi di vacche magre per Le Brevi, nonostante la gran quantità di materiale. E’ che mi sto concentrando sulla preparazione di uno spettacolo satirico, quindi finché non avrò finito per il Satiro non rimane moltissima roba, giusto qualche boccone.
Ma non temete! Torneranno i fasti di quando…quando abbiamo avuto dei fasti?

Tolto ciò, allego al post un volantino, scaricatelo!
E’ del prossimo convegno nazionale di StopRazzismo, che si terrà a Roma il 19 ed il 20 giugno prossimi, al Teatro Saffi in via dei Sabelli.
Trovate tutte le informazioni ed il programma nel volantino, è per questo ce vi ho detto di scaricarlo.
Mica sono scemo.

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Razzistissimi 2010


May 23rd, 2010 - Saggiamente consigliato da Q

Ricevo e pubblico da Alfred Breitman dell’EveryOne Group:

Milano, 21 maggio 2010. E’ stato approvato al Consiglio dei Ministri il “permesso di soggiorno a punti”. Con i “punti” da assegnare e togliere agli immigrati, come facevano alcuni negrieri con gli schiavi delle piantagioni di cotone, l’Italia tocca il fondo della xenofobia. La scusa per emanare tale aborto è stata: “E’ uno strumento che esiste già in Canada”. Non è vero, perché il soggiorno a punti canadese, elaborato dal team del ministro per l’Immigrazione Jason Kenney dopo aver ascoltato le opinioni di tutte le ong e degli specialisti nei fenomeni dell’immigrazione e della convivenza fra etnie ospitanti e migranti, è un sistema che aiuta l’immigrato a inserirsi positivamente presso la comunità ospitante, apprendendone le leggi, le usanze, la Storia, la cultura e le caratteristiche. Il welfare canadese funziona come un orologio e chi entra nello Stato si trova davanti un percorso che lo può condurre a una piena integrazione e anche a raggiungere posizioni di grande prestigio e responsabilità. Chi invece fa fatica a comprendere il nuovo tessuto sociale, viene seguito e sostenuto; in particolare i bambini e l’uinità dela famiglia sono in cima al novero delle attenzioni da parte delle Istituzioni. In Italia avviene il contrario e manca completamente un sistema di welfare, sostituito dalla demagogia intollerante, come se i programmi di integrazione togliessero qualcosa alla cittadinanza. Il percorso a punti diventa quindi un micidiale calvario e a ogni “stazione” il migrante si trova a temere di perdere ogni diritto. Qui da noi tutto è ostile, per lo straniero. Mentre una Direttiva europea fissa a dieci anni il periodo massimo di permanenza in uno Stato per ottenere la cittadinanza, per esempio, da noi i dieci anni devono essere di residenza e le autorità controllano che tale periodo sia trascorso esaminando i certificati storici di residenza, senza tenere conto che per uno straniero, specie se povero, è quasi impossibile avere sempre casa con regolare contratto, lavoro con regolare assunzione, tessera sanitaria ecc. Ma anche nel caso miracoloso che i dieci anni siano dimostrabili, dal momento della domanda, che si può presentare solo allo scadere del decimo anno di residenza, all’accettazione della stessa passano altri quattro anni. Se si considera che durante il primo anno di permanenza nessuno ottiene la residenza, occorrono minimo 15 anni, in Italia e da nessun altra parte nel mondo, per avere la cittadinanza. Per non parlare del permesso di soggiorno, il cui rinnovo è sempre una tappa tragica per l’immigrato. Basta perdere il lavoro o non riuscire a trovare casa con affitto regolare (per gli stranieri l’abitabilità è quasi una chimera e i requisiti richiesti scoraggiano i proprietari dall’affittare loro gli appartamenti) per diventare in un amen “clandestini” e quindi, in basa alla Legge 194, criminali, soggetti a retate, arresto, detenzione fino a sei mesi nei Cie (carceri-lager per immigrati) ed espulsione.

