November 24th, 2008 - Saggiamente consigliato da Q

Questo non vuole essere un post sui massimi sistemi dello spettacolo e/o della satira in Italia, non ho il tipo di competenza né di esperienza richieste per questo genere di cose.
Quello che dirò lo dirò solo da semplice “fruitore” del prodotto satirico, da mero conoscitore e da vile auspicatore di una dittatura basata su tragedia+tempo.
Ho seguito, come spero molti di voi, tutta la faccenda che ha riguardato Sabina Guzzanti e quanto detto in piazza contro papa&co., e vi ho trovato, come spesso accade, i soliti elementi di sensazionalismo da parte dei media, di ghettizzazione mascherata da tutela delle libertà da parte della politica, senza una particolare distinzione di frangia (anche se questo tipo di ragionamento sembra in questa legislazione particolarmente caro al Pdl), come sta accadendo ad esempio -la butto lì- riguardo al ddl Levi-Prodi resuscitato in questi giorni, che opportunamente modificato per tutelare le libertà dei blogger si trasforma comunque in uno strumento di possibile censopaura -ma di questo parleremo un’altra volta, se ancora si potrà.
Dopo di ciò ho seguito anche la schermaglia col mi…min…minist…con la Carfagna, insomma, e vi ho trovato [copincollate da sopra].
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October 6th, 2008 - Saggiamente consigliato da Q

Gianfranco Rotondi nasce ad Avellino il 25 luglio 1960, da padre ignoto. Alcuni suoi vicini sospettano sia figlio illegittimo dello stesso Craxy, che lo avrebbe rifiutato perché irritato dalla sua espressione facciale.
Appena nato Rotondi non viene schiaffeggiato dal ginecologo, ma preso a pugni nello stomaco mentre due infermieri lo tengono fermo. Questa curiosa abitudine, che molti manifesteranno nei suoi confronti in futuro, si dice sia dovuta alla sua particolarmente irritante quanto immutabile espressione facciale, la quale pare non cambi nemmeno nei momenti di maggiore travaglio psicologico del politico.
Fin da piccolo, appena impara a parlare, enuncia quali saranno i punti caldi della sua strategia politica: “Questo latte è troppo caldo, mamma. Se Prodi fosse coerente col suo programma, si dimetterebbe”, slogan usato durante tutto l’ultimo governo Prodi, fino a provocarne la caduta (dovuta, sembrerebbe, alla sua decisamente irritante espressione facciale).
Comincia la carriera politica in tenera età, quando diventa capoclasse alle elementari. Picchiato con disarmante regolarità dai bulli della scuola perché irritati dalla sua espressione facciale, Rotondi decide di scalare la vetta della sua classe per poter migliorare la propria posizione. Ma fare la spia per le maestre non sortisce l’effetto sperato, e Rotondi comincia a venir malmenato anche dai compagni che finora evitavano di farlo, non perché non irritati dalla sua espressione facciale, ma perché troppo educati per abbandonarsi a simili barbari espedienti di espressione di disagio.
L’Università invece sarà per Rotondi un periodo tranquillo e ricco di promesse: infatti non vi si iscrive.
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January 29th, 2008 - Saggiamente consigliato da Q

L’hanno chiesto a tutti.
Marini ha detto che ha già un lavoro.
Prodi vuol fare solo il nonno.
Letta ha fatto il vago.
Io ho una reputazione da difendere.
Non si sa a chi girare questa patata incandescente. Veltroni glissa eroicamente, e noi nel frattempo siamo senza governo. Oggi sono uscito di casa e ne ho verificato gli effetti: il sole splende, i bambini ridono, le coppiette si tengono per mano. Non possiamo sopravvivere a lungo a quest’ondata di serenità.
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September 3rd, 2007 - Saggiamente consigliato da Q

