Jarry, Ubu e la patafisica


February 4th, 2008 - Saggiamente consigliato da Q

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Ricevo e pubblico da Zop, che recentemente ha dato alle folle il web-movie del suo Ubu Blog, visionabile su Booksweb.tv, canale BooksPEOPLE.

Nel 1873, in Francia, più precisamente a Laval, venne alla luce Alfred Jarry. Quindici anni dopo, durante gli anni del liceo che frequentava in Bretagna, più precisamente a Rennes, il giovane scrisse in forma teatrale una sorta di parodia di un suo professore che aveva inventato un compagno di classe. In questo modo vide la luce anche l’Ubu Re. Il testo fu rappresentato per la prima volta a casa del compagno di scuola e, successivamente, in un granaio sotto forma di spettacolo di marionette. Nel 1896 l’opera venne messa in scena al Théatre de l’Oeuvre, ma si rivelò un fiasco colossale. In seguito sarà invece salutata come anticipatrice del teatro moderno e dell’assurdo e Jarry anticipatore del surrealismo e di alcuni temi delle avanguardie del primo Novecento.

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This is the end


October 22nd, 2007 - Saggiamente consigliato da Q

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Quando ho conosciuto i blog il mio essere in Rete ha cominciato ad avere senso e direzione. Ancor prima del Satiro Saggio, mia ultima creatura, ho scoperto il piacere di condividere il mio pensiero al di fuori della ristretta cerchia di conoscenze che posseggo. Ristretta perché non con tutti puoi parlare di tutto, cerchia perché -che cazzo ne so perché.
Il mio agire comunicativo si è notevolmente potenziato: non avendo più dialogo solo con le persone a me vicine ho affinato il linguaggio, parlando su una pubblica piazza globale ho imparato cosa dire e come, commentando i fatti del mondo e della vita ho appreso l’arte di informarmi. E’ facile associare al nome di un politico una parolaccia, ma è un’arte costruire un critica reale basata su fatti tangibili -anche se alla fine abbiamo detto la stessa cosa. “Andreotti è un mafioso”, oltre che un’accusa che potrebbe essere infondata, è anche un’offesa bella e buona (che qui riportiamo esclusivamente a fini esemplificativi). Dire invece che “Andreotti, secondo la sentenza della Corte d’appello del 2003, si è macchiato del reato di associazione a delinquere fino al 1980, da cui è risultato assolto per prescrizione” è ben diverso. Facendo così ho costruito una critica, ho comunicato informazioni invece che sentimenti. Questa è una bella differenza. Io studio giornalismo, ma questo aspetto dell’informazione me lo ha insegnato il blogging.

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Blog: deriva dei “poeti” estinti


March 5th, 2007 - Saggiamente consigliato da Matteo Tassinari

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Più leggo e scrivo sui blog e più mi rendo conto che mi fanno schifo. Un buon 90% sono utili come la forfora. La blogsfera è una giungla paragonabile al mercatino delle pulci di Calcutta, il più grande al mondo, dato incontestabile, dove trovi organi umani e incensi irraggiungibili. Ci sono blog intimisti (i peggiori), quelli esibizionisti (sempre i peggiori), quelli diaristici (uff…), quelli politici (spesso si confonde la politica con Berlusconi), quelli di settore (qui la conta e il giudizio è difficile, per cui arrangiatevi voi con un porno) e tanti altri che non mi va di ricordare. Ciò che più inquina la blogosfera è l’autoreferenzialità. Vale a dire il cimitero delle idee, la camera mortuaria delle eccentricità.

A forza di linkaggi, citazioni del tutto interessate alla conoscenza del proprio feticcio internettiano, trackbackandosi scambievolmente con abbracci virtuali, ci si illude di aver realizzato qualcosa di godibile per la comunità del web, che si è i sultani della persuasione. Falso. Si guarda troppo spesso il contatore dei visitatori, come fatto automatico, senza analisi del “prodotto” o selezione del messaggio. Nulla importa se non l’autoreferenzialità. L’esserci in prima persona, ostentare anche questioni da transgender (come quella vecchissima pubblicità che diceva: “Che se ne parli bene o male, l’importante è che se ne parli”). Ecco perchè in grande percentuale i blog deprimono. Sono feticci isolati per persone che coltivano l’esperienza mediatica senza saperlo e se qualcuno glielo dice, loro ringraziano (“a prescindere”) senza averci capito un tubo. Le costrizioni redazionali, di spazio e di grafica, costringono allo scrivente a sintetizzare al meglio ciò che ha da scrivere. Nel blog avviene il contrario. Lo spazio non è un problema, la grafica la compongono i blogger stessi e non esistono “scassa capi-redattori” (lo dico con affetto ai miei vecchi) che ti mettono in discussione. Il blog si allarga sempre più ed è un peccato che la stupidità umana non sia dolorosa, altrimenti soffrirebbero in tanti. Siamo alle solite, nulla di nuovo sul fronte occipitale: la quantità a scapito della qualità.