Ma torniamo ai “punti”, che in Italia sono veri e propri “punti-vita”, come nei giochi di ruolo e nei videogame. Qualcuno spieghi in base a quale criterio il migrante può essere punito in misura gravissima (l’espulsione lo condurrà in un Paese da cui è già fuggito, quasi sempre a causa di un’emergenza umanitaria; contemporaneamente, i suoi familiari resteranno soli in Italia, esposti a qualsiasi pericolo) in base a un regolamento che non dovrebbe avere valore giuridico? Per punire le colpe ci sono già le leggi dello Stato e i tribunali: togliere ulteriori “punti-vita” diventa una condanna la cui natura sfugge al buon senso, una condanna senza diritto alla difesa e senza giudice. Inoltre, mettere nelle mani di insegnanti di lingue (magari leghisti), vigili urbani, forza pubblica e chissà chi altri il destino di uomini, donne e bambini è una grave violazione della Costituzione e delle Carte sui diritti fondamentali. Ma vi è una cosa che va ripetuta e sottolineata mille volte: chi viene punito fino a ritrovarsi a zero punti, viene espulso e il provvedimento colpisce anche i figli (che restano senza sostegno o sono costretti a tornare in Paesi dove esiste crisi), la moglie (o il marito), le persone per cui lo straniero lavora (si pensi a una badante). Quando mogli e figli restano in Italia da soli, rimangono loro la prostituzione o la schiavitù per sopravvivere. A questo proposito, i casi di donne costrette a “prestazioni speciali” in cambio di assunzione (o di una casa con regolare contratto di affitto) sono ormai la regola, visto che il permesso di soggiorno è diventato vitale. La legislazione e i provvedimenti riguardanti l’immigrazione in Italia sono folli. Il soggiorno a punti è solo l’ultima sadica e scriteriata invenzione di un potere xenofobo, dettato nelle sue linee da puro odio razziale e da cancellare, prima che qualcuno, irresponsabilmente, lo prenda a modello fuori dall’Italia. La legge 194 sull’immigrazione sta producendo a propria volta effetti devastanti; persone lungosoggiornanti -protette da una Direttiva europea contro la discriminazione - vengono imprigionate nei terribili Cie ed espulse se perdono il permesso di soggiorno, magari dopo vent’anni che vivono qui (è successo). Certo, un giorno l’Italia si vergognerà di ciò che ora accade, ma sarebbe tempo di vergognarsi e fare qualcosa adesso, avvalendosi, per creare leggi giuste e rispettose della dignità e della vita di tutti, del patrimonio di esperienza di cui dispongono gli specialisti nel campo dei Diritti Umani, gli studiosi dell’immigrazione, del razzismo e dei fenomeni persecutori, nonché gli operatori umanitari.

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L’Italia è il paese che ano


April 25th, 2010 - Saggiamente consigliato da Q

In questa importante giornata per il nostro Paese, volevo celebrare con un paio di articoli inviatimi dall’EveryOne Group per ricordarci che il fascismo ormai è molto, molto lontano dalla nostra politica.

Cernusco sul Naviglio, 12 aprile 2010. In Italia, dopo l’approvazione della legge razziale nota come “pacchetto sicurezza”, sono sempre più frequenti i casi di esseri umani respinti da ospedali e medici perché “clandestini” o con la tessera sanitaria scaduta. A Cernusco sul Naviglio è morta il 3 marzo scorso una bambina di origine nigeriana, che aveva appena 13 mesi. Giunta al pronto soccorso in piena notte, gravemente sofferente e in preda ad attacchi di vomito, è stata dimessa senza nessuna visita. Il referto riporta poche parole: “Buone condizioni generali”. Una volta fuori, le sue condizioni sono peggiorate e la famiglia l’ha ricondotta al pronto soccorso, dove però non è stata neanche visitata dai medici di turno perché il padre, Tommy Odiase, aveva la tessera sanitaria scaduta. “Non possiamo visitarla né ricoverarla,” hanno spiegato i sanitari. La famiglia, distrutta dal dolore, ha presentato una denuncia a carico dell’ospedale, per omicidio colposo ed è seguita dall’avvocato Marco Martinelli. “E’ importante che si faccia giustizia, anche se in questi casi, che non sono rari,” commenta il Gruppo EveryOne, “le strutture sanitarie italiane mettono in moto i loro uffici legali, cercando ogni cavillo per smentire le dichiarazioni delle vittime o addirittura capovolgere la realtà, all’unico fine di uscire ’senza macchia’ di fronte al ministero della Sanità, che li finanzia. Noi stessi ci siamo trovati di fronte a casi drammatici di mancata assistenza, ricevendo smentite e intimidazioni da parte degli ospedali. Rimane una tragedia dolorosissima, la morte di un altro essere umano innocente a causa delle leggi razziali che esistono in Italia e di cui sono responsabili le Istituzioni che le hanno emanate, i partiti di opposizione che non le hanno combattute, la stampa che ne ha censurato la natura criminale, anticostituzionale e antidemocratica e tutti coloro che partecipano attivamente o con la loro delazione alle operazioni di persecuzione etnica in corso da alcuni anni nel nostro paese”.

