May 14th, 2010 - Saggiamente consigliato da Q

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Ricevo e pubblico da Roberto Malini.
Aumentano le morti in carcere. Il sovraffollamento. L’incidenza degli stupri
Milano, 26 febbraio 2010. Morti in carcere: crescono i suicidi. Ai dati sul sovraffollamento e i trattamenti inumani e degradanti, che inducono molti detenuti a togliersi la vita, devono essere aggiunti quelli legati agli stupri e agli abusi sessuali su detenuti, che vengono taciuti persino dalle associazioni umanitarie per un incomprensibile senso del pudore. Il Gruppo EveryOne ha raccolto negli ultimi cinque anni segnalazioni di numerosissime violenze e coercizioni sessuali subite da detenuti, soprattutto in giovane età. Considerata la mancanza di strumenti atti a tutelare l’internato dagli abusi e in base alle testimonianze raccolte dagli attivisti EveryOne si può stimare che si verifichino nelle case circondariali italiane almeno 3 mila casi di stupro e riduzione alla schiavitù sessuale ogni anno. E’ una dato che corrisponde al 40% degli stupri totali che avvengono in Italia. “Quando entri in carcere,” hanno rivelato alcuni ex-detenuti a EveryOne, “se sei giovane o comunque hai un aspetto gradevole, diventi necessariamente la ‘fidanzata’ di un detenuto oppure vieni ripetutamente violentato dai prigionieri che hanno più potere e considerazione nella gerarchia che esiste dietro le sbarre. Oltre allo stupro anale, il giovane detenuto viene costretto a praticare la fellatio e altre forme di sesso coatto. Molti ragazzi si tagliano le braccia, le gambe, il petto, il viso e compiono altri atti di autolesionismo per sottrarsi a tali pratiche. Altri tentano il suicidio. La violenza su un giovane in carcere non è considerata un atto omosessuale, ma una manifestazione di forza virile e di potere. I direttori, le guardie e gli educatori tollerano questo stato delle cose, ritenendolo parte della pena da scontare, perché per molti di loro la prigione deve essere un inferno. Vi sono anche guardiani ed educatori che provano eccitazione, di fronte a questo mondo dominato da uno spietato sadomasochismo”. Esistono diversi studi che dimostrano l’incidenza delle violenze sessuali rispetto ai tentati suicidi in carcere, eppure in Italia non si è fatto nulla, finora, per prevenire questo fenomeno. Cattività, noia, mancanza di assistenza ai detenuti e mancanza di programmi di convivenza civile favoriscono l’affermarsi di una società deviante, basata sull’interazione fra ruoli dominanti, spesso sadici e ruoli sottomessi, vittime di violenze gravi. Le testimonianze raccolte dagli attivisti EveryOne conducono a una conclusione evidente, che pone la realtà delle violenze sessuali in carcere - una realtà ignorata dalle autorità competenti e spesso, inspiegabilmente, anche dalle organizzazioni umanitarie - fra le cause prime dei suicidi, dei tentati suicidi, degli atti di autolesionismo, delle sindromi depressive e di diverse forme di psicosi da cattività.
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December 28th, 2009 - Saggiamente consigliato da Q