Un esempio significativo ci è dato da Splinder (piattaforma galattica di blog) che vanta orgogliosa, nel suo giornale online, la nascita di un migliaio di nuovi blog al mese. Questo dato lo osservo con inquietudine profonda, perchè probabilmente, fra i prossimi mille blog, ci saranno anche quelli dedicati alle veline di Striscia o ai nuovi amori della Lecciso. Statene certi! E questi non sono bei blog. Benedetto Croce sosteneva che: “Fino a diciott’anni tutti scriviamo poesie. Da quell’età in poi sono due le categorie di persone che continuano a scrivere, i poeti e i cretini”. La blogsfera ha ampiamente dimostrato la verità del filosofo. Oggi, in rete, si assiste ad uno spettacolo immondo: versi metafisici di cui sfugge il significato, poesie degne dei Baci Perugina, senza contare gli approfondimenti interessantissimi sui dettagli dei famosi isolani o su Pinky che la notte scorsa ha scopato con Black nella Smart dopo aver bevuto un litro di birra e fumato una canna. Però, interessante…

foto: www.snfk.se

Edit by Q: il primo sondaggio saggio si è chiuso. Controllatene i risultati dalla pagina delle news. E buona settimana in compagnia del Satiro Saggio!

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Slang!


February 7th, 2007 - Saggiamente consigliato da Dalis

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Chiunque abbia navigato, cercato o sia anche inciampato su Internet, sarà sicuramente incappato in un qualche termine incomprensibile e impronunciabile. Nell’antica Grecia tali termini erano già conosciuti dal Satiro Saggio, il quale si sforzava di divulgarli, ma nessuno in effetti gli dava ascolto anche perchè non si riusciva a trovare un motivo per ridere dicendo rotfl (rolling on the floor laughing) o lol (lots of laughs). In un’epoca in cui la tastiera QWERTY ce la siam dovuta imparare anche per comprare un biglietto dell’autobus, ci siamo inventati anche parecchi termini che dovrebbero facilitarci la comunicazione diminuendo il numero di battute sulla tastiera.

Mi sembra giusto cominciare dal blog, che altro non è se non il diminutivo di weblog, ovvero un diario sul web. Così quando si posta (dall’inglese to post – annunciare) si sta in realtà pubblicando un articolo. E se gli unici commenti al vostro articolo sono pubblicità per siti (porno e non) parliamo di spam. E che succede se si congratulano con il voi per il numero di trackback* sul vostro blog? Niente paura, siete solo stati linkati da altri blog e, il che, è solitamente un bene! E se una discussione tra internauti degenera in insulti e minacce? Ecco il flame (fiamma), che a volte è volutamente innescato da qualche troll. Per concludere sui blog, ricorderei che se siete tipi diretti che badano più al contenuto che al contenitore, potete leggere un blog accedendo al suo feed, col quale bypasserete tutta l’interfaccia grafica leggendo solo il testo degli articoli.

Ma è quando si chatta che il vero professionista mostra tutta la sua conoscenza di termini internettiani. Ad esempio, perchè dilungarsi con un “torno subito” o “aspettate, vado a girare il sugo” quando un brb (be right back) fa capire a tutti che non siamo davanti alla tastiera per qualche istante? O ancora, dopo aver chiesto di farvi mandare un url (universal resource locator, ovvero l’indirizzo di un sito), perchè dire “grazie” quando tnx è più corto e più ganzo?! E come risponderete? Con “prego”, forse? Niente di più sbagliato. Può bastare un np (no problem). Meno caratteri significano meno stress per tutti i vostri lettori e meno affaticamento delle vostre falangi!

Evitate quanto più possibile di trovarvi OT (off-topic – fuori tema) nelle discussioni e non prendetevela troppo se vi daranno del lamer: Il più delle volte sarà stato a causa di una vostra figuraccia o di un eccesso di spavalderia su qualche argomento. Ma soprattutto, prima di chiedere a qualcuno, cercate su Google :-)

E per finire, consiglio a tutti i neofiti di leggersi qualche documento ufficiale sulla netiquette dove vengono spiegate le norme comportamentali da usare sulla rete e gli errori comuni degli apprendisti lupi di mare.