Udine, 14 aprile 2010. La settimana scorsa è morta a Udine, presso l’ospedale Santa Maria della Misericordia, una neonata, i cui genitori sono musulmani. E’ stata sepolta al camposanto di Paderno, nell’area riservata ai defunti di fede islamica: 200 fosse orientate sull’asse nordest-sudovest, in direzione della Mecca. Subito dopo la cerimonia, i rappresentanti della Lega Nord e del Pdl - sedicenti portavoce di tutti i cristiani di Udine - hanno protestato: secondo loro la sepoltura della piccola sarebbe “irrispettosa dei sentimenti più intimi della maggioranza della popolazione”. E’ prevista sabato prossimo una macabra iniziativa della Lega ovvero una raccolta firme contro la tumulazione della neonata (secondo alcuni, chiederanno di disseppellire il suo corpicino per interrarlo altrove) e per chiedere al comune di eliminare dal cimitero l’area destinata ai morti di religione musulmana. Già nei mesi scorsi la decisione del Comune di riservare un’area del cimitero ai musulmani, come avviene in tutte le città dell’Unione europea, aveva provocato le proteste della Lega, che aveva raccolto 1.700 firme e promosso una fiaccolata contro la concessione dello spazio cimiteriale. 

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Appello per i Rom di Pesaro


November 16th, 2009 - Saggiamente consigliato da Q

Ricevo e pubblico dall’EveryOne Group:

Pesaro, 16 novembre 2009. A Pesaro, con un blitz orchestrato da Comune e Prefettura, decine di agenti di forza pubblica e poliziotti municipali hanno evacuato in data odierna l’edificio di via Solferino in cui erano rifugiati circa 30 Rom romeni, fra cui malati di patologie gravissime, in cura presso l’Ospedale San Salvatore. Nessuna assistenza è stata fornita, se non da alcuni cittadini che non hanno perso la loro umanità. Si sono perse le tracce di alcune persone, che si sono allontanate in preda al panico e alla disperazione. Sono state allertate le strutture sanitarie dopo che gli individui più deboli hanno subito malesseri dovuti al maltempo e alla tensione. Il Gruppo EveryOne sta cercando di identificare soluzione alternative per accoglienza urgente, prima che scenda il gelo notturno, che metterebbe in serio pericolo di vita i malati di tumori (fra cui Mia Copalea, in condizioni gravissime) e i pazienti cardiopatici. E’ una lotta disperata contro il tempo e ricordiamo che durante il precedente sgombero di via Fermo, sempre a Pesaro, si sono registrate vittime.

L’Ospedale San Salvatore ha offerto supporto sanitario ai casi gravi, mentre alcuni cittadini stanno organizzandosi per fornire agli sfollati coperte e viveri (ed eventualmente identificare un terreno, anche agricolo, su cui creare un accampamento di soccorso). Alcuni parlamentari si stanno mobilitando perché non si aggiungano abusi agli abusi, ma la priorità è un piano di soccorso urgente, a cui chiamiamo le componenti antirazziste di Pesaro (e non solo). Stiamo allertando Istituzioni nazionali ed europee, Commissario ONU per i Diritti Umani, Corte europea dei Diritti Umani, Corte Internazionale de L’Aja. Tuttavia le loro posizioni richiedono tempo, tempo che la comunità Rom di Pesaro, in condizioni tragiche dopo i molti eventi persecutori, non ha. Chiunque abbia idee o volontà di partecipare all’azione urgente di soccorso, ci contatti senza indugi.