Ricevo e pubblico da Roberto Malini, dell’EveryOne Group:
“Il cadavere di una trans, rinvenuto dalle autorità in un sacco della spazzatura su una sponda del Tevere a Ostia Antica, propone ancora, tragicamente, domande inquietanti riguardo alla situazione di pericolo in cui versa oggi la comunità transgender, dopo lo scandalo che ha rivelato intrecci pericolosi fra politica e criminalità” affermano Roberto Malini, Matteo Pegoraro e Dario Picciau, co-presidenti dell’organizzazione per i diritti umani Gruppo EveryOne. “Chi sa o muore, o è costretto a fuggire alla chetichella, oppure a tacere, raggiunto da intimidazioni e minacce gravi. La condizione delle persone trans straniere e senza permesso di soggiorno è ancora più grave,” continuano gli attivisti, “perché ai pericoli derivanti da possibili scandali sessuali, con coinvolgimento di politici e autorità, si aggiunge la loro condizione di ‘invisibili’, una condizione creata dal famigerato pacchetto sicurezza. Il suicidio della persona trans 34enne, verificatosi il giorno di Natale nel Cie di via Corelli a Milano, è il più recente tassello di un disegno preoccupante, che pone la comunità transgender in uno stato di ansia e pericolo; ma i casi che autorità e media hanno fino a oggi sottovalutato sono decine”, spiegano Malini, Pegoraro e Picciau. “Basti pensare alle aggressioni violentissime di persone trans avvenute a Roma il 15 ottobre scorso, agli innumerevoli atti di intemperanza e violenza contro la comunità transgender, fino al duplice omicidio di Gianguarino Cafasso, protettore di prostitute trans, e della povera Brenda, colpevole di conoscere e frequentare nomi molto in vista”.
Attivisti del Gruppo EveryOne e di altre organizzazioni umanitarie stanziati a Milano, Roma e in altre città italiane segnalano in questo periodo retate da parte delle autorità nelle zone frequentate da persone trans extracomunitarie. “Quando non hanno il permesso di soggiorno,” raccontano i rappresentanti di EveryOne, “vengono caricate su cellulari e condotte nei Centri di identificazione ed espulsione, dove rimangono fino a sei mesi, in condizioni disumane e a rischio di abuso, mentre i centri negano l’ingresso alle associazioni umanitarie che vorrebbero offrire loro solidarietà e assistenza. In particolare a Roma, dove è esploso qualche tempo fa il caso Marrazzo, sembra quasi che si cerchi di far piazza pulita, per quanto riguarda le trans”.
Il Gruppo EveryOne fa notare che nessun programma di assistenza e nesun numero verde è stato istituito per consentire alle persone trans che conoscono gli intrecci fra politica e criminalità di essere tutelate; al contrario, in Italia vengono intimidite e ammazzate senza che nessuno alzi un dito. E’ importante” concludono i presidenti dell’organizzazione, “che Marrazzo e gli altri politici coinvolti parlino e comunichino alle autorità i nomi di chi potrebbe essere mandante degli omicidi (di Brenda e del caso di oggi, risalente almeno a un mese fa) ovvero dei politici che frequentavano le vittime. E’ importante che si isituiscano forme di tutela per le persone trans che possono aiutare le autorità a identificare i mandanti e gli esecutori, con programmi di protezione, e che si sospendano le retate, che ottengono il solo sciopo di allontanare tanti potenziali testimoni”.
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April 18th, 2009 - Saggiamente consigliato da Q

macerie all’Aquila (foto tratta da www.migliorblog.it)
Il sisma dell’Aquila, fra le molte altre cose, ci ha riportato un ricordo e ci ha donato un dubbio.
Il ricordo che ci ha riportato è che viviamo in un Paese ad altissimo rischio sismico. Il dubbio che ci ha donato, invece, è quello del poterci sentire sicuri in casa nostra. I terremoti non possono essere previsti, allo stato attuale delle conoscenze, benché meno possono essere in alcun modo imbrigliati, probabilmente anche allo stato futuro delle nostre conoscenze. L’unica cosa che possiamo fare è limitare i danni. Non vi è speranza che non accada: è scientificamente comprovato che una zona soggetta a movimenti tellurici lo sarà sempre, o quantomeno smetterà di esserlo in tempi che non possiamo nemmeno lontanamente pensare di tenere in considerazione. Perciò, riposta da parte la speranza, ci resta soltanto la prevenzione: costruire strade larghe, evitare il disboscamento selvaggio, limitare il prosciugamento dei bacini, lasciare liberi i terreni direttamente posti sulle faglie tettoniche e, soprattutto, fortificare gli edifici già esistenti e costruire le nuove case sempre al passo con l’evoluzione delle tecnologie antisismiche. La scienza c’è ed in Italia è anche all’avanguardia, grazie a ricerche congiunte con il Giappone ed all’attività dell’INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia). La globalizzazione non dovrebbe essere solo materia economica, ma scambio di idee con i fratelli di altri paesi riguardo i problemi comuni che condividiamo.
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April 6th, 2009 - Saggiamente consigliato da Q
Stavo scaricando foto porno quando è successo. Dapprima alcune scosse lievi, senza importanza. Poi pareti e mobili hanno preso ad agitarsi, gli oggetti a cadere, gli intestini a rilasciare. Erano le 3:32, magnitudo della scossa stimate a 5.8 e/o a 6.7 della scala Richter.
Scrivo da Rieti.
Alla scossa ne sono seguite altre due distinte, che hanno spinto la gente ad uscire di casa.
Dieci minuti dopo la scossa comincia la maratona telefonica, nessuna notizia a parte il Televideo Rai. A Roma e Napoli gente in strada per lo spavento.
L’Aquila in macerie, danni gravissimi in tutta la Provincia. Racconti di amici che parlano di mura che crollano e tubature che saltano, fughe rocambolesche nella notte pungente con indosso solo il pigiama. Gli studenti non residenti si mobilitano per tornare nelle città di provenienza. Sisma avverito distintamente anche a Teramo e provincia.
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April 3rd, 2009 - Saggiamente consigliato da Salvatore Cutrona