*mi pareva utile riferire che in questo blog il link del trackback si ricava cliccando sul titolo dei singoli post (ndQ).

foto: www.kitsapsun.com

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Non conventional blog /2


February 6th, 2007 - Saggiamente consigliato da Q

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Mi sono ricordato una cosa. Tempo fa c’era una mia lettrice, Rea, che mi disse di un suo amico che aveva “smascherato” il blog di Pupa. Non pago delle informazioni reperite in rete, le chiedo allora di mettermi in contatto col suo amico. Lei, molto cortesemente (non lo dite a nessuno, ma credo abbia una cotta per il mio gatto), mi ha fornito l’indirizzo del suo blog, tramite il quale avrei potuto contattarlo. Trovo il suo indirizzo mail direttamente sul blog, e mando subito una letterina a questo paladino della giustizia che corrisponde al nome di Ermanno Nardelli*. Il giorno dopo, trovo questa risposta nella mia casella di posta:

“Sono venuto a sapere dello Stripblog non molto presto, ma quando la cosa ha subito un’impennata notevole nella sua diffusione. Non sulla blogsfera (vi sembra strano eh!), ma sul sito di cui sono collaboratore nella mia città (fondani.it). Da lì visitando e leggendo i commenti delle persone mi sono subito insospettito citando anche i miei dubbi nel primo post. Come poteva una ragazza abbastanza appetibile (molto bella!) prendere le sue foto e sbatterle in rete senza avere il minimo di pudore o di dubbio sulle sue azioni. Da qui per prima cosa ho fatto una ricerca proprio con la parola chiave “pupa86″ ed è uscito il risultato che volevo, cioè che pupa86 non era nuova alla rete in quanto pare si sia classificata per il calendario 2006 (almeno così mi risulta!) con questa votazione finale:

1 claudia82 8.664 9.333 8.932
2 babylu 8.634 9.333 8.914
3 pupa86 8.728 9.000 8.837

Detto questo mi sono organizzato e ho postato tutto, nel frattempo il sito continuava la sua scalata per diventare un Blog (star) rinomato. Beh devo dire che c’è riuscito, fino a quando pochi giorni dopo TgCom ha pubblicato un articolo che parlava di questo caso (attinto dalla rete dei Bloggers! Evidente!!!). Mi sono permesso di mandare una mail con una mini intervista all’indirizzo del blog incriminato e i miei sospetti si sono rafforzati.

Ciao! Vorrei avere una tua recensione sul mio blog…sempre che non ti dispiaccia
Le mie domande sono queste:
- Cosa ti spinge ad andare avanti con lo scopo del tuo blog?
- Quanto pensi che il tuo caso possa essere emulato in rete? O sei stata tu stessa a copiare un blog simile che ha ottenuto successo?
- Pensi possa avere ritorsioni legali la tua iniziativa?
- Ricevi molte mail di minacce e avances a sfondo sessuale?
- Quanto pensi possa durare ancora questo gioco?
…. Aggiungi domande se vuoi…
Nella speranza che tu risponda…ti comunico che :
non sono un giornalista, ma il tuo caso mi ha troppo incuriosito…anche perché sei molto giovane.

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Non conventional blog


February 5th, 2007 - Saggiamente consigliato da Q

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Due cose mi piacciono nella vita: i blog e le belle figliole. E quando queste due cose vengono a collidere, non posso certo restarmene con le mani in mano. Eh, no! E allora, devo parlarne anch’io. Era il 31 ottobre 2005 quando faceva capolino nell’universo dei bloggers quella che sembrava volesse diventare la più splendente degli astri nel firmamento delle blogstar: Pupa86. Il principio del suo blog (chiamato per l’appunto Stripblog) era semplice: più commenti riceveva, più indumenti si toglieva. Lo slogan recitava proprio così:

un commento, un indumento: spogliami e sarò la tua blogstar”

ed i commenti, ovviamente, non si sono fatti attendere. Altrimenti in rete non sarebbero i siti porno quelli più visitati. Il regolamento era semplice: ogni 20 commenti, la suddetta Pupa si toglieva una parte del suo vestiario, per lasciare scoperte le sue –tra l’altro niente male- nudità. Poi il gioco ha preso piede, i commenti sono piovuti a migliaia, e lei è diventata sempre più esigente. Sembrava tutto reale, anche il suo profilo (che infatti era vero, come vedremo più avanti). Le foto in breve hanno fatto il giro della rete, approdando persino su siti pornografici tedeschi, fino ad arrivare alla redazione di TgCom, la madre di tutte le pornografie. E di qui, il boom.

A questo punto, però, un dubbio si è insinuato in molti cybernauti: che fosse tutta una farsa? E’ partito allora il progetto di un “controblog”, sul quale campeggiava il curioso slogan:

un commento, e ti posto un po’ di foto prese qui e là su EMule”

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