Roberto Malini, Matteo Pegoraro, Dario Picciau - Gruppo EveryOne

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L’ubiquità del potere


November 15th, 2009 - Saggiamente consigliato da Q

<meta name="GENERATOR" content="OpenOffice.org 2.4 (Win32)" /><style type="text/css"> <!-- @page { size: 21cm 29.7cm; margin: 2cm } P { margin-bottom: 0.21cm } --> </style></p> <p style="margin-bottom: 0.5cm"><img id="image586" alt="20091111_casilino_900.jpg" src="http://ilsatirosaggio.com/wp-content/uploads/2009/11/20091111_casilino_900.jpg" /><br /> <a target="_blank" href="http://www.leggonline.it/articolo.php?id=33849"><em>fonte della foto</em></a></p> <p style="margin-bottom: 0.5cm">Stavo guardando il faccione sorridente di Alemanno al Tg2, e mi è venuta in mente una riflessione sull’ubiquità del potere. Il potere è ubiquitario: tu sei in un posto e lui agisce per te e tramite te in un altro. Nel particolare di questo post, mi riferisco al sorriso di Alemanno fasciato di tricolore all’inaugurazione dell’ultima tratta ad alta velocità delle FS fra Roma e Napoli (potere <em>rappresentativo</em>) e lo sgombero del Casilino 700 in atto negli stessi momenti, fra fasi alterne (potere <em>esecutivo</em>), di cui parleremo immediatamente.<br /> Mercoledì 11 novembre scorso, quasi in sordina mediatica, all’alba ruspe e forze dell’ordine hanno circondato e invaso il campo Rom Casilino 700, adiacente il parco di Centocelle, con l’ordine di sgomberarlo, nonostante il percorso di necessaria trasparenza e condivisione nella soluzione di questa emergenza invocato dalla prefettura di Roma durante un tavolo di discussione con i Blocchi Precari Metropolitani nel giugno scorso.<br /> La scena è stata ripresa dal Tg3.<br /> Immediato è scattato l’allarme di gruppi di attivisti, ma anche della Croce Rossa (che nella persona del dottor Squicciarini ha allestito un alloggio di fortuna per 150 persone nell’ex deposito Heineken di via Gordiani), per una situazione che una lettera di Roberto Malini dell’EveryOne Group (allegata a questo post in .pdf) descrive cupamente ma efficacemente, senza risparmio di metafore.<br /> Si invoca così l’intervento dell’Unione Europea per il rispetto dei diritti fondamentali di queste persone, private della loro seppur precaria dimora con l’alternativa del rimpatrio “volontario”, della deportazione nei Cie oppure, per donne e bambini, di una non ben precisata assistenza in luoghi di ricovero (proposta che non viene fatta agli uomini, per cui separarsi dalla moglie è impossibile, secondo le leggi e le usanze dei Rom).<br /> Circa 500 Rom sono stati evacuati, alcuni dandosi “alla macchia”, altri sottostando alle alternative di cui sopra. Si segnalano fra di loro anche diversi malati gravi, con cardiopatie e tumori, e donne incinte.</p> <p style="margin-bottom: 0.5cm">Tutto questo avveniva mercoledì.<br /> Giovedì lo sgombero anche da via dei Gordiani: alle 9 del mattino dei blindati circondano l’area e cominciano la schedatura. Le alternative sono le stesse, per chi non accetta la strada: quella di Roma senza riparo o quella della Romania senza assistenza.<br /> Durante l’operazione è stato negato l’accesso a stampa, interpreti e mediatori culturali. Difficoltà sono state riscontrate anche dalla preside dell’Iqbal Masih, Simonetta Salacone, nel reperire informazioni riguardo la posizione e lo stato dei genitori dei bambini in quel momento a scuola.