Microsservatorio macrosismico


April 24th, 2009 - Saggiamente consigliato da Q

La prevenzione innanzitutto.
L’unica cosa su cui si sono sbilanciati i sismologi in questo periodo, di solito molto parchi nelle osservazioni personali, è stata la critica alle costruzioni fatte all’Aquila. Questo dimostra amore per il proprio lavoro e per la propria area di ricerca, e sottolinea il fatto che anche nel dubbio sanno quello che dicono, e che andrebbero ascoltati, i loro consigli seguiti, le loro indicazioni di norma applicate.
Questo in Italia purtroppo non sempre succede, come tragicamente ha dimostrato il 6 aprile, come hanno tragicamente dimostrato altri eventi prima di lui ma come, ci auguriamo anche con un attivismo protagonista, non venga dimostrato mai più.
Segnalo per questo motivo il sito dell’INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia) di Milano, ricco di documentazione, con una sezione per inviare dubbi a cui risponderanno gli esperti, le mappe e le liste degli eventi sismici recenti ed un gran numero di database degil eventi storici registrati e conosciuti, anche da prima della nascita di Cristo (in particolare il database DBMI).
A questa segnalazione ne associo un’altra, quella del progetto Edurisk, che ha lo scopo di portare nelle scuole, in collaborazione con l’INGV, la conoscenza e la prevenzione dei terremoti.

Quando parlo di attivismo protagonista in questo momento mi rivolgo anzitutto alla solidarietà doverosa e dovuta, la cui risposta non si è fatta attendere ed è stata così forte che di sicuro lascerà un solco positivo nella memoria del nostro Paese. La civiltà e l’umanità di tanti hanno alleviato il vuoto ed il dolore arrecati da pochi (in questo sono d’accordo con Bertolaso, almeno in questo, nel dire che non sono tanto i terremoti ad uccidere le persone, quanto gli uomini stessi, ed il caso dell’Aquila ne sarà emblema).
In secondo luogo però mi rivolgo alla ripresa di coscienza che deve accompagnare il rianimo dopo la tragedia occorsa: una coscienza che deve farci riappropriare delle nostre case come luoghi di sicurezza e vivibilità, chiedendo controlli strutturali, informazioni sulla costruzione e/o sul necessario adeguamento, tutto quello che possa farci dire “è stato fatto il possibile” nella sfortunata incidenza di un forte sisma. Per fare ciò occorre vigilare sulla propria vita e sugli aspetti che di essa ci appartengono ma che secolarmente deleghiamo, attivamente o passivamente. si renderà necessaria una grande opera informativa, un pressing sulle istituzioni, tutte cose che vanno fatte anche solo alla luce dell’evidenza che non possiamo giudicare e gestire i terremoti secondo i nostri tempi, che sono troppo brevi rispetto a quelli del pianeta su cui viviamo, ma che possono andarvi a coincidere se si rimanda di troppo quel che è necessario.

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Aftershock


April 12th, 2009 - Saggiamente consigliato da Q

Stavo rileggendo questo mio post, scritto di getto la mattina del 6 aprile scorso, qualche ora dopo la tremenda scossa che -si seppe con precisione poi- ha distrutto L’Aquila, e non solo.
Guardo le cifre ed i dati preliminari che citavo, e sorrido al pensiero di come sarebbe stato se fosse finita così. Almeno. Invece i morti si sono decuplicati, i danni centuplicati, di paesi che non si arrivava nemmeno a citare oggi non è rimasto più nulla, come Onna.
Le altre scosse forti non erano ancora arrivate, non si era evacuata Campotosto e non si era temuto per la diga, non c’erano ancora stati i falsi allarmi e le isterie collettive.
Sulmona non era stata ancora vittima di oscuri presagi che speriamo non si abbiano a verità la costa non era ancora stata pacificamente invasa da migliaia di sfollati.
La passerella politica non era iniziata, Berlusconi non ci aveva regalato altre sue gaffes, il divario politico non si era ancora spostato sul divario esistenziale degli abruzzesi in aftershock.
Nessuno aveva ancora millantato di mettere a disposizione i suoi villoni, come in un 2002 lontano e vicino ad un tempo, in cui a tante promesse è seguito qualche centesimo di tutte le parole usate.
La solidarietà umana delle persone “comuni” non era ancora emersa, non si conosceva ancora la risposta di un’Italia sfiduciata nelle e dalle istituzioni, che con le loro (in)fallibili macchine hanno cercato di arginare questo fiume in piena di vicinanza umana con la militarizzazione di cui sono esperti.
Tutto questo non era ancora successo.