Dopo i gravi pestaggi avvenuti qualche settimana fa presso la facoltà di Scienze Politiche dell’università di Roma Tre, l’organizzazione universitaria neofascista denominata “Blocco studentesco” è tornata nuovamente in azione.
Intorno a mezzogiorno un nutrito gruppo di giovani ha “cinto d’assedio” la facoltà di Lettere e Filosofia tappezzandone i corridoi interni con manifesti e volantini.
Fin qui nulla di anomalo, eccezion fatta forse per l’alto numero di motorini e scooter parcheggiati all’ingresso della facoltà.
Queste organizzazioni studentesche di estrema destra, nonostante protestino contro le recenti linee di governo sui tagli alle università, mirano a dissociarsi dalle recenti manifestazioni studentesche (definite dai media come l’Onda), riconoscendo queste unicamente come una fallimentare espressione della sinistra giovanile.
Il movimento di protesta che ha scosso gli atenei e le piazze di tutta Italia, coinvolgendo trasversalmente dai docenti universitari agli alunni delle elementari, viene letto quindi come mero operato di una minoranza politica del nostro paese.
Tuttavia ciò che è accaduto oggi al n° 234 di via Ostiense, va ben oltre la semplice protesta politica.
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July 14th, 2008 - Saggiamente consigliato da Q

Di questi tempi in cui in tv se ne vedono di ogni tipo, con preti investigatori, medici investigatori, investigatori investigatori e frigoriferi investigatori (“Fermo o ti freddo!”) non potevano certo farsi aspettare loro, i meccanici investigatori.
Questa è una storia vera però, e non stiamo parlando di un geniale Dick Tracy che ha l’illuminazione che gli farà risolvere il caso cambiando uno spinterogeno, ma della rivista americana ‘Popular Mechanics‘, che da cento anni si occupa in egual misura e serietà di frullatori tanto quanto di laser.
E su cosa avranno indagato mai costoro? Volete saperlo? Non ve lo dico (si alza, se ne va).
Salve, sono la mamma di Q. Passavo di qui per caso, e siccome leggo sempre ‘Popular Mechanics‘ (su consiglio della casalinga di Voghera) ho pensato che intanto che la lavatrice finisce il ciclo questa storia ve la racconto io (dissolvenza acquosa).
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December 31st, 2007 - Saggiamente consigliato da Q
Mentre l’anno volge al termine ed il Satiro Saggio vi augura buona fine e buon principio, ci stringiamo attorno al popolo pakistano per il tragico momento che stanno vivendo loro in prima persona e noialtri come amanti della pace e del vero progresso.
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December 5th, 2007 - Saggiamente consigliato da Q

Ricevo e pubblico:
Carissimi,
vogliamo portare a vostra conoscenza un fatto gravissimo intercorso ai danni della famiglia dell’amica Magdalena Perez Vieda, rappresentante del popolo xicaque/tolupan dell’Honduras, membro di organizzazioni indigene honduregne e centroamericane, fuggita dal suo paese per l’alto rischio di morte che correva per il proprio impegno politico, attualmente rifugiata politica in Italia.
La sera di venerdì 27 Aprile 2007, tra le ore 20.00 e le ore 21.00, nel quartiere “El progreso” della cittadina di Morazán, dipartimento di Yoro (Honduras), Selvin Vladimir Perez Vieda (figlio maggiore di Maria Magdalena) di anni 20 e Jenri Leonel Perez y Perez (figlio di una sorella di Maria Magdalena) di anni 18, hanno subìto un’imboscata da parte di un gruppo di uomini armati.
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