<br /> Alla protesta si aggiunge anche Amnesty International, mentre si annuncia per la mattina di venerdì 13 una conferenza stampa dei Blocchi Precari Metropolitani (che segnalano un altro sgombero a Montesacro, a danno di studenti e precari che occupavano uno stabile) presso la sede del Municipio VII, cui parteciperanno, oltre la già citata Simonetta Salacone, il vice-presidente del Municipio VI e gli assessori regionali Anna Pizzo e Luigi Nieri (di cui spero di riuscire a darvi notizia).<br /> Tutto questo mentre il sindaco Alemanno, alla stazione di Roma Termini, sorrideva.</p> <p style="margin-bottom: 0.5cm"><strong><a target="_blank" href="http://ilsatirosaggio.com/wp-content/uploads/2009/11/malini_casilino700.pdf">Lettera di Roberto Malini dell’EveryOne Group</a></strong></p> </div> <p class="info">Posted in <a href="http://ilsatirosaggio.com/?cat=59" title="View all posts in ANTIRAZ" rel="category tag">ANTIRAZ</a> <strong>|</strong> <a href="http://ilsatirosaggio.com/?p=587#respond" title="Comment on L’ubiquità del potere">No Comments »</a></p> </div> <div class="post" id="post-567"> <h3><a href="http://ilsatirosaggio.com/?p=567" rel="bookmark" title="Permanent Link to Operazione “Repeller”">Operazione “Repeller”</a></h3> <hr> <p> <small style="color:#406000;"><b>May 6th, 2009</b> - Saggiamente consigliato da Q </small> </p> <div class="entry"> <p><img id="image566" alt="4605925500400200825.png" src="http://ilsatirosaggio.com/wp-content/uploads/2009/05/4605925500400200825.png" /></p> <p><em>Ricevo e pubblico da Roberto Malini dell’<a target="_blank" href="http://www.everyonegroup.com/it/EveryOne/MainPage/MainPage.html">Everyone Group</a>:</em></p> <p style="margin-bottom: 0.5cm">“Nonostante sia una priorità dell’Unione europea l’integrazione del popolo Rom e il rispetto della sua dignità e dei suoi diritti fondamentali, ecco come la città di Milano si appresta a spendere i fondi concessi dal governo per risolvere la cosiddetta “emergenza nomadi”, emergenza che in realtà è già stata risolta attraverso una persecuzione che ha allontanato coattivamente dalla città il 90% delle famiglie che vi si erano rifugiate negli ultimi vent’anni, provenendo da Paesi membri dell’Ue. Dieci milioni di euro, che basterebbero a risolvere in toto la tragedia umanitaria che colpisce i Rom a Milano - attraverso l’avvio di un piano urgente di assistenza/inserimento scuola e lavoro/alloggi agevolati - saranno invece spesi per “mettere in sicurezza” i pochi campi-ghetto (in cui vigono leggi razziali definite “Patti di legalità”) e ad installare cancellate e protezioni in tutte le aree dismesse comunale e in quelle private (addebitando poi i costi dell’operazione ai proprietari di tali aree). Si tratta di un’operazione aberrante, che non trova precedenti nei Paesi civili e democratici, perché presuppone che le persone indigenti e perseguitate non possano in alcun modo rifugiarsi sotto un tetto o un ponte, neanche se anziano, malato o con bambini in tenera età. Le componenti “di sinistra” approvano il progetto meneghino, suggerendo di utilizzare, però, gli edifici dismessi per ospitare scuole e spazi sociali. Neanche loro - ma ormai, in quanto a xenofobia e odio razziale, che differenza c’è fra amministratori di “sinistra” o di destra? - ravvisano elementi di turpitudine nell’Operazione Repeller che Milano si appresta ad avviare.