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Un naso e il suo intellettuale


September 5th, 2007 - Saggiamente consigliato da Matteo Tassinari

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In una cena dove si dà fondo ai resti dei banchetti estivi rimasti da una festa di matrimonio (ancora da toccare mantenuti al freddo), dentro un’aria piuttosto stanca e appiccicosa, ho conosciuto il tipico intellettuale scettico, di quelli con l’erre quasi moscia che amava ascoltarsi tanto e, ahimè, amava ancora di più farsi ascoltare. Mi sedeva proprio di fronte, a tiro di parola in bocca. Umpfff! Come un cecchino. Non potevo sfuggirgli. Parlava, parlava, parlava. Fucilava, fucilava, fucilava. Già dall’esordio avevo capito che il discorso sarebbe andato a finire nel solito calderone dove tutto è minestrone allo stato primordiale, cioè nel bla bla bla della crisi. Quale crisi? Ma quella della Chiesa e della famiglia, dell’arte e dello sport, dei giornali e della televisione, della musica e della canzone e giù fino all’immancabile crisi dell’identità dell’occidente, che domande, uno dei discorsi più violenti e nazisti che abbia mai sentito relazionare. Si trattava di Marcello Pera ancora presidente del Senato quando al Meeting del 2005 decretò col suo sigillo rosso scarlatto chi era un vero europeo e chi invece era “meticcio” (parola chiave di quel discorso infausto).

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La civiltà è in cancrena


May 28th, 2007 - Saggiamente consigliato da Q

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Aveva ventitré anni, come me. E prendeva la mia stessa metro. Potevo essere io a finire con un ombrello nell’occhio.
Ammettosoloperunmomentochesiaunamortedavverostupidamanonèdiquestochestiamoparlando.
Ho sentito qualche intervento in tv su questa notizia. Il più eminente è stato uno psicologo (non ricordo il nome, per fortuna), il quale affermava che la responsabilità della morte di Vanessa era sua per aver opposto resistenza alle due donne. Una persona del genere dovrebbe morire in diretta. Con un ombrello in un occhio. Di Magritte (“Le vacanze di Hegel”, 2008).
Io penso che Vanessa abbia solo fatto ciò che lo Stato italiano e le forze dell’ordine non vogliono fare: resistere ai soprusi dei violenti.

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La terapia animista e vibrazionalista


April 30th, 2007 - Saggiamente consigliato da Matteo Tassinari

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Per Alberto tutto cominciò con un problema alla pelle. Uno di quelli per i quali i dermatologi sono più bravi a trovare nomi che soluzioni: psoriasi, eczema seborroica, neurodermatite…“Usi questa pomata”, “Segua questa dieta”, “Vada alle terme”. Niente da fare. Cuoio capelluto squamato, zigomi arrossati, macchie rosse sul collo e sullo sterno. Alberto non ne poteva più e cominciava a pensare che la causa scatenante fosse la sua vita stessa: troppo stress nel lavoro e in famiglia. Un giorno il dermatologo si arrese: “Perchè non prova con la medicina alternativa?”, gli suggerì mettendogli in mano un biglietto con il recapito di una “terapista vibrazionalista”. Credeva di consigliargli un medico, non un guru. Di proporgli un rimedio per i problemi della sua pelle, non di fargli cambiare pelle. Alberto si fidò e andò. La dottoressa non parlò né di pomate né di terme, gli disse che il benessere cominciava dall’anima e che, curando quella, avrebbe guarito anche la sua pelle. Gli disse parole che Alberto non aveva mai sentito, ma che da tempo aspettava di ascoltare.