Quando Groucho Marx scrisse in un articolo che era “dispiaciuto per sua moglie”, sono sicuro che fosse sincero.
Era una persona impossibile, e se ne rendeva perfettamene conto, ma era completamente inquadrato nella sua natura da non poter essere altrimenti. Non riusciva a trattenere il suo umorismo -né la sua linguaccia- e non poche volte rischiò di finire in galera per questo, non fosse stato che l’assurdità delle sue reazioni alla fine portava le autorità a demordere e lasciarlo andare, sempre senza sapere chi fosse in realtà.
Groucho amava infatti usare sempre degli pseudonimi, e in genere si presentava come “il signor Jackson e famiglia” a chi non lo riconosceva e, dal 1937 in poi, anno di uscita del film “A day at the races”, cambiò il suo pseudonimo preferito in “Dr. Hackenbush”, che era poi il personaggio da lui interpretato nel film.
Vivere con lui, come dicevamo, non era facile, anche per questo motivo. La sua prima moglie -nonché la più “resistente”, ben 21 anni- Ruth veniva come lui dalla strada, ma a differenza di suo marito non le sarebbe dispiaciuto che lui usasse la sua notorietà per ottenere qualche vantaggio sociale. Groucho invece era completamente restìo a farlo, se non per accaparrarsi dei biglietti gratis a Broadway o al cinema. Per il resto, se in un ristorante non c’era posto o un albergo era per lui scandalosamente costoso, si risaliva in macchina a cercarne un altro, anche per ore.
Queste e molte altre cose portarono Ruth al tracollo nervoso, e poi all’alcolismo. Anche la seconda moglie di Groucho, Eden, divenne alcolista e morì in una clinica di recupero. Questo era l’impatto che il mediano dei fratelli Marx riusciva ad avere su chi divideva con lui la sua vita.
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August 1st, 2007 - Saggiamente consigliato da Q

Sono perfettamente conscio, e con un ottimo grado di approssimazione, che questo non è un blog su cui copincollare testi musicali, lasciarli lì a commentarsi da soli magari con un template tutto nero e pieno di glitter.
Ma oggi facciamo un’eccezione, poiché mi sono imbattuto in quello -con tutto il rispetto per gli altri- che ai miei occhi è un capolavoro.
Questa canzone non parla di amore, di cuori infranti o di amanti che non tornano. Questa canzone parla di Hitler, della Seconda Guerra Mondiale e del nazismo.
Ed è la migliore satira a riguardo in cui io sia incappato.
Non conoscevo questo lato di Mel Brooks, che sapevo sì un accanito satiro antinazista (e vorrei vedere), ma con “To be or not to be (The Hitler’s rap)” del 1984 raggiunge vette di umorismo satirico che a riguardo restano ancora ineguagliate, se non da se stesso con “Springtime for Hitler” (cui la foto di copertina si riferisce), il musical del film “The Producers” (di cui consiglio sia la versione del ‘63 che quella del 2005, molto diverse fra loro).
Su YouTube troverete facilmente i video di entrambi i pezzi, perciò vi lascio in compagnia del testo.
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July 25th, 2007 - Saggiamente consigliato da Matteo Tassinari

Per capire Giuliano Ferrara, secondo me, non è necessario scomodare gli psichiatri, però aiuterebbe. Per via del suo tortuoso cammino politico-culturale, che potrebbe essere paragonato ad uno schizofrenico del tipo “specchio frantumato”: ex comunista, ex craxiano, ora berlusconiano, a tratti pannelliano, filo-americano, filo-bushiano e ora cattolico neocon. E siccome non gli piace farci mancare nulla (la mole è li a dimostrarlo), un anno fa dichiarò orgoglioso di essere stato al soldo segreto della Central Intelligence Service, meglio conosciuta come Cia. A quando il remake del film “Un uomo per tutte le stagioni”?
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Posted in MEDIA, RITRATTI, SATIRA | 28 Comments »
July 2nd, 2007 - Saggiamente consigliato da Matteo Tassinari

Francamente mi sono un po’ stancato di ricordare ogni anno la morte di qualcuno che ho amato, come allo stesso modo mi sono stufato di dover scrivere qualcosa ogni volta che un amico ci deve lasciare. Poi arriva giugno, esattamente il 16 giugno del 1988, a Montepulciano, dove viveva Andrea Pazienza per poi morirci, e mi sento la sciolina sulla punta delle dita. Così come sono stanco di scrivere quanto fosse unico, irraggiungibile, fantastico (che palle, davvero, ormai lo sappiamo che tratto avevano i suoi pennarelli e che fantasia possedesse) il “meridionale più alto d’Italia” nella sua arte priva di latitudini e coordinate. Basta commemorazioni usuali e sì al ricordo del Paz (questo sarà il decimo pezzo che scrivo su di lui) pensando che sia ancora vivo, consapevole che qualsiasi momento non è mai adesso. Almeno per chi non c’è più.
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June 7th, 2007 - Saggiamente consigliato da Q

“Come fratelli gemelli cresciuti in famiglie diverse”
Questa credo sia la frase che più riassuma in sé il rapporto fra Israeliani e Palestinesi.
Per un palestinese, un israeliano è uno spietato soldato occupante; per un israeliano, un palestinese è un kamikaze folle che si suicida alla cieca. Ma entrambi parlano le stesse lingue, hanno le stesse tradizioni, molte cose in comune, e soprattutto provano lo stesso dolore. Solo che non lo sanno.
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Posted in UMANITA', SATIRA | 1 Comment »