</p> <p style="margin-bottom: 0.5cm"> <a href="http://ilsatirosaggio.com/?p=567#more-567">Continua a leggere questo post »</a> </p> </div> <p class="info">Posted in <a href="http://ilsatirosaggio.com/?cat=59" title="View all posts in ANTIRAZ" rel="category tag">ANTIRAZ</a> <strong>|</strong> <a href="http://ilsatirosaggio.com/?p=567#respond" title="Comment on Operazione “Repeller”">No Comments »</a></p> </div> <div class="post" id="post-563"> <h3><a href="http://ilsatirosaggio.com/?p=563" rel="bookmark" title="Permanent Link to Lettere dall’antirazzismo">Lettere dall’antirazzismo</a></h3> <hr> <p> <small style="color:#406000;"><b>April 30th, 2009</b> - Saggiamente consigliato da Q </small> </p> <div class="entry"> <p style="text-indent: 0.32cm; margin-bottom: 0.5cm"><em>Riceviamo e pubblichiamo due diverse lettere di sensibilizzazione, da due diverse città italiane che si trovano sul fronte dell’antirazzismo: Milano e Rieti. Seguono:</em></p> <p style="text-indent: 0.32cm; margin-bottom: 0.5cm">“Mercoledì 22 aprile a Milano si è svolta una manifestazione di profughi e richiedenti asilo.<br /> Alcune centinaia di profughi tra cui più di 30 donne e bambini del Corno d’Africa (Eritrea, Somalia, Etiopia, Darfur), si sono uniti per far vivere le loro ragioni e per farle conoscere, di fronte all’indifferenza della giunta comunale, e delle altre istituzioni.<br /> Alla fine della manifestazione (che al contrario di quanto riportano molti quotidiani nazionali era regolarmente autorizzata dalla Questura di Milano) che si è svolta fra porta Venezia, luogo simbolo dei rifugiati di Milano, e San Babila c’è stato un incontro con il rappresentante della Commissione Europea a Milano, che si è impegnato a relazionare sulla questione il Commissario Europeo competente e a prendere contatti con il Comune di Milano e il rappresentante dell’Alto Commissariato dell’Onu per i rifugiati.<br /> I profughi chiedono una soluzione dignitosa che possa loro consentire di costruirsi una vita in questo paese: con la proposta del Comune di Milano che riguarda posti letto nei dormitori pubblici l’amministrazione Moratti non fa che prendere in giro ormai da anni i profughi. I dormitori sono un’ospitalità per 6 mesi in una struttura che chiude alle 8.00 la mattina e riapre alle 20.00, con nessuna possibilità per chi spesso fugge da guerre e persecuzioni, di costruirsi una vita.<br /> Il Comune ha preso in giro i fratelli e le sorelle profughe per troppo tempo: dopo mesi di dormitori, ci si ritrova nuovamente a vivere per strada.<br /> L’unica soluzione possibile quindi è una condizione abitativa differente che permetta loro di avere la residenza e quindi poter trovare un lavoro (senza residenza ciò è impossibile!).<br /> L’Associazione antirazzista e interetnica “3 febbraio” fa appello a tutti gli antirazzisti, a tutte le associazioni, agli immigrati che provano sulla loro pelle tutti i giorni l’arroganza di queste istituzioni, ai giornalisti onesti per costruire un processo unitario di solidarietà che possa portare ad soluzione positiva per la vita di questi fratelli e sorelle e far conformare e crescere un movimento solidale, contro il razzismo alimentato dalle istituzioni, per una vera e umana accoglienza”.<em><br /> firmato: Associazione antirazzista ed interetnica “3febbraio”</em></p> <p style="text-indent: 0.32cm; margin-bottom: 0.5cm"> <a href="http://ilsatirosaggio.com/?p=563#more-563">Continua a leggere questo post »</a> </p> </div> <p class="info">Posted in <a href="http://ilsatirosaggio.com/?cat=59" title="View all posts in ANTIRAZ" rel="category tag">ANTIRAZ</a> <strong>|</strong> <a href="http://ilsatirosaggio.com/?p=563#respond" title="Comment on Lettere dall’antirazzismo">No Comments »</a></p> </div> <div class="post" id="post-498"> <h3><a href="http://ilsatirosaggio.com/?p=498" rel="bookmark" title="Permanent Link to Lessico del razzismo democratico">Lessico del razzismo democratico</a></h3> <hr> <p> <small style="color:#406000;"><b>September 25th, 2008</b> - Saggiamente consigliato da Q </small> </p> <div class="entry"> <p><meta http-equiv="CONTENT-TYPE" content="text/html; charset=utf-8" /><title /><meta name="GENERATOR" content="OpenOffice.org 2.4 (Win32)" /><meta name="CREATED" content="0;0" /><meta name="CHANGED" content="0;0" /><style type="text/css"> <!