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Confessioni di una patta pericolosa


April 5th, 2007 - Saggiamente consigliato da Q

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“Amore mi dispiace dirtelo qui, ma non ho trovato nessun altro modo. Tu sei lontana, non ci sentiamo mai, e le poche volte che ci vediamo non voglio rovinarle per dirti quanto sono idiota.
Sono stato con una prostituta.
Non lo so perché l’ho fatto, non so nemmeno perché lo facciano gli altri, ma adesso so rispondere alla domanda che mi fece un amico tempo fa. Adesso so che faccia ha uno che va a puttane. Una come la mia; stanca, con le rughe premature sulla fronte di chi è sempre corrucciato, una faccia triste.
Una faccia triste che entra in un appartamento triste, incontra una faccia che è felice solo per il ruolo che recita. -Cinquanta- e siamo entrambi nudi. Il prezzo del tradimento si è alzato un pò dai tempi di Cristo, sarà stata l’inflazione, l’euro, che ne so.
Forse mi sono sentito solo, per un attimo mi è balenato in mente il più feroce dei bisogni umani, forse quella prostituta eri tu, e non lo sapevo. Avevo bisogno di te, tu non c’eri, e lei era lì. Tutto qua? La persona sbagliata al momento giusto?

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Peristalsi di un suicidio


April 4th, 2007 - Saggiamente consigliato da Q

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C’è una cosa che devo assolutamente mettermi in testa, ed è che la gente non vuole stare con me. Più che altro diciamo che “non gradisce” stare con me. Voglio dire, fra le due alternative, mi capita sempre di essere quella di ripiego. E non parlo di alternative tipo “ritirare il premio Nobel o uscire con me”, ma soprattutto di cose come “raccogliere i pomodori o uscire con me”, a prescindere dal fatto che a qualcuno piaccia da matti raccogliere pomodori la sera, ma questo porta il dibattito ad un altro livello, che non ci interessa in questa sede (si rimanda pertanto alla lettura di “Epistemologia del pomodoro. Da Kant al clan dei Casalesi”, ed. Agreste, 2005).
Mentre scrivo queste poche righe mi rendo anche conto di aver perso quel rapporto “manuale” con la scrittura che ho conservato per anni, e che quasi era l’unica cosa che mi faceva andare avanti -mi dicevo. Proprio per questo trovo sempre meno ragioni nel dover restare in vita. Ma ci arrivo subito.

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L’abito non fa il monaco


February 22nd, 2007 - Saggiamente consigliato da Q

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Q: “Oggi ho adottato un bambino africano a distanza”
D: “Come mai?”
Q: “Perché così adesso anch’io posso dire a qualcuno che è ‘il mio negro’*”
D: “Come si chiama?”
Q: “Non lo so, comunque lo chiamerò Philip”
D: “Philip?”
Q: “Philip è un nome meraviglioso per un bambino di colore. Ehi, Phil! Quel cotone non
si raccoglie da solo! Senti? Meraviglioso”
D: “Sei un mostro. Che si è dato alla beneficenza”
Q: “Perché? Non me lo spediscono?”
D: “No, cretino”
Q: “Ma io l’ho pagato!”

Battute a parte, sono fiero di me. Anzi, di 1/18 di me. Quel diciottesimo che ha acquistato una quota per l’adozione a distanza di un bambino/a grazie al Gruppo Insieme/Utopie Concrete/Bambini nel Tempo e, soprattutto, ad Antonella che è una persona straordinaria con cui ho intrattenuto un interessantissimo scambio di opinioni via mail. Se anche voi avete queste nobili intenzioni, potete rivolgervi direttamente a loro oppure ad una delle migliaia di associazioni che si occupano di questo (basta andare su Google e cercare ‘adottare a distanza’ e ne vengono fuori a frotte). Un piccolo consiglio che vi dò, affidatomi da uno stimato professionista del settore, è quello di appoggiarvi alle piccole associazioni piuttosto che a quelle grandi, in quanto saranno di meno i soldi spesi per mantenere l’organizzazione (in genere, circa un 20% variabile dei fondi raccolti viene speso per l’organizzazione e le campagne di sensibilizzazione). Per il resto, non fate molto caso alle vesti sotto cui si presentano tali associazioni, spesso ingannevoli poiché create da persone che per via della loro funzione guardano più alla sostanza, giustamente, che alla forma. A tal proposito vi narro un aneddoto simpatico.

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