-- @page { size: 21cm 29.7cm; margin: 2cm } P { margin-bottom: 0.21cm } --> </style></p> <p style="margin-bottom: 0.5cm; font-style: normal"><img id="image497" alt="libro_faso.jpg" src="http://ilsatirosaggio.com/wp-content/uploads/2008/09/libro_faso.jpg" /></p> <p style="margin-bottom: 0.5cm"><em>“..quello che volevo dire, è che questo libro, se uno lo legge, cambia il suo modo di parlare”.</em></p> <p style="margin-bottom: 0.5cm">La frase conclusiva della prefazione di Paolo Nori al volume di Giuseppe Faso “Lessico del razzismo democratico. Le parole che escludono” (DeriveApprodi 2008) è quella che migliormente rispecchia l’animo del libro. Non nella volontà di imporre al lettore di parlare più “pulito” (cosa che al lettore sensibile verrà spontanea già dalle prime pagine), ma di mostrare come termini da noi spesso usati ed abusati abbiano non solo una etimologia linguistica, come di consueto, ma anche un’ etimologia “sociale” che si affianca ed accompagna a quest’ultima, e che spesso si trova a generare mostri.<br /> Mostri contro cui l’autore muove in accusa già dal titolo: “Le parole che escludono”. E’ questa infatti la riflessione su cui si ferma Giuseppe Faso, lemma dopo lemma, nel suo volumetto: quanto parole ordinarie sparate all’impazzata dai media che ci circondano in realtà siano discriminanti tanto quanto alcuni odiosi comportamenti che in gran parte ci troviamo a condannare, spesso senza comprendere quanto la sfaccettata ideologia del razzismo sia invece radicata nelle nostre abitudini, quantomeno, comunicative.</p> <p style="margin-bottom: 0.5cm"> <a href="http://ilsatirosaggio.com/?p=498#more-498">Continua a leggere questo post »</a> </p> </div> <p class="info">Posted in <a href="http://ilsatirosaggio.com/?cat=29" title="View all posts in LETTERATURA" rel="category tag">LETTERATURA</a>, <a href="http://ilsatirosaggio.com/?cat=59" title="View all posts in ANTIRAZ" rel="category tag">ANTIRAZ</a> <strong>|</strong> <a href="http://ilsatirosaggio.com/?p=498#respond" title="Comment on Lessico del razzismo democratico">No Comments »</a></p> </div> <p align="center"><a 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name="poll_aid" /> Assolutamente no, è una violazione della volontà referendaria del popolo italiano. </label> </li> <li> <label for="choice_129"> <input type="radio" id="choice_129" value="129" name="poll_aid" /> Assolutamente no, è troppo rischioso ed economicamente sconveniente. </label> </li> <li> <label for="choice_130"> <input type="radio" id="choice_130" value="130" name="poll_aid" /> No, meglio investire da subito sul potenziamento delle centrali ad energia rinnovabile. </label> </li> </ul> <p><input type="hidden" id="poll_id" name="poll_id" value="15" /><input type="submit" name="vote" value="Vote" /></p> <p> <a id="view-results" href="/?cat=59&jal_no_js=true&poll_id=15">View Results</a> </p> </div> </form> </div><div class="column"> <h3>Appoggiamo</h3> <p><A href=" http://web.nientescuse.it/nientescuse/index.html"> <img src="http://files.splinder.com/c9466ca3a1c95406c52baff784a5a789.gif"></img> </A> </p> <p> <a href="http://www.themeatrix.com/"><img 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